Hemingway, Ernest - Per chi suona la campana

nici

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Robert Jordan è un giovane intellettuale americano volontario nell'esercito antifranchista. Il suo incarico consiste nel far saltare un ponte d'acciaio librato in territorio nemico. Per questa missione entra in contatto con la 'banda di Pablo', un gruppo di partigiani di cui fanno parte due donne: Pilar, moglie di Pablo, e Maria, una ragazza che incarna tutte le virtù morali e naturali che un uomo come Robert può desiderare. L'azione dura solo tre giorni, ma l'evento si dilata con fatti paralleli: la storia d'amore fra Robert e Maria, le conversazioni, i monologhi interiori, i richiami al passato. Pur attanagliato da mille dubbi, Robert darà l'ordine di far saltare il ponte anche se il suo sacrificio non avrà in sé alcun esito positivo.

Libro che ho letto durante il periodo delle superiori, era fra quelli consigliati dalla prof per l'estate. Ripensandoci ora, non è che ci davano da leggere cose leggerissime! In ogni caso non lo ricordo come un brutto libro, però purtroppo non lo posso paragonare con altri dello stesso autore, perchè di Hemingway finora questo è l'unico che ho letto.
 

mado84

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Un libro in grado di trasmettere una valanga di emozioni, sensazioni, esperienze, pensieri, immagini. La trama è molto accattivante: una missione difficile, un amore improvviso e "amici" di cui non ci si può fidare completamente
il punto forte del romanzo secondo me restano i personaggi
lo consiglio...
 

Brethil

Owl Member
Non è stata una lettura semplicissima, però sono contenta di aver dato ad Hemingway una possibilità :mrgreen:
Dal mio punto di vista e per quelli che sono i miei gusti, non lo trovo un abile narratore: molto lento, ripetitivo, a lungo andare è stato esasperante il continuo perdersi in chiacchere dei protagonisti senza mai arrivare all'azione.
Però, quanto mi è piaciuta la figura di Pilar! E l'amore ingenuo e molto tenero tra testolina rapata e Robert.
Quest'ultimo non mi ha entusiasmata all'inizio, mi è piaciuto il fatto che procedendo nella narrazione Hemingway abbia dato sempre più spazio ai suoi pensieri e alle sue preoccupazioni come se questi ultimi fossero un doppio di Robert.

Tutto sommato una bella lettura, personaggi davvero vividi e ben descritti, che trasmettono un attaccamento alla propria terra che non credo di aver trovato tanto forte in altre mie letture.
 

pigreco

Mathematician Member
anche io lo lessi durante il liceo, e se non ricordo male non lo terminai nemmeno (come la maggior parte dei libri che mi assegnava la mia professoressa di lettere...). ho letto di recente "il vecchio e il mare"; di primo acchito non mi ha fatto una grandissima impressione, forse anche per le troppe aspettative. dopo averlo digerito, con il tempo l'ho rivalutato e credo che sia davvero un romanzo molto intenso e di altissimo livello. mi ripropongo quindi di rileggere (o meglio, leggere) "per chi suona la campana" di cui conservo comunque un piacevole ricordo delle poche pagine lette una decina di anni fa.
 

Spilla

Active member
Mi aspettavo una lettura complessa, invece il testo è scorrevole, i personaggi ben disegnati, la vicenda abbastanza lineare. Sono partita con molto entusiasmo, ma confesso di essermi arenata prima della metà. Mi è parso che l'uso del dialogo per dare rilievo ai personaggi sia in realtà eccessivo, inoltre l'autore inserisce nel racconto lunghi flashback in cui i diversi personaggi rivivono episodi del loro passato, episodi spesso intrisi di violenza e descritti minuziosamente. Non amo leggere dei tormenti del toro nella corrida così come non amo particolarmente la descrizione di scene di battaglia, così il mio entusiasmo si è notevolmente smorzato.
Insoma, l'idea non è male, i personaggi sono interessanti, ma forse sarebe stato meglio rendere il tutto più snello. Anche la guerra civile spagnola resta solo sullo sfondo e non se ne capisce granché.
Voto medio: 3/5
 

lucap

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Sinceramente sono rimasto deluso da questo libro. La storia d'amore è forzata e mielosa (coniglietto mio....), si capisce poco della guerra civile spagnola ed il libro è lento, troppo lento per quello che deve raccontare.
Ho trovato interessanti i personaggi di Pablo e Pilar, tutto il resto non mi ha lasciato il segno.
 

velmez

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Vado controcorrente: a me è piaciuto moltissimo. E' scritto in maniera sublime, scorrevole e piacevole non stanca mai. Hemingwey è in grado con perifrasi piuttosto sintetiche di trasmettere immagini ed emozioni. E' il primo libro che leggo dell'autore, ma vorrei leggere tutto! si merita un bel 4,5 direi!
 

Francine

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Ciao! L'ho letto diversi anni fa in un periodo in cui, poi, mi sono messa a leggere tutte le opere di Hemingway che riuscivo a trovare, raccolte di racconti comprese.
Beh, concordo con Velmez, è una storia superlativa che secondo me regge benissimo il peso degli anni trascorsi dalla prima pubblicazione: mi ricordo che dopo aver letto l'ultima pagina avevo lo stomaco aggrovigliato su sé stesso e una gran amarezza dentro di me, la vicenda mi aveva davvero colpito e aveva lasciato un segno nel mio spirito.
Da questa lettura e dalle altre riguardanti gli scritti di Hemingway ho tratto la conclusione che la sua fama è del tutto meritata e per nulla usurpata o trasmessa di lettore in lettore come di un dogma non criticabile: consiglio a chi non lo apprezza pienamente di dare una scorsa anche alle sue opere con ambientazione caraibica, vi si respira un'aria che magari vi coinvolgerà di più.
 

