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Discussione: I vini e la loro bellezza

  1. #31
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    Il.....

    PINOT NERO !!!!!!


    Pinot nero (o Pinot noir) tra tutti i vitigni a bacca rossa del mondo è considerato uno dei più nobili, e allo stesso tempo è il più difficile da interpretare. Il Pinot Nero è notoriamente un'uva difficile da coltivare e da vinificare, pertanto richiede particolari attenzioni e buone capacità in cantina.

    L'indiscussa patria del Pinot Nero è la Borgogna - e in particolare la Côte d'Or - dove quest'uva riesce a dare il meglio di sé sotto innumerevoli interpretazioni, anche grazie alle condizioni climatiche della zona. Nella Côte de Nuits i vini da Pinot Nero sono in genere robusti e complessi, con intriganti note minerali e speziate. Nella vicina Côte de Beaune è invece il carattere fruttato dell'uva a prevalere nello stile di questi vini, più rotondi e dalla maturazione più rapida.

    Nelle altre zone della Borgogna si trovano buoni esempi di Pinot Nero nel villaggio di Pommard; altri interessanti esempi, con qualità diverse fra loro, sono i vini prodotti nella Côte Chalonnaise, Mercurey e Givry. In Francia il Pinot Nero è inoltre presente nella Champagne, dove è usato per la produzione dei celebri spumanti, nella Valle della Loira e in Alsazia.

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  • #32
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    Ed ecco a voi la mia ultima "perversione":
    Il
    SERENEL ROSSO BIO

    Colore: rosso rubino.
    Profumo: delicato, ricorda i fiori di ciliegio.
    Sapore: morbido e vellutato.
    Alcool: 11,5% vol.
    Vitigni: Corvina veronese, Rondinella, Molinara e altri.




    (viva il bio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! )

  • #33
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    Predefinito Sagrantino di Montefalco 25 anni Arnaldo Caprai 2007

    Il Sagrantino è oggi il vino umbro in più vigorosa ascesa, anche se rappresenta l'eccezione visto che si tratta di un vino rosso, mentre la regione in cui nasce è soprattutto conosciuta per i bianchi di Orvieto.
    Storicamente se ne traeva un passito dolce , mentre la sua rinascita è avvenuta sotto forma di rosso asciutto e la si deve ad un piccolo gruppo di produttori
    che hanno creduto nelle sue potenzialità e che hanno portato ad ottenere la DOCG nel 1992.
    L'origine del vitigno è incerta : non è sicuro che sia autoctono dell'area di Montefalco, anche se è diffusa la convinzione che si tratti di un'evoluzione dell'Itrolia.
    L'origine del nome potrebbe essere legata ai Sacramenti dato che per la sua dolcezza il Sagrantino veniva coltivato dai Francescani che lo utilizzavano come vino da messa.
    Predilige le zone soleggiate, con clima asciutto e terreni argillosi-calcarei. Le sue uve hanno la capacità di accumulare zuccheri , giungendo facilmente a maturazione e consentendo di ottenere vini ricchi d'acool.
    Il vino di Arnaldo Caprai è il vino che ha segnato il grande lancio del Sagrantino in Italia e all'estero , il 25 anni viene prodotto solo nelle annate migliori ha colore rosso rubino, molto scuro profumo intenso e complesso.
    In bocca è potente, acidità fresca e persistente, si sentono frutti rossi e aromi terziari come tabacco, vaniglia, legno. Verso la fine è percepibile un aroma d camomilla.
    Il vino si accompagna bene a carni rosse e agnello.

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  • #34
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    Io sono di gusti semplici una bella Bonarda dell'oltrepo' pavese alla temperatura giusta, un po' frizzantina con un bel piatto di salumi e del pane fresco all'aperto sotto l'ombra di fresche frasche e un buon libro in mano.

  • #35
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    Gattinara del 2006 dell'Azienda vinicola Travaglini che accompagna con sapienza e rispetto una panissa preparata secondo tradizione al paiolo con il suo brucichiaticcio alla fine

  • #36
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    Predefinito Serego Alighieri - Vaio Amaron 2005

