Il Giornalino di Forumlibri - N. 17 - luglio 2023

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
Parliamo di libri di Grantenca: Mi hai fatto venir voglia di leggere qualcosa di questo autore di cui finora non ho mai letto niente. Penso però che propenderò per Il giardino dei Finzi-Contini, L’airone è troppo deprimente e in questo periodo mi serve qualcosa di più leggero. L’unico appunto che posso fare è che sono rimasto un attimo confuso nelle righe in cui spieghi un po' la trama dell’Airone, forse per chi non l’ha letto come me il passaggio dalla visione degli animali impagliati alla decisione di suicidarsi era da rendere meglio, io per conferma sono dovuto andare su Wikipedia.

Parliamo di autrici di Lettore: Trovo sempre affascinante la curiosità intellettuale, mi dà l'idea di una grande apertura mentale, e ammiro tantissimo chi si cimenta nell’apprendimento di lingue straniere veramente difficili (l’italiano è una di queste, mia cugina polacca mi dice spesso che la cosa che l’ha fatta più dannare sono le coniugazioni e “desinenze” dei verbi, davvero troppe, e i congiuntivi ovviamente). Ho trovato francamente idiota la frase che in Italia non possa succedere nulla di brutto, come se la bellezza potesse mai fermare o evitare il male o il marcio. Non leggerò sicuramente l’antologia che ha curato perché alcuni racconti che ha raccolto li conosco, mi sono segnato però quello che racconta come ha imparato l’italiano, mi incuriosisce scoprire quali difficoltà ha incontrato.

PARLIAMO DI LIBRI di Ondine: Ecco, anche in questo caso mi hai fatto venir voglia di leggere il libro e in generale quest’autrice, che mi manca. Intriga anche me, come dici nell’articolo, quando l’autore/trice traspone elementi autobiografici in quello che scrive, e condivido e appoggio in pieno che si dovrebbe scrivere sempre di quel che si conosce (e che cosa si può conoscere meglio di qualcosa che si è vissuto?). Mi piacciono le storie di nemesi e di evoluzione interiore del protagonista, soprattutto quelle che fanno venir fuori la "cazzimma" latente in ognuno di noi. Insomma, Ondi, ottima dritta.
 

MaxCogre

Well-known member
Quante cose hai tirato fuori dal libro della nothombe, ondy! Io che pure lo ho recensito entusiasticamente, non ci avevo fatto caso lol. Senza contare che mai avrei pensato fossero cose (almeno in parte) davvero successe. Brava (tres bon!)
 

MaxCogre

Well-known member
Allora vero per vero il personaggio di christa ho anche io un tassello ulteriore da aggiungere: parlando con un amica di questo libro, del comportamento malvagio di christa e della mia gioia nel vedere blanche alla fine schiacciarla, sono stato da lei... rimproverato lol. Sono sicuro anche io adesso, da tutti gli elementi e i sintomi che ho poi ripescato nel libro, che christa é a sua volta 'vittima' di una ferita narcisistica che ha comportato negli anni quel trionfo di malignitá (apparente). E va bé ci sono rimasto un po male lol
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Io non ho avuto ancora modo e tempo per leggerlo ☹️. Appena riesco lo metto sul lettore ebook così mi viene meglio. Ci sono diversi articoli che mi interessano.
 

qweedy

Well-known member
Ho iniziato anch'io a leggere qualche articolo.

Ondine ha approfondito molto bene Antichrista, si sente che le piace molto la Nothomb! Antichrista è secondo me uno dei più caratteristici, probabilmente i suoi primi libri sono quelli più autobiografici.

Mi è piaciuto molto leggere dell'autrice Jumpa Lahiri, perché ho letto recentemente il suo libro L'omonimo, e ho perfettamente ritrovato nel resoconto di Lettore Marcovaldo ciò che mi aveva colpito nel romanzo.

Eccellente l'illustratrice REBECCA DAUTREMER, mi ha colpito molto e mi piacerebbe vedere come ha illustrato Uomini e topi. Le sue illustrazioni mi piacciono tanto, forse anche per i colori caldi e decisi.

