Balzac, Honoré de - Eugénie Grandet

white89

InLove Member
"Eugénie Grandet" presenta due figure tra le più straordinarie della letteratura francese: Félix Grandet, commerciante ricchissimo, prigioniero della propria smisurata avarizia, e la figlia Eugénie, d'animo nobile e sensibile, prigioniera di un sogno d'amore. Due ritratti indimenticabili, tratteggiati con vigore e grande maestria psicologica.


Libro letto un po' di tempo fa, mi aveva colpito molto.
Vivamente consigliato, se non si hanno problemi con una scrittura molto descrittiva. :D
 
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Balzac, Honoré de - Eugénie Grandet

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Trama:

A Saumur, Félix Grandet (papà Grandet) si è costituito, grazie a molte speculazioni fondiarie, una grande fortuna che ha l’uguale soltanto nella sua avarizia. Regna da tiranno nel suo ambiente familiare: sua moglie, la sua unica figlia, Eugènie, e la serva Nanon. Grandet è l’avaro classico che chiude tutto a chiave, e raziona tutto.

In un giorno di novembre 1819, si organizza una festa per i ventitré anni di Eugènie. Vi sono invitati i Cruchot e i Grassins, due famiglie rivali che sperano di sposare uno dei loro figli con la figlia di Grandet .
Sopraggiunge quindi Charles Grandet, il cugino di Parigi, il cui incanto ed eleganza non lasciano Eugénie indifferente. Charles è sorpreso dall’aspetto miserabile della dimora dello zio. Eugénie si innamora del cugino, e poco poco anche il giovane condivide il tenero sentimento.
Charles reca una lettera redatta da suo padre e destinata a suo zio, papà Grandet. Una storia orribile v’è narrata: il papà di Charles, rovinato, e perseguitato dai creditori, si è suicidato. Charles non ha più un soldo, ma non lo sa. Crolla sotto gli squassi del dolore nel ricevere la notizia della morte del padre. Lungi dall’ intenerirsi, papà Grandet disprezza questo nipote squattrinato. L’insensibilità di suo padre colpisce Eugènie.
Il giovane cugino piange giorno e notte suo padre e tutta la sua disgrazia. Eugènie commossa, gli fa dono di tutto il suo denaro: pezzi da collezione regalatile dal padre. Questo regalo ha lo scopo di aiutare Charles a realizzare il suo progetto: partire per le Indie e farvi fortuna.
Charles piange di felicità di fronte alla bontà di Eugènie e le dà in scambio un nécessaire di toeletta in oro contenente il ritratto della madre e del padre defunti……
………………………….

Dall'introduzione di libro:
[...]Inizialmente concepito come novella per l'«Europe littéraire», è una «scena della vita di provincia». Lavorandovi tra l'estate e l'autunno del 1833, Balzac dilata progressivamente lo spazio della narrazione; il soggetto convince, e nello stesso tempo si sente sostenuto da una conoscenza personale della vita di provincia, già in numerosi racconti. Ciò che appare sull'«Europe littéraire» non è più una novella ner genere del Curè Tours, ma il primo capitolo di un romanzo che sarà pubblicato nel dicembre dello stesso anno, in un volume che sarà inagurato in una serie di Etudes de moeurs aux XIX siècle (Studi di costumi del XIX secolo); un vantaggioso contratto firmato nel mese di ottobre con l'editore stabilisce che la serie comprenderà dodici volumi divisi in Scènes de la vie privée (Scene della vita privata), Scènes de la vie de province (Scene della vita di provincia) e Scènes de la vie parisienne (Scene della vita parigina). Alla firma di questo contratto, con cui Balzac si impegna a dare vita a un sistema narrativo che componga un mosaico della vita sociale contemporanea, non è estranea la composizione di Eugénie Grandet; e alla compozione di Eugénie Grandet non sono estranee le vicende sentimentali di Balzac. «La storia è vera», annuncia Balzac alla sorella Laure, sorpreso di trovarsi tanto a ¬proprio agio nella restituzione del clima malinconico vita di provincia, che ha segnato profondamente la adolescenza; il fatto è che ora sente di avere occhi per vedere «tutta intera la storia della Francia» nei più banali dettagli, per riconoscerne i drammi di «ordinaria famiglia» senza doversi costringere a complicati sforzi d'immaginazione. La realtà è molto più drammatica dei melodrammi «neri».[...]

…………….

