Gli anniversari della bellezza

Zingaro di Macondo

The black sheep member
Ho pensato a questo 3d per dare spazio alle ricorrenze legate al mondo della cultura. Vorrei che la data fosse il pretesto per parlare dell'artista o dell'opera di cui si celebra l'anniversario.

Non limitiamoci, per favore, a fate il necrologio dell'autore di turno, ma parliamo di ciò che ha fatto e di ciò che ha rappresentato per noi.

Valgono gli anniversari di nascita o di morte di un artista, ma anche la data di pubblicazione di un romanzo o una data per qualche motivo storica.

Qualsiasi cosa legata alla bellezza e alla cultura che in quel giorno in cui andiamo a postare si celebra.
 

elisa

Motherator
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Oggi moriva Francisco Goya.

Qualcuno ha qualcosa da dire in merito?

certo...è uno dei pittori che con maggiore forza ha dipinto l'assurdità della pena di morte

francisco_goya_001_fucilazione_del_1808_1814.jpg
 

bouvard

Well-known member
Conoscevo Goya solo per la Maja vestita e la Maja desnuda, questo 3d mi ha spinto a fare delle ricerche. Così ho scoperto un lato di Goya che non conoscevo (beh non ci voleva molto visto quanto poco lo conosco!).

Ha dipinto 14 oli su muro noti come “Pittura Nera”. Sembra che in questi lavori Goya sia riuscito a materializzare i suoi “fantasmi”: scene di stregoneria, esorcismi e volti deformati dall’angoscia. Quando li dipinse era ormai sordo e preferiva dipingere di notte, usando soprattutto i bianchi sporchi, i neri e gli ocra.

Mi dispiace ma non so postare i quadri.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
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27 aprile

Moriva il 26 aprile di 79 anni anni fa, nel 1937, Antonio Gramsci :ad:.

Un importante politico e filosofo (ma non solo) del secolo scorso, che fu anche il principale ideologo e fondatore del Partito Comunista Italiano nel 1921.
Nacque in Sardegna, in provincia di Oristano ed ha combattuto tenacemente per portare avanti le sue teorie rivoluzionarie soprattutto sulle classi sociali e ci credeva talmente tanto che finì addirittura in carcere. Fu condannato a 20 anni, ve ne passò solo una decina per l'aggravarsi dei problemi di salute ma quando finalmente ebbe la libertà definitiva purtroppo morì quasi subito in quel di Roma.
Ricordiamo tutti i suoi Quaderni scritti proprio durante la reclusione, sono un'importante testimonianza delle sue riflessioni su diversi temi culturali come la filosofia, la sociologia, la questione meridionale e la letteratura intesa dal punto di vista popolare.
Un grande personaggio, ma prima di tutto una grande persona che merita massima considerazione e stima ancora oggi.
 

Minerva6

Monkey *MOD*
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30 aprile

Nel 1883 muore Édouard Manet

Per gli amanti della pittura

Nel Giardino d'Inverno di Manet

2co1xef.jpg
 

Minerva6

Monkey *MOD*
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2 maggio

Nel 1519 (497 anni fa, quindi tra 3 siamo al cinquecentenario) moriva quel genio di Leonardo da Vinci

Ricordiamolo con una delle sue tante opere

Dama con l'ermellino

so5000.jpg
 

Minerva6

Monkey *MOD*
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4 maggio

1953 - Hemingway vince il Pulitzer con "Il vecchio e il mare"

Io purtroppo non sono (ancora) riuscita a creare un feeling con Ernest, il libro in questione l'ho letto (e credo sia l'unico suo finora) ma preferisco lasciare la parola o meglio la tastiera :mrgreen: a qualche suo ammiratore in grado di celebrarlo come merita :).
 

gamine2612

Together for ever
1953 - Hemingway vince il Pulitzer con "Il vecchio e il mare"

Io purtroppo non sono (ancora) riuscita a creare un feeling con Ernest, il libro in questione l'ho letto (e credo sia l'unico suo finora) ma preferisco lasciare la parola o meglio la tastiera :mrgreen: a qualche suo ammiratore in grado di celebrarlo come merita :).

