Simenon, Georges - L'uomo che guardava passare i treni

RosaT.

Leghorn Member
E' da più di una settimana che ho finito questo breve libro ma ancora non avevo segnato nel forum le mie impressioni e la trama ed ecco che lo stà facendo.

Kees Popinga è il protagonista di questa storia, è un uomo onesto olandese con moglie e figli, improvvisamente la bancarotta fraudolenta del suo datore di lavoro lo mette di fronte alla prospettiva di un tracollo finanziario. Egli reagisce a tutto ciò in modo abnorme fugge dalla famiglia e subirà una metamorfosi trasformandosi in un assassino ...

Ha una trama incalzante con picchi di suspance. E'un libro breve ma lascia il segno per la lucidità con cui l'autore fa muovere Popinga.
Questo libro mi ha fatto anche pensare a quante reazioni emotive possono esserci nell'essere umano davanti ad eventi che trasformano la vita radicalmente. Un Kees Popinga potrebbe essere un po' dentro tutti ...
 
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Lentina

Mobile Member
La tua recensione fa venire molta curiosità rosa..mi sa che lo aggiungerò alla lista dei libri! ;)
 
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elydark

New member
Scusa l'ignoranza ma il cognome dell'autore è proprio Simenson o volevi scrivere Simenon? Comunque la trama sembra davvero carina!
 

elisa

Motherator
Membro dello Staff
Anche io sono d'accordo che sia un bel libro, una bella storia e una scrittura scorrevole ma coinvolgente. Mai banale!
 

pokypoky

New member
libro

Leggendo il libro non mi sembrava poi di scorgere questo capolavoro, solo quando l'ho finito a distanza di molto tempo nel ricordo l'ho apprezzato di più: dificilmente si dimentica
 

Palmaria

Summer Member
Finito di leggere stamani!
Fa' rabbrividire il pensiero che dentro ognuno di noi e dietro le convenzioni di una vita borghese stereotipata e ripetitiva un qualsiasi evento possa far scattare la molla che spinge a uscire fuori dagli schemi e ad improvvisarsi scaltri come non mai, pronti ad eludere le forze dell'ordine!!!
La personalità del protagonista, Kees Popinga, è resa splendidamente da Simenon, che ne fa' l'emblema della lucidità e della razionalità, sempre al confine con il crimine!!!:)
E' il secondo libro che leggo di Simenon, dopo "La camera azzurra", e sto davvero apprezzando molto questo scrittore, anche se per il momento ho evitato i romanzi con Maigret, vedremo!TUNZZZ
 

Spilla

Active member
Ottima prova d'autore. Simenon di sicuro in questo periodo doveva aver letto Pirandello ;)
Il libro non è solo l'analisi della strana storia di Kees Popinga, indimenticabile personaggio, ma anche denuncia di tante nostre ipocrisie ben camuffate.
Da leggere!
 

Valuzza Baguette

New member
io vado controcorrente a me non è piaciuto per nulla...
Kees Popinga vive in Olanda,a Groninga,è un uomo comune,con un lavoro comune e una famiglia tranquilla,una moglie e due figli,una villetta in una delle zone più rispettabili della città e un lavoro come procuratore in una ditta di trasporti fluviali.
Non beve,si limita a fumare il sigaro e soprattutto sivanta tra se e se di non essere attratto dalle donne.
La sua vita scorre senza intoppi,finchè una sera il suo datore di lavoro gli comunica la notizia che inscenerà un suicidio,in quanto la ditta è in bancarotta per via di speculazioni azzardate e imbrogli vari.
Kees si rende conto quindi di aver perso tutto,ha un ipoteca sulla casa e i suoi risparmi erano investiti nell'azienda.
Kees decide infatti di prendere il treno notturno per Amsterdam(perchè viaggiare di notte gli sembra più emozionante)e di recarsi sa PAmela,nota entraineuse che tempo prima esercitava a Noringa,la incontra quindi in albergo,ma sentensosi respinto e preso in giro la strangola con un asciugamano.
A questo punto la persona più morigerata di Noringa diventerà un abile delinquente arrivando persino a compiere un omicidio e sbeffeggiare poi la polizia che si occuperà del caso.
Il protagonista infatti dopo l'efferato delitto si reca a parigi e viene coinvolto in altre attività criminali,durante tutta la storia svariate volte Kess si rende conto di essere stato un ottimo attore e di aver interpretato per tutta la vita la parte dell'ottimo e rispettabile padre di famiglia nascondendo la propria natura(ho trovato la parte introspettiva piuttosto superficiale a dire la verità,più che altro perchè l'autore ripete sempre e solo gli stessi concetti).
Il protagonista arriverà al punto di scrivere lettere ai giornali e all'ispettore incaricato del suo caso pur di mantenere vivo l'interesse su quest'ultimo.
La parte finale è la più deludente di tutto il romanzo,è assolutamente senza senso a mio avviso e sembra buttata li tanto per finire.
L'unico personaggio veramente sviluppato è il protagonista,gli altri scivolano via senza lasciare traccia.
Mi aspettavo un libro diverso,sinceramente non mi ha coinvolta molto,nonostante lo stile dello scrittore sia impeccabile mi sono annoiata.
 

