McEwan, Ian - Chesil Beach

anjo

Senior member
Questo libro ha un inizio troppo affascinante per perdermi il gusto di condividerne la lettura con qualcuno dei mie cari amici del forum

In una bella notte di luglio 1962 davanti alla lunga e romantica distesa di ciottoli di Chesil Beach...
Siamo in Ingliterra. Florence e Edward sono due gran bravi ragazzi.
Lei è una promettente giovane violinista, di buona e doviziosa famiglia,
lui è un giovane e promettente storico.
Si amano. E sono vergini. un matrimonio da consumare,
un amore finora limitato a un petting gentile,
una ragazza inconsapevolmente ma chiaramente frigida, o quanto meno spaventata a morte dal sesso e un ragazzo inesperto e devoto.
Su questi ingredienti, lentamente ed inesorabilmente, lo scrittore avvia la cronaca di un disastro...
... ma spledidamente descritto...
... ci sentiamo alla fine...
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
grandissimo scrittore, non ho letto questo ma conosco la bellezza del suo scrivere, bella scelta, mi saprai dire
 

anjo

Senior member
Finito! Eccezionale! un capolavoro!
Non conoscevo quest'autore ma è stupenda la delicatezza con la
quale analizza i sentimenti di questi due giovani e la maestria
con la quale elabora l'epilogo della storia.
Me l'aveva consigliato il solito amico cui debbo altri azzeccati consigli;
ancora una volta non ha sbagliato.
 

sun

b
qualche ora fa l'ho finito
Leggendolo non ho trovato sto capolavoro che tanti dicono , poi arrivo alle ultime due pagine, il cuore mi fa PUF mentre tutto torna e il cerchio si chiude perfettamemente , e capisco di aver letto un libro veramente speciale.
 

anjo

Senior member
sun ha scritto:
qualche ora fa l'ho finito
Leggendolo non ho trovato sto capolavoro che tanti dicono , poi arrivo alle ultime due pagine, il cuore mi fa PUF mentre tutto torna e il cerchio si chiude perfettamemente , e capisco di aver letto un libro veramente speciale.

Hai ragione forse non è proprio un capolavoro (ma cos'è un capolavoro?)
Sicuramente è un libro speciale.

Chissa se qulacuno ha voglia di lanciare un topic su:

quali libri sono capolavori?

quali sono i requisiti per far di un libro un capolavoro?
 

sun

b
bella domanda

il dizionario, in merito a CAPOLAVORO, dice : " opera eccellente; l'opera migliore di un autore o di un'epoca"

insomma tutto e niente :D . E' una cosa molto SOGGETTIVA secondo me.

scusate se sono OT
 
devo dire che nonostante mcewan non sia uno dei miei autori preferiti lo leggo sempre con molto piacere..ma perchè??me lo spiegate,io non riesco a capirlo.comunque questo libro mi è piaciuto abbastanza.reputo lo stile di mcewan delicato e anche la storia invece di risultare tragica lui l ha resa molto sofisticata..ma come fa?
 

evelin

Charmed Member
Molto molto bello,bellissime le descrizioni dei sentimenti dei due protagonisti, le ultime pagine sono stupende, anche io l'ho trovato molto delicato. Assolutamente consigliato!!
 

luxi

New member
A quelli che leggono pochi libri, ma pochi è quantità indefinita, diciamo non più di tre all'anno, quando si chiede un parere su ciò che hanno letto quasi sempre partono dall'epilogo della storia. Se cioè il finale è stato deludente, amaro, troppo a lieto fine, incomprensibile...e così via. Sentire l'esordio di una loro critica è un modo per smascherare i sedicenti lettori.

Il finale di questo breve romanzo mi è sembrato qualcosa di sbrigativo. Ho avuto l'impressione che McEwan abbia scritto questo racconto ispirato da una scintilla creativa che ha generato un fuoco vivo, ma che all'improvviso questo fuoco si sia spento e che il talento dello scrittore abbia dovuto fare i conti con una crisi di idee.
A me lettore ha lasciato una strana sensazione, mi sono sentito come uno che viene invitato a pranzo e al quale vengono presentate pietanze appetitose, gli si concede un assaggio, ma poi all'improvviso la tavola imbandita viene furiosamente sparecchiata.

Al di là della storia, del suo sviluppo e della sua conclusione, il libro offre ancora una volta la possibilità di apprezzare la bravura con la quale lo scrittore riesce sempre a descrivere ogni gradazione di pensiero che scaturisce nella mente dei suoi protagonisti.