:wink: Ricordo di gradite letture di Hemingway di anni orsono, ad esempio " Festa Mobile" .
Il vecchio ed il mare l'ho recuperato molto dopo, giusto per notorietà.
Non sono in grado di celebrarlo a dovere, passo il testimone a chi vorrà.
 

Zingaro di Macondo

The black sheep member
1953 - Hemingway vince il Pulitzer con "Il vecchio e il mare"

Io purtroppo non sono (ancora) riuscita a creare un feeling con Ernest, il libro in questione l'ho letto (e credo sia l'unico suo finora) ma preferisco lasciare la parola o meglio la tastiera :mrgreen: a qualche suo ammiratore in grado di celebrarlo come merita :).

La prosa di Hemingway era tanto semplice quanto articolata e complessa era la sua personalità. Pensateci: scrivere facile di cose difficili, quando tanti fanno il contrario. Altrove parliamo di pilastri della letteratura del XX secolo, per me lui lo fu, inventò uno stile, quello asciutto e lineare chiudendo l’ampollosità (talvolta retorica) di molti grandi del passato.

Come i “maledetti francesi” rovesciarono il tavolo della semantica poetica, così fece Hemingway con la prosa.

Aveva un carattere molto particolare e “il vecchio e il mare” è un romanzo altrettanto particolare, che non mise tutti d’accordo. Ancora oggi divide critica e pubblico. A me personalmente è piaciuto moltissimo, credo di averlo letto due o tre volte.

Narra il viaggio, forse l’ultimo, di un vecchio che insegue il suo personale destino. Con tenerezza e caparbietà.

La storia è quella del vecchio Santiago, vecchio in tutto, vecchio nelle mani, vecchio nei lineamenti, vecchio nella schiena e nella pelle. Consumato dal vento e bruciato dal sole. E stanco, molto stanco. Non pesca più niente da ottantaquattro giorni, e il suo giovane compagno non esce più in mare con lui.

I genitori glielo hanno proibito, perché il vecchio è un fallito, molto meglio dunque andare in mare con i pescatori che pescano per davvero. Quelli che hanno successo.


Ma lui, Manolo, vuole bene al vecchio, perché sebbene le rughe, le mani, i lineamenti, la schiena, la pelle e l’anagrafica dicano il contrario, in realtà il vecchio è giovane. Lo dicono i suoi occhi.


Santiago prende per l’ennesima volta il mare, abbandona il porto, tutto solo sale sulla sua barca e si lascia alle spalle quei pochi posti che ancora lo legano alla terraferma: il bar e la sua piccola stanza.


Alla lenza abboccherà finalmente un grosso pesce, ma il vecchio farà i conti di quanto ricaverà dalla vendita della carne ancor prima che l’animale abbia abbandonato la lotta. Una lotta straordinaria, che durerà giorni e giorni: il vecchio dormirà a tratti attaccato alla lenza, perché di mollare la preda, anche se solo per un attimo non se ne parla nemmeno.


Albe e tramonti si susseguiranno e il vecchio avrà tutto il tempo per chiedere scusa all’amato pesce, così simile a lui. Nuotatore imperterrito, lottatore indomito, benché la vita gli stia sfuggendo di mano.

Una lotta tra due esseri che sanno di aver ancora poco da vivere, ma non per questo rinunciano alla vita. Un libro sulla stoicità, sulla semplicità, sull’amore, sulla morte. Il pesce capisce l’esigenza del vecchio e il vecchio capisce l’esigenza del pesce. Vivere e amare la vita.


Alla fine, stremato, il vecchio riuscirà ad ammazzare il suo amico pesce, il quale trainato dalla barca verrà mangiato, in sequenze ripetute, dai pescecani. Da coloro che si nutrono degli sforzi altrui, da coloro che non hanno rispetto per gli sconfitti, da coloro che deridono i vecchi dagli occhi scintillanti.

