Bolano, Roberto - La pista di ghiaccio

Ondine

Logopedista nei sogni
Una narrazione a tre voci che mi è piaciuta moltissimo, un noir che non è un classico noir perché si percepisce come l’assassinio in questo romanzo sia solamente un filo conduttore trasparente tra i monologhi dei tre personaggi che raccontano la storia, e che il vero significato della scrittura è il dare voce a tre storie diverse, le storie dei tre narratori appunto. Emergono tre mondi dove alla base c’è un bisogno d’amore, tutti e tre si innamorano, e per amore le loro vicende si intrecciano. In questo fantomatico paese Z da un lato c’è Palazzo Benvingut e la pista di ghiaccio, luogo sospeso, etereo, dall’altro c’è il campeggio Stella Maris, luogo di passaggio per creature fragili, artisti in esilio, amareggiati e disillusi. Bellissime le descrizioni emotive dei tre protagonisti attraverso la descrizione degli oggetti che rappresentano la persona desiderata, i loro timori, le loro fragilità. Anche qui, come mi era successo con Amuleto, la trama c’è ma segue un percorso labirintico dove la storia passa in secondo piano perché la forza attrattiva sono i particolari, i luoghi, le persone. Fortunatamente ho potuto leggere il romanzo in lingua originale (tra l'altro molto breve) e le parole usate mi sono rimaste notevolmente più impresse, poi a me lo spagnolo piace molto quindi è un libro che ho letto in brevissimo tempo, cosa che mi accade sempre più raramente. Aggiungiamoci poi che è ambientato in una cittadina costiera!

Voto massimo.
 
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