Dumas, Alexandre jr - La signora delle camelie

Jessamine

Active member
Devo dire che vorrei tanto poter dividere questo romanzo a metà, conservare con piacere la seconda parte e fare finta che la prima sia stata solo un errore, eliminarla, dimenticarla.
Infatti, se durante la seconda metà del romanzo mi sono lasciata coinvolgere dalle vicende, mi sono affezionata ai personaggi e ho sofferto con loro, la prima parte è stata veramente una sofferenza: non riuscivo ad entrare in empatia con nessuno dei protagonisti, entrambi apparivano come bambini viziati, immaturi e insopportabilmente incapaci di ragionare lucidamente su ciò che li circonda: un giovane non troppo ricco, che si invaghisce di una bella mantenuta solo con uno sguardo, e che, nonostante lei inizialmente lo tratti insensatamente come una pezza da piedi, imperterrito non fa che alimentare il suo amore (senza peraltro avere il minimo motivo per farlo, senza averla conosciuta maggiormente, senza sapere quasi nulla di lei). Per qualche decina di pagine la storia si assesta su questo rapporto fatto di grandi promesse e sentimenti sbandierati senza sostanza, su capricci infantili, litigi e perdoni senza senso, e davvero per un attimo sono stata tentata di lasciar perdere il tutto.
Non l'ho fatto, e per fortuna. Perché quando finalmente il rapporto fra Armand e Marguerite comincia a farsi più autentico, quando i due personaggi iniziano ad “abbassare la guardia” e a lasciare che i sentimenti acquistino verosimilmente forza, allora la storia decolla, rafforzandosi e facendosi struggente. Nella seconda parte del romanzo emergono tutti i temi più importanti, quelli che fanno maggiormente riflettere, e Marguerite perde quell'aria da ragazzina viziata che mi aveva impedito di empatizzare con lei, ed emerge come una donna fortissima, dotata di sentimenti puri, che trascendono il ruolo “peccatore” che la società le ha imposto di portare. Armand, pur comportandosi in maniera sciocca ed ottusa appare comunque come una creatura debole, “vittima” di sentimenti che non è stato in grado di gestire e sopportare, e i suoi errori, per quanto terribili e strazianti, appaiono in qualche modo almeno comprensibili.
Dunque a fare da contraltare ad una prima parte decisamente mediocre c'è una conclusione densa e bellissima, fatta di sentimenti forti, di amore, di sacrificio e giudizi della società, una seconda parte che senza dubbio ho trovato veramente stupenda. Peccato però che le due parti sembrano essere senza un nesso, i personaggi semplicemente di punto in bianco maturano e si trasformano da macchiette irritanti a grandi personaggi, senza che a livello psicologico avvenga la minima maturazione, non esplicitamente, almeno. E quindi io mi ritrovo combattuta davanti a questo romanzo, dal finale senza dubbio importante e significativo, ma dall'inizio ampiamente deludente.
 

smemorina

New member
(Spoiler) Un libro indimenticabile con una protagonista indimenticabile. Marguerite è una mantenuta, il suo corpo è in vendita, ma non certo il suo onore né il suo amore. Armand, invece, che figura patetica è!
Corre da suo padre anche alla fine del libro quando io, un padre così, non l'avrei più voluto vedere.
Almeno Dumas l'avesse fatto morire di crepacuore... così invece è solo un inetto
 
V

Valentina992

Guest
"La signora delle camelie" (A. Dumas figlio) è un classico breve e scritto in maniera molto agevole e moderna, così come la tematica (praticamente nota a tutti!) "trasgressiva" considerando l'epoca. Di sicuro è un'opera di valore e che non può mancare nella libreria degli amanti dei classici ma non è tra i miei libri preferiti. E' una questione di gusti, lungi dall'essere brutto, semplicemente non è riuscito a toccare quelle corde che solitamente "accarezzano" i romanzi d'amore che ho gradito.
 

Nefertari

Active member
Ho aggiunto un altro libro ai miei preferiti!! L'ho davvero adorato, ha toccato il mio cuore, mi è piaciuto tutto: la scrittura scorrevole, il coinvolgimento e anche il tema trattato che per l'epoca era a dir poco scandaloso.
 
Alto