Arriverà al porto che del grosso pesce rimarrà solo la lisca e la testa, ma lui, il vecchio, non ha perso. Per il semplice fatto che chi si illude di vincere la partita contro la morte ha già perso in partenza -e lui non si è illuso- e perché chi non si mette mai in gioco, chi non si mette in viaggio per paura, non avrà mai la forza di vivere per davvero.
 

SALLY

New member
La prosa di Hemingway era tanto semplice quanto articolata e complessa era la sua personalità. Pensateci: scrivere facile di cose difficili, quando tanti fanno il contrario. Altrove parliamo di pilastri della letteratura del XX secolo, per me lui lo fu, inventò uno stile, quello asciutto e lineare chiudendo l’ampollosità (talvolta retorica) di molti grandi del passato.

Come i “maledetti francesi” rovesciarono il tavolo della semantica poetica, così fece Hemingway con la prosa.

Aveva un carattere molto particolare e “il vecchio e il mare” è un romanzo altrettanto particolare, che non mise tutti d’accordo. Ancora oggi divide critica e pubblico. A me personalmente è piaciuto moltissimo, credo di averlo letto due o tre volte.

Narra il viaggio, forse l’ultimo, di un vecchio che insegue il suo personale destino. Con tenerezza e caparbietà.

La storia è quella del vecchio Santiago, vecchio in tutto, vecchio nelle mani, vecchio nei lineamenti, vecchio nella schiena e nella pelle. Consumato dal vento e bruciato dal sole. E stanco, molto stanco. Non pesca più niente da ottantaquattro giorni, e il suo giovane compagno non esce più in mare con lui.

I genitori glielo hanno proibito, perché il vecchio è un fallito, molto meglio dunque andare in mare con i pescatori che pescano per davvero. Quelli che hanno successo.


Ma lui, Manolo, vuole bene al vecchio, perché sebbene le rughe, le mani, i lineamenti, la schiena, la pelle e l’anagrafica dicano il contrario, in realtà il vecchio è giovane. Lo dicono i suoi occhi.


Santiago prende per l’ennesima volta il mare, abbandona il porto, tutto solo sale sulla sua barca e si lascia alle spalle quei pochi posti che ancora lo legano alla terraferma: il bar e la sua piccola stanza.


Alla lenza abboccherà finalmente un grosso pesce, ma il vecchio farà i conti di quanto ricaverà dalla vendita della carne ancor prima che l’animale abbia abbandonato la lotta. Una lotta straordinaria, che durerà giorni e giorni: il vecchio dormirà a tratti attaccato alla lenza, perché di mollare la preda, anche se solo per un attimo non se ne parla nemmeno.


Albe e tramonti si susseguiranno e il vecchio avrà tutto il tempo per chiedere scusa all’amato pesce, così simile a lui. Nuotatore imperterrito, lottatore indomito, benché la vita gli stia sfuggendo di mano.

Una lotta tra due esseri che sanno di aver ancora poco da vivere, ma non per questo rinunciano alla vita. Un libro sulla stoicità, sulla semplicità, sull’amore, sulla morte. Il pesce capisce l’esigenza del vecchio e il vecchio capisce l’esigenza del pesce. Vivere e amare la vita.


Alla fine, stremato, il vecchio riuscirà ad ammazzare il suo amico pesce, il quale trainato dalla barca verrà mangiato, in sequenze ripetute, dai pescecani. Da coloro che si nutrono degli sforzi altrui, da coloro che non hanno rispetto per gli sconfitti, da coloro che deridono i vecchi dagli occhi scintillanti.

Arriverà al porto che del grosso pesce rimarrà solo la lisca e la testa, ma lui, il vecchio, non ha perso. Per il semplice fatto che chi si illude di vincere la partita contro la morte ha già perso in partenza -e lui non si è illuso- e perché chi non si mette mai in gioco, chi non si mette in viaggio per paura, non avrà mai la forza di vivere per davvero.

