La Matematica non è un'opinione....

asiul

New member
Ed anche questa citazione sembra essere qui di casa... :)

Che abbia ragion d’essere una sola interpretazione del mondo, quella in cui voi vi sentite a posto, quella in cui si può investigare e lavorare scientificamente, è una balordaggine ed un’ingenuità, posto che non sia un’infermità dello spirito, un’idiozia. Un’interpretazione "scientifica" del mondo potrebbe essere pur sempre una delle più sciocche, cioè, tra tutte le possibili interpretazioni del mondo, una delle più povere di senso[FONT=Calibri,Calibri][FONT=Calibri,Calibri].[/FONT][/FONT]

Nietzsche, La gaia scienza


 

asiul

New member
Il più famoso paradosso della storia della logica, il paradosso di Russell non è in realtà un paradosso ma una antinomia. (...)
Ecco. Mi piace qui ricordare Frege perché, oltre ad esser stato un grandissimo logico, ha saputo esercitare la più grande delle libertà: quella da sé stessi.

Thanks! Very good! :)
 

asiul

New member
Si è detto che tutto è numericamente formalizzabile. Ora vi chiedo…
dov’è la vera essenza , nella forma studiata o nella logica che sta sotto la matematica? ... e perché? :)
 

asiul

New member
Meglio una moglie o un'amante?

Portiamo su questo thread con un sorriso :D

Tanto per smentire chi dice che con la matematica ci si annoia...posto una barzelletta in tema con il topic.:mrgreen:

"Un medico, un avvocato e un matematico stanno discutendo se sia meglio avere una moglie o un'amante.

L'avvocato dice: - E' sicuramente meglio un'amante. Se hai una moglie e vuoi divorziare, vai incontro ad un sacco di problemi legali. Con un'amante, invece, se la vuoi lasciare non hai problemi.

Il medico ribatte: - No, è meglio avere una moglie. il senso di sicurezza che ti dà il matrimonio diminuisce lo stress e migliora la tua salute. Un'amante ti fa stare sempre in ansia, e quindi rischi maggiormente un infarto!

Infine il matematico chiude: - Sbagliate entrambi. E meglio averle tutt'e due: così quando la moglie pensa che tu sei con l'amante, e l'amante pensa che sei con la moglie, puoi fare un po' di matematica in santa pace!"


PS ritorneremo presto a parlare di matematica ... :wink:
 

asiul

New member
Wiener cambia casa

Cerchiamo di non riempire (me compresa) questo thread di OT. :wink:

Vi posto un aneddoto sul padre della cibernetica moderna,Norbert Wiener, matematico e statistico statunitense...

Si dice fosse un uomo veramente distratto.E questa breve storia pare essere veramente accaduta.


"Il giorno in cui la sua famiglia doveva traslocare da Cambridge a Newton sua moglie era molto preoccupata. Siccome era certa che egli si sarebbe dimenticato sia che avevano traslocato sia dove avevano traslocato, ella scrisse su un foglietto il loro nuovo indirizzo e glielo fece mettere in tasca.
Naturalmente, durante il giorno Wiener ebbe un’idea matematica. Si frugò nelle tasche, trovò un pezzo di carta e vi scarabocchiò sopra alcune note. Poi si rese conto che c’era un errore e buttò via il foglio. A sera tornò a casa, al suo vecchio indirizzo, naturalmente.
Trovando tutto chiuso, si ricordò che avevano traslocato ma non aveva la minima idea di dove si erano trasferiti e di dove fosse finito il foglietto con l’indirizzo.
Per fortuna gli venne un’ispirazione. C’era una ragazza sulla strada ed egli pensò di chiederle se sapeva dove la sua famiglia si era trasferita. Tutto sommato qualcuno del luogo doveva pur conoscerlo!
Si avvicinò alla ragazza e le chiese:
- Mi scusi signorina, forse lei mi conosce. Io sono Norbert Wiener e la mia famiglia ha traslocato proprio oggi. Per caso lei sa mica dove ci siamo trasferiti?
La giovane ragazza gli rispose:
- Sì papà , la mamma mi ha mandato a cercarti. Vieni, ti accompagno a casa."

(tradotto liberamente da Richard Harter, Computer Corp. of America, Cambridge, MA)
 

Carcarlo

Well-known member
Bellissimo argomento, purtroppo dimenticato sotto innumerevoli strati degni dell’archeoforumologia.