Complimenti ai tre dell'intervista doppia, Malafi, Germano e Pathurnia: davvero molto godibile, a tratti sorprendente. Le personalità emergono, eccome se emergono!
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Non ho ancora cominciato a leggerlo ma lo farò nei prossimi giorni.
Intanto voglio dire ad ayuthaya che l'impaginazione è bellissima, mi piace molto il disegno che fa da sfondo, credo sia una libreria aperta, e ho visto delle faccine rosa nuove (sono tutte deliziose nelle loro espressioni).
 

gamine2612

Together for ever
Ho sfogliato tutto e mi sembra :love: bellissimo come ogni volta!!!!
Lo leggerò piano piano e poi commenterò.
Certo che l'idea che ayu non ce la fa più come redazione già mi rattrista😟, spero che qualcuno la rimpiazzi per fine anno o cambi idea☺️
Il giornalino ci unisce, ci fa ritrovare.
 

ayuthaya

Moderator
Membro dello Staff
Intanto voglio dire ad ayuthaya che l'impaginazione è bellissima, mi piace molto il disegno che fa da sfondo, credo sia una libreria aperta, e ho visto delle faccine rosa nuove (sono tutte deliziose nelle loro espressioni).
Grazie mille! Nel corso dei vari numeri penso di aver disegnato più di 35/40 faccine! 🤣 Alcune le ho usate solo una volta, altre sono riuscita a riciclarle... Magari le metto tutte insieme e le posto! 😁
 
Ultima modifica:

Ondine

Logopedista nei sogni
Parliamo di autori
Non ho mai visto Ferrara ma l'articolo di Grantenca, da cui traspare l'amore per la sua città, mi ha condotto per mano in questo teatro naturale (bellissima espressione), nel centro storico e nell'addizione erculea che sono andata a cercare perché non sapevo cosa fosse. Mi è piaciuta molto la parte in cui scrive che Bassani ha ambientato la sua opera non come in una fotografia ma come in un grande dipinto descrivendo posti reali e qualcuno fantastico ma più vero del vero. Molto visiva la descrizione che Grantenca fa della sua provincia, dove è nato e risiede, e veramente emozionante l'atmosfera di malinconia finale quando scrive che in questo luogo, il meno povero tra quelli poveri, ha vissuto un'infanzia e una giovinezza invidiabili.
Parliamo di autrici
Non conoscevo questa autrice e mi ha attirato molto la parte in cui lettore marcovaldo riporta le parole di Lahiri in cui afferma di aver sentito una forte pressione per essere due cose allo stesso tempo, fedele al vecchio mondo e fluente nel nuovo (che bellissimo termine fluente). L'elaborazione delle sue difficoltà vissute nell'infanzia mi ha molto incuriosito. Mi è piaciuta molto la parte in cui c'è scritto che lei ha scelto di imparare l'italiano perché folgorata dalla lingua e poi perché sentiva la necessità di avere un mezzo espressivo che fosse scelto e non imposto. Mi ha fatto molto piacere trovare il nome di Cesare Pavese tra i suoi scrittori italiani di riferimento. Bello il titolo La stanza italiana.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Architettura dei musei
Il museo lo conoscevo di nome ma non sapevo come fosse fatto, mi è piaciuta molto la descrizione di ayuthaya quando scrive che le forme avvolgenti del Guggenheim contrastano in modo evidente con lo skyline di New York, mi piacciono i contrasti. Molto visiva la parte in cui descrive la rampa a spirale in cui ci si accosta alle pareti per ammirare i quadri o dove ci si affaccia al parapetto per far spaziare liberamente il proprio sguardo nel grande vuoto centrale, mi sembrava di essere lì, bellissima descrizione. I sei principi dell'architettura organica mi hanno aiutato a capire una tematica a me sconosciuta, ho apprezzato questa spiegazione chiara. Bello il fatto di aver unito l'architettura ad un tempio per lo spirito, spazio artificiale e spazio naturale, e bella l'armonia che si respira in questo articolo. La spirale, la promenade architecturale, mi ha affascinato con la sua luce.
Letteratura in versi
Già il titolo milk an honey mi aveva conquistato ma poi leggendo il significato di questo titolo ho capito che non si trattava di nulla di dolce. Molto interessante questa giovane poetessa e qweedy l'ha saputa descrivere molto bene, si sente che le piace molto. Una poetessa che descrive le poesie con dei disegni è particolare o almeno io è la prima volta che leggo che un poeta o poetessa scrive e disegna le sue poesie. Mi ha interessato il fatto che non scrivesse con le maiuscole e non sapevo esistesse una lingua senza maiuscole ed è vero che questo dona semplicità e simmetricità visiva, lo condivido, anche per quanto riguarda il messaggio di uguaglianza. Uscire dal terrore in modo liscio come il latte ma denso come il miele, messaggio simbolico in quanto latte e miele vengono usati nella sua famiglia e comunità come guarigione per influenza e ferite. I suoi versi sono drammaticamente potenti. La sua poesia ai padri di figlie mi ha colpito tantissimo, quanta verità.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Lo spirito del tempo
Con leggerezza, nel senso positivo del termine, greenintro mi ha fatto riflettere su quanto sia vero che il pensiero umano necessiti di un contenuto positivo, nel senso di interpretabile, e che si blocchi di fronte al nulla. E condivido appieno il pensiero di greenintro e cioè che la nostra mente è tarata dalla sua origine sulla finitezza per cui pensare all'immortalità è impossibile. Affascinante il concetto che quando facciamo delle scelte è sempre perché sappiamo di avere davanti a noi un tempo limitato e quindi fare scelte diventa necessario, funzionale in questo senso.
Storia locale
Non sono mai stata a Genova ma quando ho letto che i vecchi quartieri medioevali erano stati demoliti per costruire strade ampie e palazzi moderni mi è spiaciuto (tra l'altro non sapevo che la stessa cosa fosse stata fatta a Parigi e a Roma). La storia della Vecchina di Vico dei Librai mi ha fatto venire i brividi, è commovente. Mi piacerebbe visitare l'area archeologica parzialmente visitabile che si trova sotto la piazza de I giardini Luzzati. Grazie lettore per questa descrizione nostalgica di Genova, mi è piaciuta molto.
 

MaxCogre

Well-known member
Condivido le parole di Germ e Ondy sull'articolo davvero bellissimo di Grantenca, anche a me ha fatto venir voglia di leggere Bassani. Nel mio librone sulla storia del cinema sono arrivato giusto a quegli anni, dove sono trasposti i suoi romanzi, e se non riuscirò a leggerlo, di sicuro mi procurerò i 'suoi' film !
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Ad occhi aperti
E' molto poetico l'articolo di Dory, trasmette la sua passione per le nuvole, simbolo di stupore. Bellissima la descrizione dei colori delle nuvole al tramonto. Questo articolo è un inno alla fantasia. Bellissime le foto a cui hai dato un'interpretazione.
Un poeta ci rivela
Un grazie di cuore a Pathurnia per averci dato in dono alcune sue poesie, mi piace la definizione di zingarelle danzanti e scarmigliate. Come un quadro di Vettriano mi ha fatto pensare a quell'attimo sospeso che precede un addio, l'espressione fra le cupole d'aria rende molto bene l'evanescenza. In quel modo che si gusta una fragola prima ti fa respirare attraverso la parata di finestre che si spalancano poi sembra farti mancare l'aria con l'immagine della noce nel guscio. Il ragazzo che ascoltava Yiruma mi ha fatto pensare ad un amore che la donna pensa di non meritare. C'è tanta malinconia in queste poesie ma mi piace questo.
 