Grandissimo Ziggy!!!!
Recensione che ...meglio non si poteva :ad: , è l'unico romanzo che sono riuscita a leggere di Hemingway, ho provato anche con "Addio alle armi", ma l'ho lasciato alle prime pagine....anzi, no...ho letto i 49 racconti, ma l'unico che mi è rimasto chiaro in mente e che mi ha colpito è "Il vecchio e il mare".
Portato egregiamente sulla scena da Spencer Tracy in non so quale anno.

vecchio_big.jpg
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
5 maggio

Quasi 200 anni fa nasce Karl Marx (1818), pensatore e storico tra i più influenti del Novecento, fu il principale teorico del materialismo storico e del comunismo (fu autore insieme ad Engels del celebre Manifesto), quando ancora gli ideali servivano a qualcosa e la politica era intesa in senso morale e non come oggi solo per fare carriera e soldi.

Nel 1821 invece muore Napoleone Bonaparte, ma lo sappiamo tutti (non tanto l'anno, ma il giorno e il mese, grazie alla famosa poesia del Manzoni, Ei fu, studiata sui banchi di scuola)
 

Vitt96

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6 Maggio

Oggi è l'anniversario di nascita del grande Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, una branca della psicologia che ancora oggi viene praticata, nonostante alcuni ne sostengano l'inutilità. Le sue teorie, classificate come surclassate, sono tutt'oggi al centro di accesi dibattiti. Numerose le scuole di pensiero nate dalle diverse interpretazioni delle sue scoperte scientifiche. Innegabile il suo contributo nel definire l'inconscio, nel dare una definizione scientifica ad alcune malattie psichiche che venivano viste in una luce superstiziosa ed erronea, ad esempio l'isteria. Le teorie di Freud sono state, insieme alle scoperte scientifiche di Einstein, una delle cause che ha portato alla perdita di certezze che caratterizza il Novecento, influenzando anche la letteratura. L'autore che più di tutti si è avvicinato alle vedute di Freud, seppur dissociandosene in parte, è Italo Svevo che con l'opera ritenuta il suo capolavoro, La coscienza di Zeno, mette in scena l'introspezione del personaggio seguendo i canoni della psicoanalisi.

L'opera ritenuta la più importante è L'interpretazione dei sogni che, lungi dall'essere una semplice trattazione sui sogni e sulla loro comprensione, è un vero e proprio manifesto della psicoanalisi, dove Freud spiego il suo pensiero e le sue teorie riguardo all'inconscio: partendo dalla definizione di inconscio stesso, di Io, Es e Super-Io e quindi la "distruzione" del concetto di libero arbitrio; la tanto discussa teoria della sessualità; i vari processi inconsci (la fissazione, la traslazione, la rimozione, ...). Un sunto che pur sembrando di difficile lettura e trattando argomenti che per la maggior parte sono stati smontati dalle più moderne scoperte nel campo delle neuroscienze resta uno dei libri più importanti del novecento, capace di offrire un affresco verosimile del pensiero dell'epoca, trattato da una prospettiva oggettiva.
Ritengo Freud una personalità unica nel suo genere capace di affascinare per la sua fiducia nella scienza e per la sicurezza che aveva in sé e nelle sue opinioni.
 

Zingaro di Macondo

The black sheep member
Oggi è l'anniversario di nascita del grande Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, una branca della psicologia che ancora oggi viene praticata, nonostante alcuni ne sostengano l'inutilità. Le sue teorie, classificate come surclassate, sono tutt'oggi al centro di accesi dibattiti. Numerose le scuole di pensiero nate dalle diverse interpretazioni delle sue scoperte scientifiche. Innegabile il suo contributo nel definire l'inconscio, nel dare una definizione scientifica ad alcune malattie psichiche che venivano viste in una luce superstiziosa ed erronea, ad esempio l'isteria. Le teorie di Freud sono state, insieme alle scoperte scientifiche di Einstein, una delle cause che ha portato alla perdita di certezze che caratterizza il Novecento, influenzando anche la letteratura. L'autore che più di tutti si è avvicinato alle vedute di Freud, seppur dissociandosene in parte, è Italo Svevo che con l'opera ritenuta il suo capolavoro, La coscienza di Zeno, mette in scena l'introspezione del personaggio seguendo i canoni della psicoanalisi.

