London, Jack - Martin Eden

elisa

Motherator
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Scritto e pubblicato nel 1909, all'età di trentatrè anni, Martin Eden, il romanzo di ampio respiro più importante di Jack London, è al contempo la storia della vita giovanile dello scrittore e l'invenzione di un personaggio entro il quale egli volle celarsi, in abile mimesi, sì da poter, con tale finzione letteraria, tentare un'autobiografia celebrativa e distruttiva.
Non casualmente, quel mare californiano, cui guardava con infinita malinconia e ansia di ribellione, fa da sfondo alla vicenda di un rozzo marinaio, Martin Eden, che riesce a entrare nella ricca famiglia di Arturo, un giovane al quale ha salvato la vita, inserendosi lentamente in un ambiente completamente diverso dal suo, per cultura e per educazione, e avviandosi a una sorta di rieducazione del gesto e della mente. Per meglio evidenziare il senso del proprio ravvedimento umano diverrà scrittore, ma finirà con il fuggire, e in modo definitivo, dal mondo civile e dalle sue convenzioni, cercando l'autenticità perduta.

Val la pena di leggerlo, se non l'avete già fatto, ho ancora nella mente la descrizione di Martin mentre stira le camice in una lavanderia cinese. Da manuale!
 
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sarà una delle mie prossime letture....ho sempre voluto leggerlo perchè london mi piace parecchio....e poi i tuoi topic mi mettono sempre la curiosità addosso...eheh
 
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labonsai

New member
L'ho messo

nella mia lista dei desideri... quando avrò smaltito gli ultimi acuisti toccherà anche a lui!! Ho letto che è da sempre il libro preferito da Enzo Biagi.
 
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Hoya

Duck Member
Mi sembra di avere già scritto qualcosa su questo libro...
Letto parecchi anni fa, è stato uno dei libri che mi sono rimasti nel cuore... !!

Elisa...anche io ricordo benissimo la descrizione di Martin che stira nella lavanderia :)
 
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lillo

Remember
Martin Eden è un libro, che letto in età giovanile, ha determinato molte mie scelte successive.
Tuttavia, come tutti i libri di London, anche questo contiene le contraddizioni dell'autore, in cui Nietzsche e Marx si confondono e forse anche Spencer a cui lui fa frequentemente riferimento (viva la faccia delle contraddizioni). Di Nietzsche c'è il concetto che solo l'individuo singolo può evolversi e salire a livelli più elevati rispetto all'uomo, e difatti Martin Eden sviluppa la sua cultura e la sua creatività aldilà di qualsiasi sistema organizzato: quando la fidanzata lo sollecita ad andare a scuola, Martin risponde che la velocità di apprendimento di una classe è determinata dalla velocità del più lento (quanta verità); è Martin, uomo forte e selezionato dalla vita (Spencer) che riuscirà da solo ad arrivare oltre i limiti imposti dalla società borghese (Marx) e pertanto da questa non più compreso e perciò rifiutato; soltanto quando diventerà uno scrittore importante e ricco che la società borghese si riavvicinerà a lui e lo adulerà invitandolo a continue cene: "ma come quando aveva fame, nessuno lo invitava a cena e adesso che non ne ha più bisogno tutti lo vogliono al loro tavolo" (cito + o - London), quindi la società borghese supera i propri pregiudizi in nome della fortuna inattesa ed incompresa di Martin; tant'è che la ex fidanzata si presenta a casa di Martin ad offrirgli la sua verginità, ormai, per la famiglia meno importante della possibilità di avere come genero un uomo importante ed arrivato "anche se loro non capiscono il perchè ma come fino ad un anno fa non volevano nemmeno che parlassi con te ed oggi sono disposti ad offrirti a me"� scusa cito sempre a memoria un libro che ho letto tanti anni fa, ma il concetto rimane quello di una borghesia bieca, che non comprende la grandezza dell'opera di Martin, ma comprende il significato della ricchezza e della notorietàda lui raggiunta. Ma Martin Eden comprende tutto questo, che questo cambiamento non è stato determinato dalla sua opera, dalla sua persona, ma dal valore che queste ora hanno nel mondo gretto che lo circonda, infatti la sua opera era già tutta compiuta, e lui aveva già detto tutto, quando era stato cacciato via da quel mondo, ormai colpito dall'ostracismo generale. La fine che lui sceglie di avere è per me il massimo significato di libert che il suicidio possa avere: il rifiuto di continuare a vivere in un mondo che Martin non comprende più.
Ciao
 
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lillo

Remember
lillo ha scritto:


Martin Eden è un libro, che letto in età giovanile, ha determinato molte mie scelte successive.
Tuttavia, come tutti i libri di London, anche questo contiene le contraddizioni dell'autore, in cui Nietzsche e Marx si confondono e forse anche Spencer a cui lui fa frequentemente riferimento (viva la faccia delle contraddizioni). Di Nietzsche c'è il concetto che solo l'individuo singolo può evolversi e salire a livelli più elevati rispetto all'uomo, e difatti Martin Eden sviluppa la sua cultura e la sua creatività aldilà di qualsiasi sistema organizzato: quando la fidanzata lo sollecita ad andare a scuola, Martin risponde che la velocità di apprendimento di una classe è determinata dalla velocità del più lento (quanta verità); è Martin, uomo forte e selezionato dalla vita (Spencer) che riuscirà da solo ad arrivare oltre i limiti imposti dalla società borghese (Marx) e pertanto da questa non più compreso e perciò rifiutato; soltanto quando diventerà uno scrittore importante e ricco che la società borghese si riavvicinerà a lui e lo adulerà invitandolo a continue cene: "ma come quando aveva fame, nessuno lo invitava a cena e adesso che non ne ha più bisogno tutti lo vogliono al loro tavolo" (cito + o - London), quindi la società borghese supera i propri pregiudizi in nome della fortuna inattesa ed incompresa di Martin; tant'è che la ex fidanzata si presenta a casa di Martin ad offrirgli la sua verginità, ormai, per la famiglia meno importante della possibilità di avere come genero un uomo importante ed arrivato "anche se loro non capiscono il perchè ma come fino ad un anno fa non volevano nemmeno che parlassi con te ed oggi sono disposti ad offrirti a me"� scusa cito sempre a memoria un libro che ho letto tanti anni fa, ma il concetto rimane quello di una borghesia bieca, che non comprende la grandezza dell'opera di Martin, ma comprende il significato della ricchezza e della notorietàda lui raggiunta. Ma Martin Eden comprende tutto questo, che questo cambiamento non è stato determinato dalla sua opera, dalla sua persona, ma dal valore che queste ora hanno nel mondo gretto che lo circonda, infatti la sua opera era già tutta compiuta, e lui aveva già detto tutto, quando era stato cacciato via da quel mondo, ormai colpito dall'ostracismo generale. La fine che lui sceglie di avere è per me il massimo significato di libert che il suicidio possa avere: il rifiuto di continuare a vivere in un mondo che Martin non comprende più.
Ciao​
PS scusate se mi sono dilungato troppo, ma Elisa ha parlato di un libro, che come. avrete capito, è per me molto importante e di cui potremmo discutere per i prossimi anni. :?
 
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fabpatr

New member
Questo libro mi ha fatto veramente sognare, anzi, più che sognare mi ha catapultato in una realtà parallela. Mi è piaciuto ogni riga, ogni gesto compiuto dal giovane Martin. Più leggevo e più si delineavano i contorni di una storia che sembrava scritta per farmi trarre il massimo godimento. Geniale nella semplicità il mitico Jack.
 

Dorylis

Fantastic Member
Martin Eden è un eterno sognatore e inseguendo i propri sogni riuscirà a scalare le vette del suo successo. La sua ostinata capacità nell'affrontare la vita e la sua sete di conoscenza, porteranno Martin talmente in alto che non potrà che sprofondare sempre più nella mediocrità degli uomini e rimanerne sconvolto.. Un'opera drammatica, intensa, scritta in maniera sublime.. E' un giudizio a caldo in quanto ho appena chiuso il libro (letto in due giorni, tra l'altro) ma ne son rimasta colpita in maniera determinante. Come non ricordare i suoi giudizi sull'editoria, sul socialismo e sull'opportunismo della gente in generale?
London mi aveva già conquistata con Zanna Bianca, ma questo romanzo ha superato di gran lunga tutte le mie aspettative!
Vado a fargli un tempietto, che merita veramente!
 

sergio Rufo

New member
ah, c'e'! E' qualcosa di unico, qualcosa di nobile, di elevato - diciamolo - di superiore.
Un London splendido, una specie di " bestia bionda"
Ultimamente ho letto Diari di strada. Lo consiglio a tutti.
Un concepimento della vita senz'altro duro da accettare, una visone difficile da digerire. Ma tutto' cio' che sta in alto, poi sembra apparire sempre piccolo , a coloro che non sanno alzare lo sguardo.
Biecamente , meschinamente, desolatamente i " tanti"" abbassano il viso , accettano compromessi, si lasciano sviare nel mondo della confusione, dell'apparenza, di quella borghesia esistenziale che travia quasi tutti gli animi.
Non quello di un Martin Eden naturalmente, e nemmeno quello di quel cane di Buck, limpidi come acqua corrente.
Ma l'abbiamo gia' detto: c'e' qualcosa di superiore!
 