Grantenca

Well-known member
Vado controcorrente: a me è piaciuto moltissimo. E' scritto in maniera sublime, scorrevole e piacevole non stanca mai. Hemingwey è in grado con perifrasi piuttosto sintetiche di trasmettere immagini ed emozioni. E' il primo libro che leggo dell'autore, ma vorrei leggere tutto! si merita un bel 4,5 direi!

Condivido il tuo entusiasmo per questo autore che merita del tutto la fama che si è concquistato; Ti invidio perchè non hai ancora letto opere come "addio alle armi" "il vecchio e il mare" "Fiesta" "i quarantanove racconti", tutte opere forse superiori a quella che hai letto.
 

ayuthaya

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No, decisamente mi aspettavo molto di più dal mio primo approccio col Nobel americano... A dire il vero, leggendo e rileggendo la quarta di copertina, mentre cercavo di convincermi a iniziarlo una buona volta, "sentivo" che non mi avrebbe folgorato... però chissà, ci si può anche sbagliare. E adesso che l'ho finito, mi chiedo se non sia proprio lo scrittore (di cui non metto in dubbio il valore oggettivo, non lo faccio mai quando questo è universalmente riconosciuto, anche se poi io personalmente magari non l'ho recepito) che non è "fatto per me"...
Un libro che vive molto di trama (e già qui...), trama di guerra, poi... Un po' prima di metà ho iniziato a farmi ammaliare dal racconto di alcuni episodi che esulavano dalla vicenda principale (definitivamente conquistata dal racconto di Pilar sulla presa del loro paesino d'origine da parte dei repubblicani) e soprattutto dalla caratterizzazione di alcuni personaggi, Pilar e Pablo su tutti. Ecco, se una cosa mi è piaciuta davvero, questa è stata il delinearsi di queste figure così forti, complesse, emblematiche, di "rottura" rispetto all'eccessiva ideologizzazione del protagonista, che ho trovato decisamente insopportabile (cosa rara: di solito amo molto i personaggi principali di un romanzo, indipendentemente dal loro carattere o dalla loro "moralità")... Piacevoli anche le digressioni su Karkov e gli altri "pezzi grossi" della guerra: in pochi tratti Hemingway riesce a definire figure credibili), mentre ciò che mi ha messo a dura prova è la storia d'amore con Maria (che rivaleggia con Robert Jordan nell'assegnazione della palma al personaggio più odioso)...
Niente, non c'è stato nulla da fare: almeno in questo caso (non ho letto altro di questo autore e mi chiedo se lo farò mai), ho avuto l'impressione che Hemingway dovesse infilare questa passione travolgente ed esclusiva a tutti i costi, quasi il protagonista dovesse timbrare il cartellino per poter dire (come dice) di "essere stato molto fortunato rispetto agli altri" e "aver trovato persino l'amore" (e dovesse farlo anche l'autore per rendere "completa" la sua storia di amore e di guerra, di vita e di morte)... Poca naturalezza in questo sentimento scoppiato all'improvviso (e vabbè... il tempo è poco!) e sviluppato senza credibilità (ogni volta che leggevo "coniglietto" mi si stringeva lo stomaco), per non parlare della straziante scena finale. Tagliando la storia d'amore con Maria e i trascinanti monologhi con se stesso, la storia avrebbe retto meglio.
 
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Valuzza Baguette

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Mi aspettavo un mattone invece è un romanzo scorrevole,alcune parti mi sono piaciute decisamente più di altre ma in generale ho trovato molto lento l'incedere della narrazione.
In alcuni capitoli decisamente romantico nonostante l'ambientazione e in altri decisamente brutale.
Ho trovato Robert Jordan un po stereotipato come protagonista,ma altri personaggi mi sono piaciuti molto(anselmo,nonostante si tratti di un personaggio secondario l ho trovato abbastanza incisivo e Pilar)
Leggerò sicuramente altri romanzi di questo autore.
 

malafi

Well-known member
A questo punto è evidente che Hemingway non è autore che mi acchiappa. Non che mi annoi, proprio non mi piace e - addirittura anche se è un premio NObel - mi viene da dire che non trovo in lui le doti del grande scrittore.

Non mi piace il ritmo narrativo, non mi piace la caratterizzazione dei personaggi, non mi piace il modo insulso in cui ci ha infilato la storia d'amore.

Volete leggere un bel libro sulla guerra? Leggetevi 'Niente di nuovo sul fronte occidentale' di Remarque.
Volete leggere un bel libro dove guerra ed amore convivono mirabilmente? Leggetevi 'Tempo di vivere e tempo di morire' di Remarque

E vedrete che il confronto sarà impietoso. :BLABLA
 

bouvard

Well-known member
Volete leggere un bel libro sulla guerra? Leggetevi 'Niente di nuovo sul fronte occidentale' di Remarque.
Volete leggere un bel libro dove guerra ed amore convivono mirabilmente? Leggetevi 'Tempo di vivere e tempo di morire' di Remarque

Perfettamente d'accordo :ad: :boh:

E perfettamente d'accordo anche sulle critiche ad Hemingway, purtroppo non acchiappa neppure me :boh:
 
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