L'opera ritenuta la più importante è L'interpretazione dei sogni che, lungi dall'essere una semplice trattazione sui sogni e sulla loro comprensione, è un vero e proprio manifesto della psicoanalisi, dove Freud spiego il suo pensiero e le sue teorie riguardo all'inconscio: partendo dalla definizione di inconscio stesso, di Io, Es e Super-Io e quindi la "distruzione" del concetto di libero arbitrio; la tanto discussa teoria della sessualità; i vari processi inconsci (la fissazione, la traslazione, la rimozione, ...). Un sunto che pur sembrando di difficile lettura e trattando argomenti che per la maggior parte sono stati smontati dalle più moderne scoperte nel campo delle neuroscienze resta uno dei libri più importanti del novecento, capace di offrire un affresco verosimile del pensiero dell'epoca, trattato da una prospettiva oggettiva.
Ritengo Freud una personalità unica nel suo genere capace di affascinare per la sua fiducia nella scienza e per la sicurezza che aveva in sé e nelle sue opinioni.

Non è molto bello utilizzare i 3d per farsi i complimenti...ma le eccezioni devono esserci sempre.

Complimentissimi, post veramente bello
 

Vitt96

New member
Non è molto bello utilizzare i 3d per farsi i complimenti...ma le eccezioni devono esserci sempre.

Complimentissimi, post veramente bello

Ti ringrazio :D; Freud è stato uno dei primi che, attraverso i suoi scritti, mi ha iniziato a far dubitare di molti concetti che ritenevo certezze, non potevo non dedicargli qualche riga :mrgreen:
 

bonadext

Ananke
Oggi è l'anniversario di nascita del grande Sigmund Freud, padre della psicoanalisi, una branca della psicologia che ancora oggi viene praticata, nonostante alcuni ne sostengano l'inutilità. Le sue teorie, classificate come surclassate, sono tutt'oggi al centro di accesi dibattiti. Numerose le scuole di pensiero nate dalle diverse interpretazioni delle sue scoperte scientifiche. Innegabile il suo contributo nel definire l'inconscio, nel dare una definizione scientifica ad alcune malattie psichiche che venivano viste in una luce superstiziosa ed erronea, ad esempio l'isteria. Le teorie di Freud sono state, insieme alle scoperte scientifiche di Einstein, una delle cause che ha portato alla perdita di certezze che caratterizza il Novecento, influenzando anche la letteratura. L'autore che più di tutti si è avvicinato alle vedute di Freud, seppur dissociandosene in parte, è Italo Svevo che con l'opera ritenuta il suo capolavoro, La coscienza di Zeno, mette in scena l'introspezione del personaggio seguendo i canoni della psicoanalisi.

L'opera ritenuta la più importante è L'interpretazione dei sogni che, lungi dall'essere una semplice trattazione sui sogni e sulla loro comprensione, è un vero e proprio manifesto della psicoanalisi, dove Freud spiego il suo pensiero e le sue teorie riguardo all'inconscio: partendo dalla definizione di inconscio stesso, di Io, Es e Super-Io e quindi la "distruzione" del concetto di libero arbitrio; la tanto discussa teoria della sessualità; i vari processi inconsci (la fissazione, la traslazione, la rimozione, ...). Un sunto che pur sembrando di difficile lettura e trattando argomenti che per la maggior parte sono stati smontati dalle più moderne scoperte nel campo delle neuroscienze resta uno dei libri più importanti del novecento, capace di offrire un affresco verosimile del pensiero dell'epoca, trattato da una prospettiva oggettiva.
Ritengo Freud una personalità unica nel suo genere capace di affascinare per la sua fiducia nella scienza e per la sicurezza che aveva in sé e nelle sue opinioni.
Lui è stato "il padre" di tutti i grandi del novecento, colui che ha "aperto la via" con le sue teorie sull'inconscio e psicoanalisi, vedi il flusso di coscienza di Joyce :ad:, ma anche tanti altri come hai citato Svevo o Musil, Mann, ecc. :wink:
 
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