Arslan, Antonia - La masseria delle allodole

squanit

New member
Ispirato ai ricordi familiari dell'autrice, il racconto della tragedia degli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo alla morte e alla disperazione, queste donne coraggiose, spinte da un inesauribile amore per la vita, riescono a tenere accesa la fiamma della speranza.

Triste libro raccontato in modo avvincente, che ha suscitato in me l'interesse per la storia tragica del genocidio degli armeni. E' uno dei più bei libri che abbia letto quest'anno e per questo lo consiglio agli amici!
Paola
 

stellonzola

foolish member
Arslan, Antonia - La masseria delle allodole

La masseria delle allodole è un libro scritto da Antonia Arslan tratta in larga parte del genocidio armeno del 1915. L'autrice ci propone la storia molto toccante di un gruppo di armeni che vissero in Anatolia (attuale Turchia) vittime dei rastrellamenti organizzati dal governo turco.
Il romanzo è stato finalista del premio Campiello e ha vinto il premio Stresa di narrativa nel 2004.
(Wikipedia)


Ho scelto questo mini riassunto perché narrare la storia sarebbe stato troppo lungo, e avrebbe tolto ai possibili lettori il piacere di scoprirne i personaggi.
Consiglio questo libro perché è molto intenso, crudo, a tratti spaventoso, per la realtà degli argomenti che tratta.
L’autrice racconta la storia della sua famiglia, sterminata durante il genocidio, riferendo quello che hanno narrato i pochi superstiti, testimoni di questo orrore.
Nella prima parte viene descritta la famiglia, con i suoi personaggi, i protagonisti, le loro vite e le loro sensazioni, amori, speranze… poi di colpo tutto cessa.
Cominciano i rastrellamenti.
La vicenda viene narrata come se i protagonisti stessero aspettando questo momento senza saperlo, come se tutto accadesse solo in attesa dell’orrore, come se la Storia stesse spiando questa e le altre famiglie per colpire.
E’ difficile descrivere la durezza di questo libro, perché non è la crudezza del cinismo o del racconto giornalistico… Lascia quasi una sensazione di rassegnazione. Le atrocità subite vengono narrate in modo asciutto e quasi distaccato, così come avvengono, una dopo l’altra e ti lasciano veramente sfibrato e vuoto. Ti senti impotente di fronte a questo modo di narrare, poco lacrimevole e per nulla romantico.
…devono essersi sentiti proprio così, loro! Impotenti, vuoti, inutili. Di fronte ad un orrore troppo grande per essere affrontato con i sentimenti, ti rifugi nel silenzio e nel fatalismo.
E’ scritto molto bene, con degli accorgimenti stilistici che a me piacciono particolarmente, come l’uso di piccole frasi che si riferiscono al futuro, a metà tra un salto temporale e una veggenza di quello che accadrà.
Conoscevo poco del genocidio armeno e quando ho finito il libro me ne sono proprio vergognata. Com’è possibile che si parli così poco di avvenimenti come questo?
Questo è un libro “pugno-nello-stomaco”, ma va letto, per dovere di cronaca, ma anche perché è scritto bene, perché i personaggi ti restano dentro a lungo e perché è bene lasciarsi scioccare dalla Storia per non dimenticare mai!
 

isola74

Lonely member
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Conoscevo poco del genocidio armeno e quando ho finito il libro me ne sono proprio vergognata.

è esattamente quello che ho provato io:MM
Libro scritto bene, scorrevole direi, se non fosse per l'argomento trattato che in più punti ti lascia senza respiro, a pensare solo :"Com'è possibie che sia successo?"

Tutti dovebbero leggerlo.
 

Grantenca

Well-known member
E’ la storia di una famiglia armena, una bella famiglia, con ramificazioni in America, Italia, Siria. Tutte persone che avevano raggiunto, con le loro capacità, il loro lavoro e la loro abnegazione posti importanti nella società oltre ad un solido benessere economico. Ma era sempre una famiglia con una mentalità patriarcale e il sogno di tutti era di potersi riunire, un giorno, nella loro amata terra d’origine, l’Anatolia, dove era rimasto il patriarca con un figlio maschio, le femmine, la moglie e i figli del maschio che era sposato. Scoppia poi la prima guerra mondiale e in Turchia sale al potere una nuova “fazione”, erano chiamati i “giovani turchi”. E per gli armeni è la fine di tutto. Inizia immediatamente lo sterminio. Lo sterminio è totale, anche dei bambini, giustificato dal fatto che, se crescevano, un giorno avrebbero avuto la volontà di vendicarsi. Ci sono bellissimi personaggi nel libro e ci si rende conto che la pietà molto spesso alberga nel cuore dei poveri. Si capisce bene come la Turchia cerchi, oggigiorno, di negare questi fatti, perché è un marchio infamante indelebile. I motivi dello sterminio? Dal libro sembra che potesse essere, da parte dei nuovi governanti, una specie di “accreditamento politico” presso gli alleati, ma senza dubbio c’era molto altro, come l’insaziabile odio e sete di dominio dell’uomo sul “diverso” migliore, più capace, più benestante e che sapeva vivere molto meglio di lui, anche per appropriarsi dei suoi beni. Certo questo è un romanzo e non un trattato storico e quindi non si possono trarre conclusioni definitive, ma è pur vero che la letteratura ha spesso dimostrato, in questi casi, di essere più potente dei fatti. Consiglio, ovviamente la lettura del libro, ma metto in guardia sul profondo senso di angoscia che può provocare.
 

estersable88

dreamer member
Una straordinaria testimonianza di coraggio e amore per la vita, scaturita dai ricordi familiari tramandati per generazioni e giunti fino all'autrice ancora bambina. La storia di un popolo mite e laborioso, quello armeno, più volte provato da persecuzioni subite per il solo fatto di esistere. Fino all'ultima, la più atroce, quella del 1915: un genocidio, un'ecatombe perpetrata per puro sadismo, avidità, desiderio di potere, amore per il sangue.
Tutto fu organizzato con precisione chirurgica e malefica, tanto che nessuno, fra gli armeni, si era minimamente accorto di quanto devastante potesse essere quell'ultima offensiva. Perciò, quando giunse la convocazione per gli uomini, tutti pensarono a qualcosa di più del solito aumento delle tasse: nessuno era preparato a ciò che, repentinamente, accadde in seguito. La masseria delle allodole è proprio l'esempio lampante della cattiveria gratuita e pura che contraddistinse questa pagina drammatica della storia turca, europea e mondiale.
Un libro scorrevole e intensissimo, che si legge in poche ore, ma che porta con sé tutta la mite desolazione di un popolo prostrato e tutta la voglia di attaccarsi alla vita a qualunque costo. Una testimonianza di amicizia nella sventura. Consigliatissimo.
 

momi

Member
Libri come questo mi spezzano il cuore.
Ovviamente per la storia narrata, perche` il romanzo e` scritto molto bene ed e` molto scorrevole, ma la storia del genocidio degli armeni raccontato attraverso le icissidudini di una famiglia e piu` in generale di una comunita` in certi momenti e` straziante, oltre alla tristezza mi ha provocato una tale rabbia impotente verso la crudelta` gratuita e la totale mancanza di empatia per la sofferenza altrui.

Di fronte a storie come questa, e la storia passata, presente e probabilmente futura e` costellata di atrocita` (piu` o meno note) di questo tipo, mi domando, non tanto come sia possibile che questo succeda (perche` succede continuamente), ma come mi comporterei io nella stessa situazione, non nella parte della vittima, ma in quella degli spettatori inerti e colpevoli.

Libro consigliattissimo
 
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