Dory

Reef Member
@GermanoDalcielo il tuo articolo è fantastico, e guarda caso mi hai chiarito dei dubbi che avevo proprio in questi giorni, come ad esempio - o "a esempio?" - la questione della d dopo la vocale e prima di parola che inizia per vocale.
Infatti, per il mio articolo, ero molto indecisa tra "A occhi aperti" o "Ad occhi aperti".
In genere, sono sempre andata a orecchio, scegliendo la forma che mi suona meglio, la maggior parte delle volte non la metto perché mi sembra quasi sempre meglio senza.
Ma per "A occhi aperti" non sapevo proprio decidere quale mi piacesse di più. Dato che però c'è una regola, sarebbe da preferire senza d, giusto?
Nel caso di "a/ad esempio", a orecchio preferisco con la d, è proprio sbagliato?

PS. In questo post ho cercato di applicare le regole, ma non so se ho scritto tutto in modo corretto, fammi sapere 😅
 

Dory

Reef Member
Ad occhi aperti
E' molto poetico l'articolo di Dory, trasmette la sua passione per le nuvole, simbolo di stupore. Bellissima la descrizione dei colori delle nuvole al tramonto. Questo articolo è un inno alla fantasia. Bellissime le foto a cui hai dato un'interpretazione.
Un poeta ci rivela
Un grazie di cuore a Pathurnia per averci dato in dono alcune sue poesie, mi piace la definizione di zingarelle danzanti e scarmigliate. Come un quadro di Vettriano mi ha fatto pensare a quell'attimo sospeso che precede un addio, l'espressione fra le cupole d'aria rende molto bene l'evanescenza. In quel modo che si gusta una fragola prima ti fa respirare attraverso la parata di finestre che si spalancano poi sembra farti mancare l'aria con l'immagine della noce nel guscio. Il ragazzo che ascoltava Yiruma mi ha fatto pensare ad un amore che la donna pensa di non meritare. C'è tanta malinconia in queste poesie ma mi piace questo.
Grazie Ondine 😊

Anche a me sono piaciute tantissimo le poesie di Pathurnia.
Soprattutto la frase "In quel modo che si gusta una fragola" mi ha ricordato "m'illumino d'immenso", per me si regge anche sa sola, mi piace davvero tanto.
 

GermanoDalcielo

Scrittore & Vulca-Mod
Membro dello Staff
@GermanoDalcielo il tuo articolo è fantastico, e guarda caso mi hai chiarito dei dubbi che avevo proprio in questi giorni, come ad esempio - o "a esempio?" - la questione della d dopo la vocale e prima di parola che inizia per vocale.
Infatti, per il mio articolo, ero molto indecisa tra "A occhi aperti" o "Ad occhi aperti".
In genere, sono sempre andata a orecchio, scegliendo la forma che mi suona meglio, la maggior parte delle volte non la metto perché mi sembra quasi sempre meglio senza.
Ma per "A occhi aperti" non sapevo proprio decidere quale mi piacesse di più. Dato che però c'è una regola, sarebbe da preferire senza d, giusto?
Nel caso di "a/ad esempio", a orecchio preferisco con la d, è proprio sbagliato?

PS. In questo post ho cercato di applicare le regole, ma non so se ho scritto tutto in modo corretto, fammi sapere 😅
ciao, intanto grazie per l'apprezzamento all'articolo! "A occhi aperti" è la scelta giusta perché la "d" non serve, anzi, è uno sforzo che faremmo fare inutilmente alla lingua (la alzeremmo per farle toccare i denti quando non è necessario).

"Ad esempio" invece è un'eccezione alla regola, si dovrebbe scrivere "a esempio" perché le vocali sono diverse ma suona troppo male, e in questo caso la migliore eufonia "vince" sulla regola.
 

