Basso, Alice - Non ditelo allo scrittore

estersable88

dreamer member
A Vani basta notare un tic, una lieve flessione della voce, uno strano modo di camminare per sapere cosa c’è nella testa delle persone. Una empatia innata
che Vani mal sopporta, visto il suo odio per qualunque essere vivente le stia intorno. Una capacità speciale che però è fondamentale nel suo mestiere.
Perché Vani è una ghostwriter. Presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno scritto i loro libri. Si mette nei loro panni. Un lavoro complicato
di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo sa bene qual è ruolo di Vani nella casa editrice. E sa bene che il compito che le ha affidato è più
di una sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo Vani
può trovarlo, seguendo il suo intuito che non l’abbandona mai. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che
ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo stesso scrittore che le ha spezzato il
cuore, che ora è pronto a tutto per riconquistarla. Vani deve stare attenta a non lasciarsi incantare dai suoi gesti. Eppure ha ben altro a cui pensare.
Il commissario Berganza, con cui collabora, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque
a guidare i suoi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere tutte le carte in tavola con Vani. Con nessun’altra donna riuscirà mai
a parlare di Chandler, Agatha Christie e Simenon come con lei. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo. Senza sapere
come mai l’abbia fatto. Forse perché, come ha imparato leggendo La lettera scarlatta e Cyrano de Bergerac, ogni uomo aspira a qualcosa di più grande, che
rompa ogni schema della razionalità e della logica. Vani è ormai uno dei personaggi più amati dai lettori italiani. Dopo il successo dell’Imprevedibile
piano della scrittrice senza nome e di Scrivere è un mestiere pericoloso, Alice Basso torna con la perfezione e l’originalità di uno stile che le ha portato
l’ammirazione della stampa più autorevole. Un nuovo romanzo, stesse caratteristiche imperdibili: libri, indagini, amore e una protagonista che diventerà
come un’amica un po’ strana che non riuscirete più ad abbandonare.


Dopo “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” e “Scrivere è un mestiere pericoloso”, Alice Basso torna con il terzo, bellissimo volume delle avventure della ghostwriter più famosa d’Italia, l’istrionica, destabilizzante, argutissima Vani Sarca.
In questo nuovo libro ritroviamo Vani alle prese con un caso disperato: un professore di storia dalla penna formidabile, ma totalmente incapace di gestire le apparizioni pubbliche. Non sarà facile domare un uomo anticonformista con opinioni a dir poco dissacranti e renderlo accettabile e piacevole anche per la telecamera. Per questo compito Vani dovrà lavorare gomito a gomito con Riccardo Randi, l’ex fidanzato che, ravvedutosi e pentitosi amaramente dei suoi errori, le fa una corte spietata. E anche quest’elemento contribuisce a rendere il lavoro non facile, soprattutto se la nostra Vani è sempre più presa da altri pensieri… c’è un certo commissario Berganza, infatti, che sta diventando sempre più importante per la nostra Vani che “è una che capisce” quando si tratta di entrare nella mente degli altri, ma sembra perdere la sua perspicacia quando deve decifrare cose che la riguardano in prima persona. Ma… chissà… forse non tutto è perduto!
Beh, è inutile che vi ripeta quanto ormai mi sia affezionata a Vani ed a Berganza: l’ho detto e scritto ovunque. Ormai per me sono diventati degli amici… perciò… che dire? Leggete i primi due libri e poi questo… io mi sono emozionata come non mi capitava da tanto, come un’adolescente sdolcinata e iper sentimentale che non sa che nella vita le cose non sempre vanno come vorremmo… ma è questo che succede, anche nella vita reale, quando ai nostri amici capita qualcosa di bello, no? E forse, ogni tanto, ci vuole anche un bel lieto fine per riaccendere la speranza… Leggete il libro, poi mi direte!
Io intanto mi chiedo… se Vani non può uscire dalle pagine per raccontarmi come si evolve la storia… come farò ad aspettare il quarto libro?
 

Spilla

Active member
Finito un paio di giorni fa. Mi sono divertita un sacco! Perché è vero che forse l'intreccio non è originalissimo, ma il linguaggio, l'ironia e l'impasto emotivo in cui è invischiata Vani sono tra le invenzioni più esilaranti dell'ultimo decennio. Non mi divertivo così dai tempi della la saga dei Malaussène.
E comunque: finalmente qualcuno che -come me- detesta vedere usati a casaccio accenti e apostrofi! :mrgreen:
 

Meri

Viôt di viodi
Lettura veloce e sempre divertente. Il professore - ghost rider con le sue interviste è unico. Mi ricorda Sheldon di Big Bang Theory.
 

LettriceBlu

Non rinunciare mai
Ho amato questo libro! Tanto per cominciare mi sono piaciuti da morire i periodici accenni al passato, molto più presenti rispetto ai libri precedenti, che ci hanno permesso di comprendere ancora meglio certe dinamiche del perché Vani sia come è adesso, e soprattutto bellissimo personaggio quello del professor Reale. Anche per quanto riguarda il caso me la sono proprio goduta, è stato molto più articolato e sentito dei precedenti, in certi momenti la tensione era veramente palpabile. Venendo alla ship, diciamo pure che il finale era il mio sogno segreto dalla prima apparizione del commissario, e ho trovato Riccardo davvero irritante. Morgana è sempre di una dolcezza unica, checché tutti ne dicano, per me lei è troppo tenerella e ha capito veramente Vani.
 

Nefertari

Active member
Davvero bello, scorrevole e molto coinvolgente!! Mi sono piaciuti molto i flashback che aiutano ad approfondire la personalità di Vani. E poi la conclusione...ci speravo tanto!!! :wink:
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Spassosissimo e arguto come gli altri, il professore è descritto in modo brillante.
Però basta, perché alle lunghe tenderebbe a ripetersi e credo sia meglio che Alice dedichi la sua penna vivace ad altro.
 
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