la vostra citazione del giorno!!!

Shoshin

Goccia di blu
C’è solo un modo per leggere, che è quello di girare per biblioteche e librerie, raccogliendo i libri che vi attraggono e leggendo solo quelli. Lasciandoli da parte quando vi annoiano, saltando le parti che trascinano e mai, mai leggere nulla perché vi sentite in dovere, o perché è parte di una tendenza o di un movimento. Ricordate che il libro che vi annoia quando avete venti o trent’anni aprirà le sue porte per voi quando ne avrete quaranta o cinquanta e viceversa. Non leggete un libro al di fuori del suo momento giusto per voi.

Doris Lessing
 

qweedy

Well-known member
Quando un uomo muore,muore con lui la sua prima neve,
e il primo bacio e la prima battaglia Tutto questo egli porta con sé (...)
Certo, molto è destinato a restare, eppur sempre qualcosa se ne va.
È la legge di un gioco spietato.
Non sono uomini che muoiono, ma mondi.
E. Evtušenko
 

Shoshin

Goccia di blu
«Io sono stato lupo molte volte. A volte di notte sono stato lupo. Ho corso. Ho vissuto cose per le quali non avevo parole.»

Da «Essere lupo» di Kerstin Ekman (trad. Carmen Giorgetti Cima)

Un libro da leggere sicuramente.
 

Shoshin

Goccia di blu
A un tratto si sentì triste e chissà perché desiderò essere un albero, non un albero giovane, spensierato, ma uno dal tronco possente, piegato dai venti del nord, con rami-braccia e radici-ricordi nascoste nelle profondità della terra. Nel cuore della notte, con l’anima sofferente, avrebbe frusciato dolcemente per non inquietare gli altri con il suo triste canto e nessuno si sarebbe accorto che non era un albero, ma un vecchio solitario. (p. 48)

In Muschio bianco Anna Nerkagi


Aspetto questo libro.
 

Shoshin

Goccia di blu
...Avrei voluto mettermi a piangere forte ma non potevo. Non avevo più l’età per versare lacrime, avevo fatto troppe esperienze. In questo mondo esiste un tipo di tristezza che non ti permette di versare lacrime. È una di quelle cose che non si può spiegare a nessuno e, anche se si potesse, nessuno la capirebbe. E questa tristezza, senza cambiare forma, si accumula silenziosamente nel tuo cuore come neve durante una notte senza vento.

Haruki Murakami, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, 1985
 

Shoshin

Goccia di blu
Do la parola ai miei libri...



«Il filo che mi legava a me stessa, al mio "io", mi sembrava stranamente allentato – un'altra scossa e la mia vita avrebbe mollato gli ormeggi e iniziato a veleggiare per l'universo.»

Da «I dettagli», di Ia Genberg (trad. Alessandra Scali).
 

Shoshin

Goccia di blu
Continuo a far parlare i libri...

«Nemmeno il ghiaccio stesso riesce a darsi un freno e si sposta verso sud, dove si scioglie. È la via che porta alla sua morte, eppure non può fare a meno di seguirla. È difficile da spiegare, ma il mio destino è lo stesso del ghiaccio, anch’io mi ritraggo e mi assottiglio. Sono in costante movimento, mia cara, mi sciolgo via via che mi sposto verso sud. Sono come il ghiaccio, non riesco a fermarmi. Vado sempre più giù trascinando tutto con me, e solo io sopravvivo alla caduta, mia cara, come è già successo molte volte.»

Da «La Valle dei Fiori», di Niviaq Korneliussen (trad. Francesca Turri).

Primo romanzo groenlandese a vincere il Premio del Consiglio Nordico, un'opera di potente poesia che va dritto al cuore del dibattito odierno sull'identità e dà voce ai giovani inuit del XXI secolo.
 

qweedy

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Sono le cose imperfette,
le illusioni rammendate,
i sogni sbriciolati nelle pozzanghere,
i bicchieri spaiati,
le finestre chiuse che si riaprono col vento;
sono le cose imperfette, sai,
che lasciano improvvisamente passare la luce.

LEONARD COHEN
 

Shoshin

Goccia di blu
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Vorrei sempre dire a qualcuno (non so a chi): "Non essere triste". Come fosse una confessione in confidenza, da sussurrare piano, dolcemente, nel cuore del crepuscolo.
(...) Ad una nuova angoscia segue una nuova felicità. È sempre stato così.

_Rainer Maria Rilke - dal diario fiorentino
 

qweedy

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"La gente di solito va nei musei e guarda quattrocento quadri in un’ora e mezza. Torna con dei piedi gonfi così e va alla ricerca di una Coca-Cola tiepida per dimenticare l’esperimento.
I luoghi dove stanno i quadri si chiamano pinacoteche, come esistono i luoghi dove stanno i libri che si chiamano biblioteche. Nessuno va in biblioteca e legge tutti i libri.
Uno che va in una pinacoteca, in un museo, dovrebbe andare a vedere due quadri. All’inizio, a mio parere, addirittura uno solo.
Quello che l’ha fatto il quadro spesso ci ha messo due anni a farlo. O anche due mesi a farlo… Cosa mi dà il diritto a me di guardarlo in venticinque secondi?
Quando erano in Chiesa, la gente li vedeva da quando nasceva a quando moriva: tutta la vita. E adesso deve vederlo in un minuto mentre sta correndo al quadro prossimo?"
Philippe Daverio
 
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