Grantenca

Well-known member
E' la storia del'impiegato-funzionario irreprensibile di una importante società commerciale olandese, Kees Popinga, che in una notte vede stravolta tutta la propria esistenza. E' una specie di "noir" ma non proprio un "noir" e sui fatti accaduti, la trama, la psicologia dei personaggi che sono la parte più importante del libro non dico una parola, per non privare i lettori dell' emozione di una piacevolissima lettura.
Mi soffermo sulla qualità della scrittura, una scrittura molto semplice nel senso di non arzigogolata o complessa, ma non certamente sciatta, e secondo me invece di alta qualità e che ha il pregio di coinvolgere ogni categoria di lettori.
Secondo me si può dire che questo autore ha un vero "talento" per la scrittura, non solo cultura e grande professionalità.
Faccio un esempio: una stanza di un infimo alberghetto per appuntamenti. Ci sono un uomo e una prostituta. La stanza non può essere granché accogliente, ma l'autore non la descrive ma dice " Parlava tanto per dire qualcosa, magari per fargli piacere, e in effetti le sue parole rendevano meno disadorna la stanza".
Questo autore finora non mi ha mai deluso e, a questo punto, reputo una piccola fortuna avere ancora tanti suoi libri da leggere.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Simenon semina indizi che cambiano nel corso della storia per cui l'immagine che all'inizio mi ero fatta di Kees Popinga piano piano acquista una nuova forma, spiazzante si ma non respingente perché i suoi pensieri, il suo desiderio di una vita più libera, si sono rispecchiati nei miei pensieri, nel mio desiderio, e non c'è un giudizio nei suoi confronti così come l'autore non giudica il suo personaggio, forse per lo stesso motivo di identificazione e poco importa capire se Kees Popinga è paranoico oppure no, come viene definito dalla stampa.
L’elemento interessante di questo romanzo per quanto mi riguarda è la messa a nudo dell’uomo che si ritrova, a causa di un evento inatteso, faccia a faccia con il suo destino, con le parti rimosse di sé, per cui cadono le maschere sociali e quella vita, che fino a quel momento viveva di un equilibrio apparente, subisce un punto di rottura.
La prosa di Simenon è fatta di frasi brevi e pochi aggettivi e questo rende la scrittura più incisiva, questo tipo di scrittura cattura la mia attenzione, semplice e curata (mi piace anche l'inizio di ogni capitolo con la formula ricorrente "Come Kees Popinga….." quasi come fosse un racconto di cronaca). Mi è piaciuto il modo in cui descrive le varie città in cui il protagonista si muove, mi è sembrato di camminarci dentro e sono descrizioni quasi sempre notturne.
Il tema della notte è ricorrente, infatti la prima pubblicazione del romanzo era intitolata “Treni nella notte” perché Popinga fin dalle prime pagine del romanzo ha un rapporto attrattivo nei confronti della notte, prova un’emozione furtiva vedendo passare un treno, soprattutto un treno nella notte appunto.
Ora comprendo la mia passione per le città portuali, è lo stesso fascino che le stazioni hanno su Popinga.
Simenon non crede nell'uomo, nel senso che non crede nell'uomo coerente, crede nelle contraddizioni e nelle non etichette, e questo secondo me è la sua forza.
 
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