Aciman, Andrè - Chiamami col tuo nome

Wonderman83

New member
Un libro senza troppe pretese questo di Aciman. Una storia semplice, trama lineare e minimale al punto però che per buona metà il libro sembra quasi non decollare. Nella seconda metà i personaggi si chiarificano meglio agli occhi del lettore e cresce l'interesse per i loro stati d'animo e le loro vicende. Forse davvero troppo prolisso nelle descrizioni della prima parte del libro.
 

qweedy

Well-known member
Libro molto intenso incentrato sulla scoperta della proprio omosessualità da parte di un ragazzino. Ambientato in una calda estate della metà degli anni Ottanta sullo sfondo della riviera ligure, il romanzo è il racconto struggente del rapporto di amicizia e amore che nasce tra due ragazzi, Elio, diciassettenne italiano, e Oliver, ventiquattrenne statunitense. L'ospite dell'estate. L'ennesima scocciatura.
Questo libro emoziona, con stile scorrevole trasmette paura e desiderio, passione e sofferenza, e fa arrivare al lettore i sentimenti in modo emotivamente molto intenso. Bello!


"tu sei il mio ritorno a casa. Quando sono con te e stiamo bene, ecco, non voglio altro..."
“Quel bacio è ancora impresso laggiù, grazie al cielo. E’ tutto ciò che ho di te”.
“Chi altro sarei mai riuscito a chiamare col mio nome?”
“Facevamo finta di niente. Parlavamo di tutto fuorché di quello. Ma l'abbiamo sempre saputo, e che adesso non dicessimo nulla era un'ulteriore conferma. Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una volta sola nella vita.”
“Sono come te, ha detto. Mi ricordo tutto.”
“Mi sono fermato un secondo. Se ti ricordi tutto..una volta soltanto, girati verso di me e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, e chiamami col tuo nome.”
“Cor cordium, cuore dei cuori. Non ho mai detto niente di più vero a nessuno in tutta la mia vita.”


Questo romanzo è stato portato al cinema con il film Chiamami col tuo nome diretto da Luca Guadagnino.
 

estersable88

dreamer member
A distanza di vent’anni Elio ricorda l’estate che gli cambiò la vita. No, non è un’esagerazione, perché quello che provò a diciassette anni per il ventiquattrenne Oliver, giunto a casa sua per sei settimane, non lo dimenticherà più. Quando comincia un amore? Esiste un momento esatto in cui scocca la scintilla e comincia l’attrazione? Elio non lo sa, non sa dire quando sia cominciato, ma il desiderio che lo spinge verso Oliver, duro, fisico, irruento come i suoi anni, non si può ignorare né, per quanto ci si provi, negare. Lui ed Oliver provano ad evitarsi, a mostrare indifferenza, a soffocare la passione in altri corpi, ma nulla, la voglia reciproca di perdersi nell’altro è troppo forte. Un amore intenso come la gioventù, abbagliante come un’assolata mattina d’estate, fugace come il tempo che i due ragazzi hanno a disposizione, eppure duraturo e indimenticabile. E a distanza di vent’anni i due, che ormai sono uomini fatti, ancora se la ricordano quell’estate, quei luoghi dello spirito, i momenti rubati, gli affetti condivisi, e quella voglia di giocare ancora dicendosi “chiamami col tuo nome”. Questo è un romanzo d’amore, queste sono pagine traboccanti di passione, desiderio, scoperta di sé, del proprio corpo e della propria sessualità. E, nonostante all’inizio il linguaggio estremamente diretto possa disturbare, ben presto ci si lascia assorbire dall’incedere della storia, dalla bellezza delle descrizioni, dalla moltitudine dei sentimenti e dalla loro forza dirompente. E sì, ci si può emozionare anche vivendo sulla carta un amore altrui. Lettura consigliata.
 

LettriceBlu

Non rinunciare mai
Il sentimento travolgente narrato in questo libro sarà fondamentale per i due protagonisti, specialmente per Elio, condizionatone profondamente ancora a distanza di vent’anni. Nasce e cresce tuttavia nelle sole sei settimane che il ventiquattrenne Oliver passerà ospite nella villa in riviera della famiglia di Elio, per lavorare al suo manoscritto su Eraclito. Lasso di tempo sorprendentemente breve, che rispecchia perfettamente il mio pensiero su questa lettura. Ne ero molto incuriosita dal gran parlare che se ne sta facendo in giro, ma non è riuscita a trasmettermi particolari sensazioni. Forse anche per il fatto che è molto breve, giustamente, anche il romanzo, è stato per me come un soffio di scirocco che sì scalda, ma passato l’attimo ci si dimentica di averlo sentito sulla pelle. Non mi è dispiaciuto, però ho vissuto i tormenti, desideri, paure e speranze di Elio con troppo distacco, che non è lo stato d’animo giusto che una lettura così intensa dovrebbe far provare. Non so bene da cosa sia derivata la mia inadeguatezza: sicuramente ha influito tantissimo l’ambientazione della storia in un mondo che non mi appartiene e non sono riuscita per niente a fare mio; l’esistenza confortevole di questa ricca famiglia che vive in una grande e bella villa con ogni tipo di comodità, per non parlare della mondanità che trasuda dalla descrizione della prima sera a Roma passata col gruppo del “poeta”. Dei protagonisti conosciamo davvero il minimo indispensabile, e in certi casi neanche: la mancanza di più dettagli non mi ha infatti permesso di inquadrare bene, per fare l’esempio più lampante, i genitori di Elio e di non comprendere appieno il loro carattere, quindi come si muovono e agiscono nelle varie fasi della vicenda.
Parere assolutamente personale, che mi sento però di far conoscere: Oliver non mi è piaciuto granché, specialmente per come si comporta nei confronti di Elio. Lo vediamo praticamente solo dal punto di vista del ragazzo che ne è molto infatuato, e anche qui non so se questa prospettiva ristretta gioca a suo favore o menno.
Elio è quello che forse sono riuscita ad inquadrare di più, anche se forse un paio di righe di spiegazioni qua e là l’avrebbero reso meno artefatto. È cresciuto in un ambiente colto, quindi è abbastanza naturale ne sappia così tanto di letteratura, musica e filosofia a soli diciassette anni, ed è ben consapevole di avere tutta una vita davanti, che vuole usare per sperimentare, mettersi alla prova soprattutto con i suoi sentimenti e il suo corpo. Questo l’autore lo mette benissimo in evidenza con una narrazione in prima persona e uno stile che ben si adatta all’impulsività che spesso si tramuta in malizia di un adolescente.
 
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