Mentre studiavo ingegneria, lavoravo come meccanico in un settore dove c’è tanta manualità.
Poi un giorno iniziai a studiare per l’esame relativo alla materia in cui lavoravo trovandomi per le mani un libro di 400 pagine di formule senza un solo esempio, senza una sola applicazione pratica.
Provai per anni a mettere insieme teoria e pratica facendo un buco nell’acqua immenso.
Facevo vedere le formule ai miei colleghi più esperti e non sapevano nemmeno di cosa stessi parlando.
Parlavo del mio lavoro con i professori e mi dicevano che lavoravo con dei praticoni (anche vero).
Ne parlavo con i tecnici delle grandi aziende a cui mi inspiravo e mi rispondevano per supercazzole.
Qualche giorno dopo la tesi, il mio prof mi invitò a fare un seminario all’università sul mio lavoro e…feci la pazzia di dire che le formule, nel nostro settore, avevano un senso molto limitato per almeno 4 ragioni:
  1. i parametri in gioco sono troppi e le loro interazioni imperscrutabili
  2. anche se potessimo gestirli tutti, anche se avessimo a disposizione la formula totale, ignoreremmo i valori di tanti parametri
  3. quando conosciamo i parametri, li conosciamo con il macchinario spento; appena lo accendiamo, cambiano e non sappiamo come e quanto
  4. in tutte le formule del libro, il coefficiente d’attrito era pari a una costante compresa tra 0 e 1, mentre nella realtà si ha un’iperbole all’andata e un’altra al ritardo
Conclusi dicendo che la matematica non andava gettata all’ortiche, anzi, che dovevamo adoperarla almeno per intuire cosa stavamo facendo ma senza illuderci che potessimo adoperarla come se fosse una sfera di cristallo.
Pensai che il prof mi avrebbe cacciato dall’aula e invece mi invitò per una dozzina d’anni fino ad andare in pensione.

Il bello è che anni dopo finii a lavorare in una di queste grandi aziende e allora chiesi al mio collega di smettere con le supercazzole e mi rispose che la verità non la conoscevano nemmeno loro e che non gliene importava neanche nulla.

Ancora adesso, 25 anni dopo, qualcuno continua a domandarmi se esiste la formula totale per fare il nostro lavoro e io continuo a dare la stessa risposta.
Anzi, aggiungo che il bello è proprio quello, che non potendo prevedere, dobbiamo sperimentare, sbagliare e ricominciare da capo, e rivedere tutte le nostre convinzioni, perciò figuriamoci se può esserci una formula finale!
In realtà, sì, ci sarà, ma non la conosciamo e se la conoscessimo, richiederebbe di inserire tanti dati che non conosciamo, perciò tanto vale non perderci troppo tempo: la ricerca della pietra filosofale dovrebbe insegnarci qualcosa.
Da una parte sono contento che sia così, perché ci sarà sempre da sbagliare e imparare.
Dall’altra mi dispiace perché la formula finale sarebbe bella, sarebbe bello unire tutte le conoscenze necessarie, vederle, capirle, avercele tra le mani, ma è un sogno.
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Post vecchio perso nei meandri ma che non può non interessarmi.
Sono una matematica.
La matematica è il mio mestiere, al contrario della citazione della canzone di Venditti.
Risalendo alla prima domanda di questo post - chi è il matematico più importante? - di primo acchito direi Euclide. I suoi Elementi sono forse il libro più importante della matematica perché per primo costruisce una teoria assiomatica e quindi un rigore assoluto. Inoltre i 13 volumi si chiudono con un'elegantissima e semplice dimostrazione che i solidi regolari sono solo 5.
Ma se cito Euclide non posso che ricordare anche le geometrie non euclidee di Lobacevskij e Riemann, che nell'800 aprono a nuove prospettive semplicemente negando il 5° postulati di Euclide.
E Cartesio padre dell'algebra.
E Newton che, giovanissimo, durante una quarantena formula 5 enormi pilastri: leggi della dinamica, ottica, binomio di Newton, calcolo differenziale e la teoria della gravitazione universale.
E il ciclope matematico Eulero. La sua opera completa riempirebbe una stanza. Fu talmente prolifico da creare nuove intere branche della disciplina, come la topologia, e riprendendo l'opera di Euclide che sembrava aver sistemato tutta la geometria piana trovare nuovi risultati.
E Fibonacci, ora personaggio pop dalla spirale talmente fotogenica che cercano di incastrarla dappertutto, ma è grazie a lui se non calcoliamo (LXXXVII+CDXXIII):XV. (Spoiler fa XXXIV)
E il giovane Galois, morto a causa di un duello a 20 anni (perché non è vero che i matematici non siano passionali) che disse al fratello che lo visitava in ospedale:
"Non piangere perché mi serve tutto il mio coraggio per morire a vent'anni"
E nella sua brevissima vita fondò la teoria dei gruppi.
 
