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Discussione: XCI GdL - I promessi sposi di A. Manzoni

  1. #91
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    Citazione Originariamente scritto da Spilla Vedi messaggio
    Spoiler su monaca di Monza
    Io di Gertrude avevo totalmente rimosso l'episodio della scomparsa della conversa. Probabilmente perché è un fatto davvero raccapricciante e se, per la relazione con Egidio, qualche dubbio ancora Manzoni ce lo lascia, qui invece no: ci spiega chiaramente che avrebbero dovuto "scavare più vicino"
    Quello che mi ha però colpito è trovare anche qui la conferma di quanto, in quanti modi e quanto perversi le donne sono state schiacciate nella storia. E l'arma più potente che si possa utilizzare sono loro stesse, i sensi di colpa di cui si nutrono. Gertrude è vittima di se stessa quanto del dispotico padre. Il quale (e mi pare sia caratteristica di molti uomini), invece dal senso di colpa non è nemmeno sfiorato. E quando è a colloquio con la superiora del convento, la quale gli ricorda che Gertrude non deve essere costretta alla sua decisione, quel che ne ricava è solo "un po' di imbarazzo". Mi pare che se la cavi davvero a buon mercato

    Poi è vero, Gertrude avrebbe potuto non diventare carnefice, dopo essere stata vittima. Infatti Manzoni non riesce ad assolverla del tutto. Ma quanta pietà, per questa povera donna!
    Hai toccato un altro punto secondo me fondamentale. Ce ne sono così tanti...(di punti fondamentali).

    Il senso di colpa.

    E' uno degli infiniti temi ricorrenti del romanzo e, con tutta probabilità, qualcosa con cui l'autore stesso doveva fare i conti. Senso di colpa religioso, anzitutto, ma non solo. C'è quello di don Abbondio, che è un senso di colpa molto superficiale, grezzo, per non aver ubbidito, nonostante lui, agli ordini dei potenti. E' un senso di colpa "inutile" per così dire. Poi c'è quello di Fra Cristoforo, molto più profondo, e che forse si porterà dietro per tutta la vita. E quello di Gertrude, che quasi sembra non poter vivere senza, a causa di un rapporto conflittuale, dispotico, odioso, con il padre. Poi l'innominato, il cui senso di colpa latente esplode solo con l'arrivo di Lucia. La quale Lucia ha un perenne senso di colpa, quasi macchiettistico, ogni qual volta devia, anche se solo di poco, dall'ortodossia cristiana.

    Gli unici a non avere sensi di colpa sono i personaggi monocolori, come Renzo, Azzeccagarbugli e don Rodrigo, che vanno avanti nella loro vita spinti da una forza inerte, senza dubbi e senza tentennamenti.
    Ultima modifica di Zingaro di Macondo; 01-19-2018 alle 03:22 PM.

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  • #92
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    Predefinito capitolo XII

    Qui Manzoni si occupa di economia e di politiche economiche, con discreta competenza. Ci sono pure molte notazioni che riguardano strade, piazze, monumenti di Milano che per chi la conosce un po', rendono la narrazione più viva. Lo trovo un capitolo molto moderno, Manzoni stesso è molto moderno, perché riesce a collocare la storia in un passato-presente politicamente e socialmente ben delineato dove le relazioni sociali ed economiche hanno il loro peso fondamentale.

  • #93
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Qui Manzoni si occupa di economia e di politiche economiche, con discreta competenza. Ci sono pure molte notazioni che riguardano strade, piazze, monumenti di Milano che per chi la conosce un po', rendono la narrazione più viva. Lo trovo un capitolo molto moderno, Manzoni stesso è molto moderno, perché riesce a collocare la storia in un passato-presente politicamente e socialmente ben delineato dove le relazioni sociali ed economiche hanno il loro peso fondamentale.

    è il capitolo della carestia? Lo trovo notevole pure io.

  • #94
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    Citazione Originariamente scritto da Zingaro di Macondo Vedi messaggio
    è il capitolo della carestia? Lo trovo notevole pure io.
    sì, è quello.

    Parla della carestia e delle politiche per calmierare il prezzo del pane. E' un capitolo tecnico ma molto interessante e significativo per comprendere non solo il periodo storico ma anche l'attenzione del Manzoni ai problemi sociali.