    Un paio di sere fa mi son concesso la degustazione di un grande vino : il Vaio Amaron ( Amarone della Valpolicella ) di Serego Alighieri.
    Qualche parola và sicuramente spesa prima di tutto sull'Amarone , per quel che mi riguarda il mio vino preferito. L'Amarone è generalmente prodotto da tre uve : Corvina, Rondinella e Molinarae particolate è la sua tecnica di produzione che deriva dall'appassimento delle uve.
    L'Amarone è infatti definito come un Recioto scapà cioè un vino la cui fermentazione è scappata di mano portando la completa trasformazione degli zuccheri in alcol.
    L'appassimento dura circa 120 giorni, l'acqua sparisce e restano solo gli zuccheri. La fermentazione è anch'essa piuttost lunga 30 / 50 giorni che permettono agli zuccheri di trasformarsi in alcol.
    Venendo al Serego Alighieri è un vino color rosso rubino , si sentono aroma d ciliege, frutti di bosco, vaniglia e col passare del tempo emergono anche sentori di cioccolato. In bocca il vino si sente alcolico, con acidità fresca e i tannini sono morbidi. Piacevolissimo il finale morbido con retrogusto di cioccolato

  • #37
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    Citazione Originariamente scritto da fabiog Vedi messaggio
    Un paio di sere fa mi son concesso la degustazione di un grande vino : il Vaio Amaron ( Amarone della Valpolicella ) di Serego Alighieri.
    Qualche parola và sicuramente spesa prima di tutto sull'Amarone , per quel che mi riguarda il mio vino preferito. L'Amarone è generalmente prodotto da tre uve : Corvina, Rondinella e Molinarae particolate è la sua tecnica di produzione che deriva dall'appassimento delle uve.
    L'Amarone è infatti definito come un Recioto scapà cioè un vino la cui fermentazione è scappata di mano portando la completa trasformazione degli zuccheri in alcol.
    L'appassimento dura circa 120 giorni, l'acqua sparisce e restano solo gli zuccheri. La fermentazione è anch'essa piuttost lunga 30 / 50 giorni che permettono agli zuccheri di trasformarsi in alcol.
    Venendo al Serego Alighieri è un vino color rosso rubino , si sentono aroma d ciliege, frutti di bosco, vaniglia e col passare del tempo emergono anche sentori di cioccolato. In bocca il vino si sente alcolico, con acidità fresca e i tannini sono morbidi. Piacevolissimo il finale morbido con retrogusto di cioccolato
    L'amarone è un grande classico,ma io lo trovo troppo troppo liquoroso al gusto,non trovi?
    sembra un liquore da dopocena,da bicchierino al caldo davanti al caminetto(per spiegarsi),non pensi?
    non lo penso come vino,e come vino da tavola-insomma penso piuttosto ai Pinot,ai cabernet,o a un robusto primitivo delle puglie piu' selvaggie e di terra arsa.
    Ovviamente,de gustibus.
    V.A.

  • #38
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    ho avuto la fortuna di partecipare ad alcune degustazioni all'ultimo Salone del gusto di Torino che mi hanno segnato moltissimo nelle mie prossime scelte sia come abbinamenti con il cibo sia per godermi un bicchiere solitario in compagnia. Ho capito finalmente cosa cerco in un vino, qual è il piacere ed il gusto che un bicchiere di vino mi può dare dopo che aperta la bottiglia riempie il mio bicchiere e mi tiene compagnia per tutto il tempo di cui c'è bisogno per berlo.
    E tutto questo l'ho scoperto quando hanno parlato dei vini delle isole minori italiane, il Giglio, Capraia, Lipari, Salina, Sant'Erasmo e per la Francia le Isole di Lerins. E poi con i vini greci con i loro vecchi terroir, Cefalonia, Santorini, Naoussa, Creta. Ma i più sorprendenti, quelli che mi hanno fatto capire la profondità delle mie radici vinicole sono state le degustazioni dei vini prodotti in anfora, secondo antiche tradizioni che partono dalla notte dei tempi, là dove nasce il vino, la Georgia, che si è espressa con vini di grande spessore, insieme a chi usa questo metodo in Italia, Austria, Croazia, Francia e Germania. Tanto da farci scegliere una bottiglia di vino bianco georgiano per un piatto particolare, a base di riso di Lucedio, salsa di peperoni greca e bagna cauda. Un vero e proprio tripudio di sapori.

  • #39
    giovaneholden
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    Predefinito Vinitaly 2014

    Reduce da una domenica alla principale kermesse vinicola d'Italia e una delle più importanti del mondo! Una grande emozione,fantastiche degustazioni,tra cui una vera chicca en primeur la prima produzione di qualità dopo anni di abbandono della produzione vinicola dell'Azerbaijian,grazie ad enologi italiani. Inutile dire che ho raccolto idee copiose per i prossimi abbinamenti per il giornalino

  • #40
    Motherator
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    ecco qui la discussione sui vini, noi del forum non ci facciamo mancare niente

    Anche io ho una passione per il vino, ho un compagno sommelier, collezionista e grande esperto di Champagne, sto studiando da sommelier e sono friulana

    Io amo tutti i vini e so apprezzarne le qualità intrinseche, ho un ottimo palato e quindi a volte riesco a riconoscere vitigno e annata, li abbino in modo istintuale e spesso c'azzecco. Non sono un'esperta ma considero il vino e la vite un patrimonio inestimabile della nostra cultura

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  • #41
    The black sheep member
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    Anch'io considero il vino un patrimonio. E ce l' ho pure speso (il patrimonio in vini).