sergio Rufo

New member
ritorno su London, ancora un attimo. Questo nome quando lo vedo m'illumina.
London e' l'antitesi perfetta di quel melenso modo di vedere la vita.
Qui c'e' rigoglio, esuberanza, c'e' forza.
Il concepimento del diritto non e' acquisito socialmente o istituzionalmente: qui il diritto lo si deve prendere!!!! Lo si deve conquistare!!!! Il diritto e' qualcosa di " istintivo!"
Ed e' ancora piu' bello leggere questo autore sul concetto di Socialismo, quello occidentale poi, cosi' incoerente, cosi' subdolo, cosi' falso.
Da una parte un socialismo che predica il valore umanitario, dall'altra un autore propenso alla " razza superiore"---

Che aspettarci? sembrerebbe scontata la risposta, e invece no! stranamente va a finire che quel Socialismo cosi' " predicatore" viene messo alla gogna in tutta la sua evidente infamia perche' la costrizione che impone ai " deboli" non e' quella del diritto del piu' forte, ma bensi quello dell'imbroglio e dell'immeschinimento.

E questa forza non appartiene a un London.
 

Apart

New member
Martin Eden, figura singolare, atipica, difficile da decifrare, illuminante, affascinante, emerge qui in tutta la sua forza e in tutto il suo splendore. Per ergersi prima sopra tutti, nonostante le avversità, e poi allontanarsi da tutti, pian piano, approdando a quella lontananza (è lo scotto da pagare dell'individalità!) che per alcuni uomini diventa irreversibile, che ti fa vedere, che svela il trucco, che ti rende consapevole che se la felicità è la felicità all'interno di un mondo borghese, di un modo di pensare borghese, allora non c'è più gusto nella vita, e che ti porta a spegnerti, quando anche la fede nell'uomo è ormai svanita. Meraviglioso dunque! Come scrisse lo stesso autore, Martin Eden non è un autobiografia e neppure una parabola sulla terribile fine che attende chi non crede in Dio: è un atto d'accusa contro l'affascinante lotta della bestia selvaggia chiamata individualismo.
 

Aglaja

New member
E' nella mia lista dei "5 libri per farti conoscere", quindi si capisce più o meno cosa ne penso. Erano anni che volevo leggerlo e pochi mesi fa finalmente l'ho fatto. Magari avessi un decimo della forza di volontà di Martin Eden, della sua velocità di apprendimento, della sua passione! Purtroppo le conclusioni che trae dalla sua conoscenza lo portano a una disillusione fatale, ma d'altro canto non c'era altra soluzione possibile. Rendersi conto della meschinità del mondo in cui vive non può che sprofondarlo nella sua solitudine intellettuale. L'abbandono della vita fisica, dei bisogni materiali è l'unico modo per salvarsi. Bellissimo e struggente.
 

Byerry

New member
Bello all'inizio e alla fine.

Sicuramente il tema affrontato è originale, impossibile non rispecchiarsi nel protagonista se nella vita ci si è guadagnati qualcosa con la fatica delle proprie mani.

Il racconto è vivace all'inizio e alla fine, nel mezzo è un po' ripetitivo nel descrivere i sentimenti del protagonista.
 

LowleafClod

e invece no
Sicuramente il tema affrontato è originale, impossibile non rispecchiarsi nel protagonista se nella vita ci si è guadagnati qualcosa con la fatica delle proprie mani.

Il racconto è vivace all'inizio e alla fine, nel mezzo è un po' ripetitivo nel descrivere i sentimenti del protagonista.


Anche io lo sto leggendo ora! È vero che Martin Eden all'inizio può rispecchiarsi in chiunque, ma dopo?:):D I suoi sentimenti non li trovo ripetitivi: anche se di poco e lentamente mutano prospettiva, mentre la scrittura di London rimane sempre sorprendente, da segnarsi le sue frasi di continuo! Ti fa rimanere fresco e presente nel libro, senza parlare di chissà quale straordinarietà.
 

Biancaspina

New member
Secondo me è' uno di quei libri che va letto una prima volta e poi riletto a distanza di anni, non deluderà, perchè ricchissimo di sfumature emotive che formano un perfetto corollario agli avvenimenti che costituiscono la trama.
 

c0c0timb0

Pensatore silenzioso
Uno dei miei libri preferiti in assoluto! Memorabile.
Ricordate come programmava le ore di sonno per studiare e acculturarsi? Impressionante davvero!
 

Nefertari

Active member
L'ho finito ieri sera, mi è piaciuto molto. Mi ha davvero colpito: il raggiungimento del successo che pensava gli avrebbe regalato un futuro migliore, invece......

Lo consiglio davvero
 
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