Fino poco tempo fa di Balzac avevo letto soltanto Papà Goriot, e l’avevo letto quasi una ventina d’anni fa, che mi ricordo ben poco di questo…. Unica cosa che mi ricordo forse è che mi è risultato abbastanza noioso, fino al punto di non aver nessun desiderio di prendere alcun altro suo libro in lettura…. Soltanto oggi posso dire quanto avevo sbagliato…!!!!
Comunque, il ritmo di narrazione non è cambiato (scorre molto lento – solo che qui questo non è un punto negativo, anzi….), ma leggere Balzac in un momento della maturità mentale adeguata, ci spalanca le porte davanti una eccezionale, meravigliosa “Commedia umana”, che non vedo l’ora di proseguire a leggere…. Sono rimasta praticamente abbagliata dalla sua maestrale caratterizzazione dei personaggi…. Ho in mente di continuare con “La cugina Bette”, ma credo che sarà molto presto il turno anche di “Papà Goriot”…. :)

Voto:5/5
 

sergio Rufo

New member
Ottime letture quelle di Balzac. Uno dei pochi realisti francesi a potere essere letto con leggerezza e senza paura. E' un realista e basta.
Non come qul Flaubert realista a parole e moralista vischioso ed infido con i fatti: in una parola, un truffatore.
 

SALLY

New member
Toh! l'ho cominciato due giorni fà per la sfida,è il primo libro di Balzac che leggo,così,di getto,penso mi piacerà.:D
 

SALLY

New member
....e infatti mi è piaciuto molto.:mrgreen:
Molto realista,descrive gli intrecci di relazioni che mirano solo al denaro e alla fama,l'ascesa della borghesia con tutti i mezzi possibili.
Ho apprezzato molto Eugènie,benchè l'illusione d'amore sia durata un pò troppo,ha concluso nel migliore dei modi,senza tante storie..:mrgreen:
 

Nerst

enjoy member
De Balzac non si smentisce, anche questa storia è assai triste. La protagonista vive di stenti assieme alla madre e alla governate per l' avidità del padre.
La ricchezza in monete vede i cuori avidi e desiderosi di luccichii fasulli, senza rendersi conto che la vera ricchezza sono le persone che si amano.
Il destino di Eugenie è beffardo, poiché la vede ereditiera dei beni del padre prima e del marito dopo, ereditiera di quella stessa ricchezza che è stata la ragione del suo mal vivere, della perdita del suo amore.
anche le gabbie possono essere dorate.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
L'ho trovato alquanto spassoso, soprattutto per il personaggio del padre, anche se molto cinico e crudele.
Di questo autore avevo letto solo uno o due libri, ma l'avevo studiato a scuola quindi conoscevo già la sua Comédie Humaine.
E' probabile che in futuro proseguirò con altri romanzi di questo ciclo.
La regione francese in cui si svolge la storia, la Loira, mi ha fatto ricordare di un concorso alla scuola media in cui abbiamo dovuto creare un gioco con le carte disegnate da noi, ognuna con qualcosa che ritraesse le caratteristiche di quella zona.
Spoiler sul finale: l'educazione acquisita porta a comportarsi in modo sbagliato anche quando si potrebbe cambiare, Eugenia infatti diventa avara quasi come il padre perché è nel suo dna :W.
Indimenticabile il personaggio della serva Nanon che nella mia versione in cui c'erano i nomi tradotti in italiano era Nannina :wink:.
 

velvet

Active member
Con le sue descrizioni dei posti, delle persone e dei fatti Balzac riesce a costruire chiaramente un quadro che più reale non si può. Senza alcuna riflessione personale, commento o giudizio chiaramente espresso, riesce a dipingere vividamente l'animo, i pensieri e le ambizioni di tutti i personaggi, protagonisti e minori.
Triste l'epilogo in cui le uniche persone buone d'animo e non arriviste (Eugenie e sua madre) soccombono in una vita di stenti e non riescono a riscattarsi neanche quando potrebbero.
 

ila78

Well-known member
Una bella lettura, anche se a tratti di dilunga troppo in tecnicismi economici dell'epoca che letti 300 anni dopo risultano poco comprensibili. I personaggi sono tutti negativi, forse si salva solo la Nanon, che rimane fedele anche quando si sposa.
All'inizio si detesta pere Grandet e si pensa che personaggio più viscido non esista, ma Balzac ci stupisce col cugino Charles, che fa ancora più schifo, perché non è solo avido è anche vigliacco.
Eugénie è una vittima, di suo padre, di sua madre e di Charles e alla fine non può che diventare gretta, avida e calcolatrice anche lei.
Tutto sommato un bell'affresco su un difetto umano a mio parere tra i più detestabili: l'avarizia.
Carino. Voto 3/5
 
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