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Carcarlo

Well-known member
Post vecchio perso nei meandri ma che non può non interessarmi.
Sono una matematica.
La matematica è il mio mestiere, al contrario della citazione della canzone di Venditti.
......
E nella sua brevissima vita fondò la teoria dei gruppi.
Che bellissimo post! :love:
Che bello leggere di qualcosa che è la verità, l'unica.
Io ad un certo punto mi sono innamorato della matematica ma più di tanto non sono riuscito a capirla.
Una volta ho comprato un libro sui frattali: non ho capito bene la prima riga, l'ho riletta, non l'ho capita, allora sono passato alla seconda e idem, e così tutta la prima pagina che ho riletto tre volte inutilmente fino a rimettere il libro a posto. Bo', fino a lì la mia testa è arrivata, oltre non riesco ad astrarre, mi dispiace.
Mi sono fermato a Navier-Stocks (che non ho mai dimostrato! :mrgreen:) e ai sistemi di equazioni differenziali che in teoria dovrebbero servirmi sul lavoro, ma poi vado a orecchio e aggiusto con le mani e alla faccia della risonanza, non vibra più nulla.
Un mese fa dovevo progettare una superficie con nove fori di tre diametri diversi disposti a raggi e angoli diversi e il primo passo era definire la distanza del loro centro dal centro del cerchio e i rispettivi angoli.
- Una cavolata - dico io - vado col teorema dei seni e via - e... e invece niente, dopo ore non riuscivo a venirne fuori e alla disperata ho chiesto all'IA... mi sarei messo a piangere, non solo non mi venivano i calcoli ma non ho nemmeno capito perché!
Mi sto dimenticando tutto, ma è che la testa è così e man mano che c'infili cose nuove, quelle vecchie se ne scappano.
Però, cavolo, se ne poteva scappare qualche vecchio ricordo invece del teorema dei seni, ma poco male perché quest'anno mio figlio inizia con la trigonometria e mi ristudio tutto.

Se vuoi, puoi dare un'occhiata a:
1. Le gioie del pigreco https://www.forumlibri.com/xf/index.php?threads/10662/
2. L'ultimo teorema di Fermat https://www.forumlibri.com/xf/index.php?threads/10008/page-2
3. L'uomo che amava solo i numeri https://www.forumlibri.com/xf/index.php?threads/4583/
4. a me sembrava di aver recensito anche Numeri memorabili che è un libro che parla di numeri, una vera follia, ma non lo trovo più i Piccola Biblioteca! :-(
 

DaneelOlivaw

Well-known member
Che bellissimo post! :love:
Che bello leggere di qualcosa che è la verità, l'unica.
Io ad un certo punto mi sono innamorato della matematica ma più di tanto non sono riuscito a capirla.
Una volta ho comprato un libro sui frattali: non ho capito bene la prima riga, l'ho riletta, non l'ho capita, allora sono passato alla seconda e idem, e così tutta la prima pagina che ho riletto tre volte inutilmente fino a rimettere il libro a posto. Bo', fino a lì la mia testa è arrivata, oltre non riesco ad astrarre, mi dispiace.
Mi sono fermato a Navier-Stocks (che non ho mai dimostrato! :mrgreen:) e ai sistemi di equazioni differenziali che in teoria dovrebbero servirmi sul lavoro, ma poi vado a orecchio e aggiusto con le mani e alla faccia della risonanza, non vibra più nulla.
Un mese fa dovevo progettare una superficie con nove fori di tre diametri diversi disposti a raggi e angoli diversi e il primo passo era definire la distanza del loro centro dal centro del cerchio e i rispettivi angoli.
- Una cavolata - dico io - vado col teorema dei seni e via - e... e invece niente, dopo ore non riuscivo a venirne fuori e alla disperata ho chiesto all'IA... mi sarei messo a piangere, non solo non mi venivano i calcoli ma non ho nemmeno capito perché!
Mi sto dimenticando tutto, ma è che la testa è così e man mano che c'infili cose nuove, quelle vecchie se ne scappano.
Però, cavolo, se ne poteva scappare qualche vecchio ricordo invece del teorema dei seni, ma poco male perché quest'anno mio figlio inizia con la trigonometria e mi ristudio tutto.

