Queneau, Raymond - I fiori blu

Un personaggio, il Duca d'Auge, che attraversa l'intero evo moderno, ricomparendo nel romanzo ogni 175 anni; un altro, Cidrolin, che negli anni Sessanta del XX secolo vive nella più totale inattività su un barcone ancorato nei pressi di Parigi; e poi due cavalli parlanti, Sten e Stef, e campeggiatori che si esprimono invece in una lingua inesistente, e alchimisti, e abati che studiano graffiti preistorici...alla sua quinta comparsa, il Duca si imbatte proprio in Cidrolin, e lo strano sodalizio che si crea fra i due li indurrà infine a salpare in una sorta di nuovo diluvio universale, alla fine del quale il barcone andrà ad arenarsi sulla cima di una torre.

Romanzo sul sogno, e fatto di sogni, I fiori blu spiazza continuamente il lettore con una fantasmagorica girandola di situazioni improbabili e irrelate, sostenute da una scrittura freschissima e scattante...non a caso la traduzione in italiano è di Italo Calvino!
Divertente per chi ama i giochi di parole "alla Queneau". :mrgreen:
 

Lauretta

Moderator
io non l'ho molto apprezzato...non sono nemmeno riuscita a finire di leggerlo..nonostante lo stile Calvino mi piaccia particolarmente e questo sia molto simile....
 

velvet

Active member
Splendido libro surreale sui sogni e l'immaginazione, sul tempo e la storia.
Molto divertente nei giochi di parole, nei dialoghi, nelle critiche all'uomo e alla storia.
Sicuramente un libro molto particolare e fuori dagli schemi, che lascia un po' spiazzati ma a me è piaciuto tantissimo!
 

bathory

New member
Ho trovato questo libro deludente: dopo le prime brillanti 50 pagine si appiattisce inesorabilmente non mantenendo le promesse. Privo di idee (a parte la trovata finale delle grotte preistoriche tipo Lascaux e dei “preadamiti”:D) e ripetitivo, non mi ha entusiasmato (nonostante la "Nota del traduttore" finale si sia rivelata utile a chiarire alcuni dubbi sorti nel corso della lettura del libro e a svelarne i significati allegorici).
 

Spilla

Active member
Divertante, rutilante, istrionico... come definire questo libro?
È l'opposto di tutto quello che ci si potrebbe attendere. È spiazzante e ironico.
Non parla di nulla e ti tiene legato ad ogni pagina.
Leggevo, consapevole di avere un costante sorrisetto idiota sulle labbra.
Forse non è per uttti, ma se siete appassionati di linguaggi e di invenzioni linguistiche... sperimentatelo!
 

Valuzza Baguette

New member
Che delirio,ma in senso buono,un romanzo assurdo,onirico e trascinante.Uno stile particolare e una storia/sogno divertente,si legge tutto d'un fiato.
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
Difficile inquadrare un libro come questo, surreale e onirico, certo, che usa il linguaggio per suggestionare, per entrare ed uscire dal sogno ma anche per espandere la realtà. Sicuramente unico, forse intraducibile, ma Italo Calvino riesce a renderlo suggestivo e comprensibile.
 
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