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  • #95

    Predefinito Metà capitolo XVII

    Finalmente sento il personaggio di Renzo sempre più reale. Sta provando diversi sentimenti e affronta la vita in modo più attivo. È sempre lui, ma lo si avverte meglio e ci si può più facilmente identificate con lui.
    Comunque Manzoni sta mostrando di saper affrontare qualunque argomento, passando dalla vita reale ai sentimenti, poi a fatti realmente accaduti, punti di vista... e chi più ne ha più ne metta.
    Di autori così poliedrici non se ne trovano facilmente.

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  • #96
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    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Qui Manzoni si occupa di economia e di politiche economiche, con discreta competenza. Ci sono pure molte notazioni che riguardano strade, piazze, monumenti di Milano che per chi la conosce un po', rendono la narrazione più viva. Lo trovo un capitolo molto moderno, Manzoni stesso è molto moderno, perché riesce a collocare la storia in un passato-presente politicamente e socialmente ben delineato dove le relazioni sociali ed economiche hanno il loro peso fondamentale.
    È quello dell'assalto al forno? Dove sembra di assistere ad un film? Spettacolare, senza contare che, conoscendo bene i luoghi, ci si può fare una passaggiata con Renzo all'interno della città dell'epoca (la porta, ben diversa, esiste ancora, così come la Corsia dei servi, che oggi ha un altro nome, il duomo e il Cordusio).
    Questo capitolo ed il successivo sono anche saggi di psicologia delle masse, studi sulla nascita dei raggruppamenti politici, della creazione del consenso, delle motivazioni che portano alla scelta dei leader... si può trasportare tutto al XXI secolo e va bene lo stasso

  • #97
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    Predefinito capitolo XIII

    E' il capitolo più politico fino adesso in quanto svela le strategie politiche. Ferrer è l'eroe del popolo che ha di fatto provocato i tumulti abbassando il prezzo del pane al di sotto del suo costo, politica dei prezzi che non permette alle aziende di stare sul mercato e quindi conseguentemente chiudere, problema che ancor oggi è quotidiano. Ferrer è un cortigiano che cerca di piacere a tutti, potenti e popolo, utilizzando tecniche di dissimulazione politica, e che in questa situazione attua un piano perfetto. Salva il vicario e si tiene fuori dall'odio della folla. Geniale la frase: Pedro, adelante con juicio.

  • #98

    Predefinito Capitolo 18

    Questa è una delle parti che ricordavo meglio. Ricordo che sul conte zio si facevano lezioni lunghissime (perché mai poi?) e infatti il capitolo, nel libro che ho usato a scuola, è pieno di note.
    Il bello è che poi facevo quasi sempre scena muta... ah, potessi tornare ora fra i banchi di scuola

    Bello comunque il modo in cui Manzoni introduce sempre qualche parolina per dire la sua, che a una lettura veloce può sfuggire o sembrare innocua ma se si legge con un po'di sentimento è come avere l'autore sempre accanto.

  • #99

    Predefinito Capitolo 19

    Il cerchio dei personaggi inizia a chiudersi, e quei pochi tratti ancora non definiti di alcuni vengono fuori, specialmente di don Rodrigo. Se prima sembrava un lupo che spaventa due poveri conigli, ora Renzo e Lucia mi sembrano due formichine, don Rodrigo si è incredibilmente ridotto a un gallo spavaldo che si da arie giorno e notte, e attorno a lui spuntano bestie più pericolose... il conte zio, col suo saper parlare e toccare i tasti giusti, e l'Innominato, di cui sapevo non avesse avuto precedenti affari con don Rodrigo e invece ricordavo male.
    L'Innominato (anzi l'aura che lo circonda) è descritto in modo sublime da Manzoni, basta parlare della sua fama anche all'estero e del fatto che non cerca solo la bella vita come don Rodrigo, ma si è costruito un impero di conoscenze e potere grazie ai vari favori e amici-dipendenti, una rete che si allarga sempre più. Tanto che nemmeno si vanta delle sue malefatte: se non si sa chi ha fatto qualcosa, è stato l'Innominato!!

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  • #100
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    Predefinito capitolo XVI

    Siamo nel pieno dei tumulti e del coinvolgimento in prima persona di Renzo come capo dei facinorosi tanto da venir arrestato e poi a fuggire da Milano. Sono capitoli pieni di particolari e di interesse sia storico che sociale e psicologico. Una vera e propria summa del comportamento umano e delle arti manipolatorie.

