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Mal di pietre

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Discussione: Agus, Milena - Mal di pietre

  1. #1
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    Predefinito Agus, Milena - Mal di pietre

    L'autrice racconta la storia di una nonna (nonna della narratrice), della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori. In quest'ordine, appunto, perchè alla nonna tutto capita un po' in ritardo, quando ormai non ci spera più. Il matrimonio sembrava una possibilità sfumata (per via di una sentimentalità troppo accesa che faceva fuggire i pretendenti), quando a Cagliari, nel '43, arriva un uomo che viene ospitato dalla famiglia e si sdebita sposandone la figlia. Ma non è ancora l'amore, quell'amore vagheggiato e sognato da tutti i personaggi di Milena Agus, con tanto sfortunato ardore. Ed ecco che sembra arrivare inaspettato, durante un viaggio in Continente, durante una cura termale per curare il "mal di pietre", i calcoli renali.


    Mi sono accostata alla lettura di questo libro con una certa curiosità a seguito del successo di pubblico e di critica riscontrato negli ultimi mesi e posso concludere di esserne rimasta soddisfatta. Infatti si trattava proprio del tipo di libro che mi aspettavo, essenziale, immediato ed estremamente evocativo, insomma una perla rara nella sua semplicità. Anche il periodare ricco di coordinate, infatti, è chiaramente destinato ad arricchire l'immediatezza e la forza dell'opera. Alcune frasi, poi, rimangono nel cuore, come ''Non preoccuparti del mondo che ti sta attorno. E' il mondo che si deve preoccupare di te. Il tuo compito è solo quello di esistere'', o ancora ''La nostalgia è una cosa triste, ma anche un pò felice''.
    Insomma, a me è piaciuto, e si legge al massimo in un paio d'ore!
    Ultima modifica di elisa; 04-03-2012 alle 07:35 AM. Motivo: edit caratteri

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  • #2
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    molto carino questo libro..ma non se ne era parlato in altro topic?

  • #3
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    Io non l'ho trovato!

  • #4
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    Citazione Originariamente scritto da Palmaria
    Io non l'ho trovato!
    Nella Piccola Biblioteca una recensione non c'è quindi non c'è nessun problema!

  • #5
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    Probabilmente in parte è dovuto al fatto che è una mia conterranea
    ma sento il modo di scrivere di questa autrice particolarmente vicino. Questo romanzo è brevissimo, si legge in poche ore eppure le sensazioni che ho provato leggendolo mi sono rimaste dentro. Lo stile, come dice Palmaria, è semplice ed essenziale, ma ricco di significati ed estremamente evocativo. La storia contiene la giusta dose di realtà e fantasia, di pessimismo e nel contempo di speranza. Non mancano i colpi di scena e tutto il libro si adatta perfettamente alla frase della stessa Agus "la vita senza magia è solo un grande spavento".

  • #6
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    Letto per l'adozione d'autore e sono felicissima di avere avuto la possibilità di conoscere questa scrittrice ( di cui ho già in programma di leggere altre opere).
    Mi è piaciuto davvero molto lo stile narrativo,una scrittura come detto sopra semplice ma efficace,senza fronzoli ma con la capacità di farti entrare completamente nella storia.
    Impossibile non adorare la nonna,una storia triste ma d'impatto con un finale dolce/amaro.
    Consigliatissimo.

  • #7
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    Predefinito Agus, Milena - Mal di pietre

    TRAMA
    Il secondo romanzo di Milena Agus, definita dai giornali la vera rivelazione dell'anno, racconta la storia di una donna, del suo matrimonio e del suo amore extraconiugale per il Reduce, incontrato in un luogo termale dove entrambi curano il loro "mal di pietre", i calcoli renali, che finiscono per identificarsi col mal d'amore.

    COMMENTO
    Questo libro si è lasciato ascoltare in un paio di viaggi in auto, e non ha lasciato alcuna traccia.
    Forse si tratta di uno di quei romanzi da leggere tutto d'un fiato e del tutto concentrati, ma a distanza di circa una settimana dalla sua fine, mi sembra di non ricordare assolutamente niente di lui.
    Forse ho perso qualche dettaglio fondamentale, non lo so, ma qualcosa, tra me e lui, non ha funzionato.
    Peccato, perché la follia latente, le generazioni, le pagine di quaderno scritte tenendolo in equilibrio sulle ginocchia promettevano molto.

  • #8
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    Predefinito

    È difficile individuare dei motivi oggettivi per cui questo libro mi è piaciuto tanto. Non amo le storie di amore, eppure questa è una storia d’amore ed è così che ho voluto individuarla nella Reading Challenge. Una storia d’amore verso la vita, soprattutto.
    Mi ha affascinato moltissimo la vicenda di questa donna ritenuta “pazza” perchè pretendeva di vivere una passione vera, autentica, trascinante. Indimenticabile l’immagine di lei ragazza che, per aver scritto di nascosto lettere infuocate ai propri pretendenti, li faceva scappare terrorizzati. Come indimenticabile è l’immagine di lei che si arrabbia con Dio, perchè, se non vuole che trovi l’amore, che la lascia vivere a fare? Ecco, questo libro è stato per me un susseguirsi di scene indimenticabili, toccanti, vive.

    E la scrittura è ciò che rende questa materia, a ben vedere così semplice e poco originale, qualcosa di speciale. Basta pensare alla poesia del titolo, che tanto mi incuriosiva prima di sapere a cosa si riferisse... Magari “mal di pietre” per indicare i calcoli renali è solo un’espressione del dialetto sardo e Milena Agus non ha fatto che offrircela... Eppure dentro quel “mal di pietre” vi è tutto il dramma e insieme la forza che sprigionano da questo libro, tanto che, dopo essere tornata dalla cura presso gli stabilimenti termali “nel continente” - dove ha conosciuto “il reduce”, di cui si innamora e da cui viene finalmente amata - la donna sembra guarire non solo dai calcoli, ma anche dall'incapacità di avere figli o piuttosto di “trattenerli” nel grembo fino a darli alla luce. La malattia fisica è quindi strettamente intrecciata al "mal d’amore" e a una sorta di “mal di vita” dai quali però la donna sembra non guarire del tutto, fino alla fine della sua vita.

    A raccontare tutto questo è la nipote della protagonista, l’io narrante. A ben vedere questo libro è anche la storia dell’amore di quest’altra donna per sua nonna, o piuttosto per tutta la sua famiglia. Il senso profondo della famiglia, delle proprie origini, è un elemento imprescindibile del romanzo, il suo filo conduttore.
    Bello, bellissimo nella sua semplicità.

    E la nostalgia è una cosa triste, ma anche un po' felice.

    In una famiglia il disordine deve prendere qualcuno perchè la vita è fatta così, un equilibrio fra i due, altrimenti il mondo si irrigidisce e si ferma. Se la notte noi dormiamo senza incubi (...) è merito di nonna che ha pagato per tutti. In ogni famiglia c’è sempre uno che paga il proprio tributo, perchè l’equilibrio tra ordine e disordine sia rispettato e il mondo non fermi.

    Non bisogna mettere ordine nelle cose ma assecondare il casino universale e suonarci sopra.
    Ultima modifica di ayuthaya; 03-28-2020 alle 10:35 PM.

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