ayuthaya

Moderator
Membro dello Staff
Le norme redazionali io le ho imparate all'università, durante un esame in cui dovevamo produrre una tesina. Da allora ho sempre cercato di applicarle, almeno alcune! Ad esempio nel lavoro di "redattrice" una delle correzioni più frequenti è sempre stata quella di togliere le virgolette dai titoli dei libri per mettere il corsivo.
In effetti sapevo anche la regola della D eufonica, ma non mi è venuto in mente quando ho inserito il titolo dell'articolo di Dory!
Ringrazio molto Germano perché il suo articolo è chiaro e utilissimo! 🙏👍
 

lettore marcovaldo

Well-known member
Storia locale
Non sono mai stata a Genova ma quando ho letto che i vecchi quartieri medioevali erano stati demoliti per costruire strade ampie e palazzi moderni mi è spiaciuto (tra l'altro non sapevo che la stessa cosa fosse stata fatta a Parigi e a Roma). La storia della Vecchina di Vico dei Librai mi ha fatto venire i brividi, è commovente. Mi piacerebbe visitare l'area archeologica parzialmente visitabile che si trova sotto la piazza de I giardini Luzzati. Grazie lettore per questa descrizione nostalgica di Genova, mi è piaciuta molto.

Non vorrei fare spolier, comunque ecco in due foto l'area archeologica. Direi che riassumono il 90% di quello che si può vedere. Come ho detto nell'articolo non è certo il Colosseo :)

Area-Archeologica-GL.jpg


Area-Archeologica-Giardini-Luzzati-01.jpg


Parliamo di autrici
Non conoscevo questa autrice e mi ha attirato molto la parte in cui lettore marcovaldo riporta le parole di Lahiri in cui afferma di aver sentito una forte pressione per essere due cose allo stesso tempo, fedele al vecchio mondo e fluente nel nuovo (che bellissimo termine fluente). L'elaborazione delle sue difficoltà vissute nell'infanzia mi ha molto incuriosito. Mi è piaciuta molto la parte in cui c'è scritto che lei ha scelto di imparare l'italiano perché folgorata dalla lingua e poi perché sentiva la necessità di avere un mezzo espressivo che fosse scelto e non imposto. Mi ha fatto molto piacere trovare il nome di Cesare Pavese tra i suoi scrittori italiani di riferimento. Bello il titolo La stanza italiana.

Ti segnalo questa video dove Jhumpa Lahiri parla di Cesare Pavese. Si capisce bene da quanta passione e interesse è animata questa scrittrice.
Pavese è un autore che ti piace? Condividi i pensieri di Jhumpa Lahiri?

 
Ultima modifica:

lettore marcovaldo

Well-known member
Parliamo di autrici di Lettore: Trovo sempre affascinante la curiosità intellettuale, mi dà l'idea di una grande apertura mentale, e ammiro tantissimo chi si cimenta nell’apprendimento di lingue straniere veramente difficili (l’italiano è una di queste, mia cugina polacca mi dice spesso che la cosa che l’ha fatta più dannare sono le coniugazioni e “desinenze” dei verbi, davvero troppe, e i congiuntivi ovviamente). Ho trovato francamente idiota la frase che in Italia non possa succedere nulla di brutto, come se la bellezza potesse mai fermare o evitare il male o il marcio. Non leggerò sicuramente l’antologia che ha curato perché alcuni racconti che ha raccolto li conosco, mi sono segnato però quello che racconta come ha imparato l’italiano, mi incuriosisce scoprire quali difficoltà ha incontrato.

Nell'antologia ho trovato alcuni autori che conoscevo e altri che conoscevo solo di nome. Altri ancora invece mi erano del tutto sconosciuti.
In realtà l'unico racconto che avevo letto era di Primo Levi.
L'antologia mi ha fatto scoprire Luce D'Eramo e il suo romanzo Deviazione, Goffredo Parise e il Sillabario, Massimo Bontempelli con Il figlio di due madri. Altri autori e loro opere li ho nel mirino per il futuro.

p.s. Jhumpa Lahiri in una intervista ha detto che in qualche modo, per la pronuncia dell'italiano, è stata aiutata dalla conoscenza del Bengalese. Questo perchè la pronuncia di certi suoni soprattutto per quanto riguarda le vocali vede più affinità tra l'italiano e il bengalese rispetto a quando non sia tra l'italiano e l'inglese.
 
Alto