  • #101
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    Purtroppo devo ritirarmi dal gruppo. Non riesco mai a cominciare. Scusate.

  • #102
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    Predefinito Capitolo XXII

    Lucia viene rapita e condotta al castello dell'Innominato e lì pronuncia il suo voto di castità, all'innominato iniziano a venire i rimorsi di coscienza e va a parlare al cardinal Borromeo, questo capitolo è molto bello nella prima parte e ricordo che a scuola lo avevamo saltato quindi è stato una piacevole sorpresa, non posso dire lo stesso della seconda parte del capitolo in cui il Manzoni tesse le lodi del cardinale, da quando ho iniziato a rileggere questo libro è stata la prima volta che mi ha profondamente annoiato, dovevo dargli ascolto quando consigliava a chi non era interessato di saltare al capitolo seguente.

  • #103
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    Predefinito Capitolo XIII

    Ho superato la faccenda della monaca di Monza con grande stupore perché nemmeno io ricordavo la faccenda della conversa
    Molto interessante la descrizione del contesto familiare e sociale in cui viveva, e la sua reazione, il suo incattivirsi e sfogarsi con le persone più fisicamente vicine. Come biasimarla? Quante sarebbero riuscite a fare una scelta diversa e più coraggiosa, in un contesto del genere?
    I capitoli che sto leggendo adesso, quelli dell'assalto del forno, raccontano con chiarezza la situazione storico-politica che sta alla base, e che continua a verificarsi grossomodo in tutti i luoghi, epoche e circostanze.
    Si tratta di un romanzo di grande spessore, che affronta diversi argomenti con competenza, con la scusa di Renzo e Lucia Intanto Renzo, curioso, si trova in mezzo ai rivoltosi ... non ricordo cosa succeda dopo, ma di certo non è un caso.

  • #104
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Ho superato la faccenda della monaca di Monza con grande stupore perché nemmeno io ricordavo la faccenda della conversa
    Molto interessante la descrizione del contesto familiare e sociale in cui viveva, e la sua reazione, il suo incattivirsi e sfogarsi con le persone più fisicamente vicine. Come biasimarla? Quante sarebbero riuscite a fare una scelta diversa e più coraggiosa, in un contesto del genere?
    I capitoli che sto leggendo adesso, quelli dell'assalto del forno, raccontano con chiarezza la situazione storico-politica che sta alla base, e che continua a verificarsi grossomodo in tutti i luoghi, epoche e circostanze.
    Si tratta di un romanzo di grande spessore, che affronta diversi argomenti con competenza, con la scusa di Renzo e Lucia Intanto Renzo, curioso, si trova in mezzo ai rivoltosi ... non ricordo cosa succeda dopo, ma di certo non è un caso.
    Secondo me, stavolta lo finisci

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  • #105
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    Predefinito Capitolo XXX

    Oggi dopo una settimana senza legger nemmeno una pagina ho ripreso il ritmo ed ho praticamente letto 10 capitoli, ricordo che a scuola la parte centrale del romanzo era stata saltata a pie pari dall'insegnante, dalla conversione dell'innominato si era passati alla peste; nonostante ciò sia completamente errato, soprattutto in relazione ad un programma scolastico, credo di aver compreso una possibile ragione: in questi capitoli, rispetto ai precedenti (ed ai successivi che ben ricordo) la narrazione è abbastanza fiacca, dopo il rapimento di Lucia da parte dell'innominato e la seguente conversione, la narrazione scema di intensità; a me sinceramente è piaciuta ma è certamente meno interessante.
    Dato che la maggior parte di questi capitoli per me sono stati completamente nuovi, mi è piaciuta molto la ramanzina del cardinale a Don Abbondio per non aver celebrato il matrimonio e soprattutto la parte dei lanzichenecchi in quanto la storia è andata a toccare zone che ben conosco, ignoravo totalmente che questo romanzo parlasse di una vicenda simile e pure che Agnese, Don Abbondio e Perpetua avessero richiesto asilo all'Innominato per fuggire dalle razie dell'esercito.
    Ora mi appresto a leggere gli ultimi otto capitolo, il trentunesimo inizia con: "La peste", posso dire che sono vicino alla fine e come accade per i libri che mi piacciono molto vorrei finirlo il prima possibile ma nel contempo mi dispiace e vorrei che fosse più lungo, conscio del fatto che il me stesso delle superiori mi lincerebbe per l'ultima frase che ho scritto.

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