    Non ho il palato di Elisa, raramente azzecco l'anno. Diciamo che azzecco i "non anni". Nel senso che escludo quelli peggiori al primo sorso se il vino mi piace e viceversa.

    Il Sagrantino di Montefalco che ho visto citato qui su. Il vino migliore, tra quelli di qualità media, che abbia mai assaggiato.

    Non impazzisco per lo champagne, ma devo dire che non ne ho mai bevuti di eccellenti.

    Cosa consigli, Elisa, come champagne? Complimenti per gli studi, molto affascinante.

    Info anche sui prezzi per favore....

  • #42
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    A me piace moltissimo il Brut Experience di André Jacquart che dovrebbe costare sui 40 euro, è piacevolissimo anche per chi non ama particolarmente lo champagne e piace anche ai conoscitori, è un blanc de blancs, ossia di uve Chardonnay, di un particolare cru, quello di Vertus.
    Oppure sempre su quel prezzo ho trovato fantastico il Blanc de Noirs di Eric Rodez, quindi Pinot Nero al 100%, del Terroir di Ambonnay.

    Ce ne sono anche altri che non superano i 40 euro ma questi li trovo particolarmente affascinanti.

  • #43
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    Invidio molto i sommelier o chi, comunque, ha palato fine.
    Rispetto a qualche anno fa, in cui ero piuttosto ignorante in materia e bevevo vino in modo inconsapevole, oggi ho almeno affinato il mio gusto ed ho piena coscienza di cosa mi piace di cosa mi lascia indifferente.

    Volevo confrontarmi su una cosa: avrete notato che negli ultimi anni i bianchi sono saliti assai di gradazione.
    Difficile trovare un vino di qualità che stia sotto i 13°, ma a volte si va anche oltre.

    Moda o clima?

    I produttori di vino (mio fratello lo è) affermano che oggi in Italia è impossibile produrre vini di buona qualità (dunque con uve mature al punto giusto che possano restituire al vino gli aromi che gli sono propri) con gradazioni inferiori. Le temperature medie più elevate stanno 'meridionalizzando' la produzione dei bianchi anche qui al nord e se vuoi raccogliere l'uva matura al punto giusta avrà un tasso zuccherino superiore a qualche anno fa).

    Alcuni invece affermano sia una moda.

    E' una cosa che trovo fastidiosa, perchè 2° in più si sentono eccome sia alla boccata sia all'etilometro, dove due calici di vino già ci portano vicino alla zona di pericolo.

  • #44
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    io non sono esperta di vinificazione, né del lavoro svolto nelle vigne né di quello che si fa in cantina, so solo che la responsabilità del grado alcolico è la quantità di zuccheri presente negli acini. Durante la fermentazione dell'uva i lieviti trasformano gli zuccheri in alcol. Per approfondire la questione dell'alcolicità del vino bianco dovrei documentarmi meglio anche perché credo che i fattori siano molteplici, i nostri bianchi friulani ad esempio sono vini strutturati che sanno invecchiare e hanno buone gradazioni alcoliche, vini più "leggeri", di pronta beva, sono meno alcolici ma vanno consumati giovani. Sinceramente trovo una tendenza ad alleggerire l'alcol nei vini, anche bianchi, per venire incontro ad un consumo più immediato. Io amo i bianchi piuttosto strutturati, con buona acidità, dove c'è un lavoro consapevole sia in vigna che in cantina. Certo il sole fa la sua parte nell'aumento della concentrazione zuccherina dell'acino, ma il clima sappiamo che determina molti aspetti dell'agricoltura di cui la vigna è uno dei più sensibili.

  • #45
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    Bella questa discussione!
    Non sono esperta, né sommelier, ma apprezzo il buon vino.

    Vi dò subito il mio contributo regionale, suggerendovi la Passerina Brut, un vino spumante brut marchigiano, di prezzo e gradazione non alti (12,5°) e quindi adattissimo ad accompagnare un pranzo di pesce in spiaggia di questi tempi, io infatti l'ho bevuto proprio sabato al mare e l'ho trovato veramente piacevole.

    Non so se conoscete questo vitigno marchigiano, che io amo molto anche in versione fermo.
    http://www.passerinawine.it/index.html

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