Un saluto
 

Jessamine

Active member
Attenzione, lievi spoiler

Che dire, non conoscevo McEwan prima di leggere questo libriccino, e probabilmente non lo conosco nemmeno ora. Certo è che ora mi è almeno rimasta una grande voglia di andare oltre e scoprire questo autore che si prospetta così tanto eclettico e vitale. “Chesil Beach” è veramente un soffio, l'ho letto in un paio di viaggi in treno ed è scivolato via come se niente fosse, senza opporre resistenza. Di solito, dei libri letti così rapidamente tendo a scordarmi in fretta, ma in questo caso credo sarà diverso: certo, si è trattato di una lettura rapida e non troppo impegnativa, un assaggio di qualcosa che sicuramente avrebbe potuto essere molto più imponente, ma certo non posso dire di essere rimasta indifferente. McEwan gioca con il suo lettore, e nell'arco narrativo di un paio d'ore riesce a far entrare il ritratto preciso di un'intera generazione e quello di due vite particolari, specifiche, che certo devono molto della propria specificità al momento storico cui appartengono, ma sono anche qualcosa di specifico, di distinto, dotato di storia e caratteristiche proprie. Edward e Florence non sono due tipici ragazzi degli anni sessanta, sono Edward e Florence, due ragazzi che hanno respirato le atmosfere e il modo di pensare di un'epoca, ma lo hanno fatto attraverso il filtro delle loro esperienze, della loro irriducibile persona.
Edward e Florence sono terribilmente innamorati, sono sposati da otto ore, e stanno terminando la cena della loro prima notte di luna di miele.E qui cominciano ad emergere tutte le difficoltà, perché alla naturale paura ed eccitazione si sostituisce qualcosa di diverso: Florence ed Edward sono vergini, ma non lo sono solo fisicamente, lo sono psicologicamente: non conoscono nulla del sesso, tranne qualche battuta sconcia Edward e un manuale costellato da tanti punti esclamativi Florence. Non conoscono nulla, e non ne hanno mai parlato, nemmeno tra di loro. Sembra quasi che i due, per quanto innamorati, non abbiano mai parlato affatto: non sono mai andati oltre convenevoli e gentilezze, buone maniere e baci castissimi. E certo è impossibile cominciare a comunicare proprio ora, che l'agitazione e il nervosismo per questo grande passo cominciano a crescere in maniera così tangibile. Inizia così una danza di fraintendimenti, dove anche solo la tensione di una gamba, senza quel minimo di comunicazione, può rivelarsi una grossissima incomprensione. Perché il punto è che, se da parte di Edward c'è la gioia di aver finalmente raggiunto la possibilità di dare sfogo al suo desiderio condita alla paura di non riuscire a trattenersi e di non essere all'altezza della situazione, per Florence la situazione è ben più tragica. Non si tratta solamente di aver paura di una situazione sconosciuta e di cui nessuno ha mai parlato apertamente (anche le sue amiche del conservatorio, così tanto più libertine e aperte, non fanno che parlare per allusioni), ma in lei si fa strada una vera e propria repulsione. Una repulsione fisica, una repulsione che in qualche modo aveva sempre provato, senza mai esplicitarla nemmeno a sé stessa.
Questo romanzo va a suscitare domande che forse gli stessi protagonisti non si rendono conto di aver posto: quanto è lecito che i componenti di una coppia sacrifichino per continuare a stare insieme? Se le pulsioni più semplici ed istintive dei due vanno a scontrarsi irrimediabilmente, è mai possibile trovare un punto d'incontro? O meglio, è etico cercare un punto d'incontro? Non lo so. Certo è che qualsiasi problema risulta irrisolvibile senza una buona dose di comunicazione e autocritica. Non lo so se Edward e Florence avrebbero potuto essere felici, se avessero parlato fin da subito di dubbi e desideri. Probabilmente no, però per lo meno non sarebbero arrivati a farsi così tanto male.
 

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Inghilterra, primi anni 60. E' una bella serata quella che, in un albergo sulla spiaggia di Chesil beach, accompagna i neosposi Edward e Florence verso la loro prima notte di nozze. Mentre cenano, i due sembrano apparentemente tranquilli ed affiatati, ma in realtà entrambi stanno pensando a ciò che li attende: il sesso. L'idea provoca loro più di qualche preoccupazione, ma le ragioni non potrebbero essere più diverse: lui è eccitato ed ha paura di non riuscire a dominare il proprio desiderio per il tempo giusto; lei, invece, prova una ripugnanza radicata e invincibile alla sola idea che qualcuno che non sia lei possa accedere e disporre del suo corpo. Il problema principale di questi due sposi poco più che ventenni è che, fondamentalmente, non si sono mai parlati davvero: entrambi vivono la loro attesa e, ancor prima, hanno vissuto il loro rapporto trincerati dietro a preconcetti, convenzioni, regole; si amano molto, ma sono sempre stati troppo presi ad amarsi come dovrebbe essere, non secondo l'unicità dei loro bisogni e sentimenti. Ed ora si è alla resa dei conti: le paure, le ansie, le recriminazioni vere e immaginate sono lì pronte ad esplodere… e nonostante le migliori intenzioni da parte di entrambi, qualcosa va storto e la bomba deflagra.
Questo libricino ci fornisce, a mio parere, un'ottima descrizione di come la sessualità era vissuta nell'Inghilterra degli anni 60 e ci permette di analizzare i cambiamenti nelle dinamiche di coppia nel corso dei decenni: un disagio serio avrebbe potuto essere superato senza riserve o comunque affrontato onestamente se si fosse stati in un'altra epoca, ma in questo caso le convenzioni sociali hanno finito per distruggere anche un sentimento sincero e profondo. E' una lettura breve, ma che fornisce svariati spunti di riflessione e potrebbe aprire a dibattiti su argomenti diversi, di carattere sociale e sociologico.
 
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