Se vuoi, puoi dare un'occhiata a:
1. Le gioie del pigreco https://www.forumlibri.com/xf/index.php?threads/10662/
2. L'ultimo teorema di Fermat https://www.forumlibri.com/xf/index.php?threads/10008/page-2
3. L'uomo che amava solo i numeri https://www.forumlibri.com/xf/index.php?threads/4583/
4. a me sembrava di aver recensito anche Numeri memorabili che è un libro che parla di numeri, una vera follia, ma non lo trovo più i Piccola Biblioteca! :-(
Manca un bel diagramma di Nyquist con poli e zeri
 

Carcarlo

Well-known member
È stata tanto tanto cattiva, in IV l' ho dovuta portare a settembre.
Derivata di una costante = 0 ecco cosa mi ricordo delle derivate 🤣
E a me mi hanno rimandato in III ma cosa c'entra?
Le derivate sono bellissime: ti permettono di capire il concetto di pendenza, di variazione infinitesimale.
Ma cosa vuoi di più dalla vita?
 

binghilla

La mente è un paracadute: funziona solo se si apre
Che bellissimo post! :love:
Che bello leggere di qualcosa che è la verità, l'unica.
Io ad un certo punto mi sono innamorato della matematica ma più di tanto non sono riuscito a capirla.
Una volta ho comprato un libro sui frattali: non ho capito bene la prima riga, l'ho riletta, non l'ho capita, allora sono passato alla seconda e idem, e così tutta la prima pagina che ho riletto tre volte inutilmente fino a rimettere il libro a posto. Bo', fino a lì la mia testa è arrivata, oltre non riesco ad astrarre, mi dispiace.
Mi sono fermato a Navier-Stocks (che non ho mai dimostrato! :mrgreen:) e ai sistemi di equazioni differenziali che in teoria dovrebbero servirmi sul lavoro, ma poi vado a orecchio e aggiusto con le mani e alla faccia della risonanza, non vibra più nulla.
Un mese fa dovevo progettare una superficie con nove fori di tre diametri diversi disposti a raggi e angoli diversi e il primo passo era definire la distanza del loro centro dal centro del cerchio e i rispettivi angoli.
- Una cavolata - dico io - vado col teorema dei seni e via - e... e invece niente, dopo ore non riuscivo a venirne fuori e alla disperata ho chiesto all'IA... mi sarei messo a piangere, non solo non mi venivano i calcoli ma non ho nemmeno capito perché!
Mi sto dimenticando tutto, ma è che la testa è così e man mano che c'infili cose nuove, quelle vecchie se ne scappano.
Però, cavolo, se ne poteva scappare qualche vecchio ricordo invece del teorema dei seni, ma poco male perché quest'anno mio figlio inizia con la trigonometria e mi ristudio tutto.

Se vuoi, puoi dare un'occhiata a:
1. Le gioie del pigreco https://www.forumlibri.com/xf/index.php?threads/10662/
2. L'ultimo teorema di Fermat https://www.forumlibri.com/xf/index.php?threads/10008/page-2
3. L'uomo che amava solo i numeri https://www.forumlibri.com/xf/index.php?threads/4583/
4. a me sembrava di aver recensito anche Numeri memorabili che è un libro che parla di numeri, una vera follia, ma non lo trovo più i Piccola Biblioteca! :-(
Rispondo dal basso verso l'alto.
Grazie delle segnalazioni, ci darò senz'altro un'occhiata.
Ma forse sono più importanti i ricordi vecchi che i teoremi, nel senso che i teoremi li puoi sempre e comunque recuperare in qualche libro di analisi, di trigonometria, i ricordi no.
 
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