Sessantesimo Photoforum - La bellezza nell'attimo

Ondine

Logopedista nei sogni
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African Victorian II (2019) - Foto di Tamary Kudita
 

Shoshin

Well-known member
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“A Moon Dressed Like Saturn”

Lo scatto, davvero particolare, è stato effettuato da Francisco Sojuel lo scorso 24 dicembre, in un punto di osservazione situato nei pressi del vulcano Pacaya.
 

lettore marcovaldo

Well-known member
Il titolo mi fa pensare a qualcosa ispirato allo Steampunk. Anche se l'abbigliamento non è propriamente quello. L'immagine ha qualcosa di "fiabesco". Non comunica però una atmosfera lieta ma come molte fiabe nella loro versione più reale, antica e truculenta ma qualcosa di ombroso. Quasi minaccioso...
 

alessandra

Lunatic Mod
Membro dello Staff
Vista così sembra un po' "artificiale", come una foto fatta in posa. Bellissimo però lo spirito combattivo trasmesso dal look e dall'espressione della ragazza. Ma quelli che ha dietro la nuca sono i capelli? Scusate la domanda cretina 🤣
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Si è una foto in posa ma mi è piaciuto il contrasto (la parola contrasto me la vedo davanti in questo momento, appena usata due volte nell'artisticforum) tra l'abito in stile vittoriano (i capelli dietro la nuca secondo me sono stati aggiunti dalla fotografa proprio per ricordare le pettinature vittoriane, sembrano finti) e l'aspetto guerriero della donna conferito dallo sguardo, dai capelli cortissimi.
La fotografa descrive così questa foto:

Con questa immagine ho voluto ritrarre un ibrido afro-vittoriano: il mio modo di sondare la contestualizzazione stereotipata del corpo femminile nero. Fornisco una versione alternativa della realtà, dove le dualità si fondono per creare un nuovo linguaggio visivo. Prendere un abito vittoriano e fonderlo con i tradizionali utensili da cucina shona era il mio modo di mostrare un'identità multiforme.
 

Spilla

Well-known member
Amo l’Africa, che mai vedrò, proprio perché è questo: povertà e forza, orgoglio e desolazione. Il panorama, mi pare, è quello del Sahel, uno dei luoghi meno ospitali della terra, dove la sopravvivenza è continua lotta contro l’ambiente ostile. Eppure lo sguardo della donna è, al di là del vestito, regale.
 

Ondine

Logopedista nei sogni
Una fanciulla prigioniera di una balena di ferro.
La balena di ferro potrebbe essere la rappresentazione di una realtà che imprigiona, l'opera mi trasmette una sensazione di impossibile comunicabilità della ragazza col mondo esterno, mi ha molto colpito il senso di inquietudine e di impotenza.
 

lettore marcovaldo

Well-known member
Ma il Signore dispose che un grosso pesce inghiottisse Giona; Giona restò nel ventre del pesce tre giorni e tre notti. Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore, suo Dio, e disse:
«Nella mia angoscia ho invocato il Signore
ed egli mi ha risposto;
dal profondo degli inferi ho gridato
e tu hai ascoltato la mia voce.

il cuore del povero Pinocchio[p. cominciò a battere più forte! Raddoppiando di forza e di energia si diè a nuotare verso lo scoglio bianco; ed era già a mezza strada, quand’ecco uscir fuori dall’acqua e venirgli incontro un’orribile testa di mostro marino, con la bocca spalancata come una voragine, e tre filari di zanne, che avrebbero fatto paura anche a vederle dipinte.


L'idea che arrivi qualcosa più grande di noi che ci travolge e ci inghiotte, portandoci in abissi profondi è un tema antico.
Forse un materializzarsi di inquietudini che rappresentano la paura dell'isolamento e dello smarrirsi di fronte alle avversità.
L'immagine di questa foto, una figura solitaria, quasi un'ombra cinese sullo sfondo latteo dell'orizzonte, sembra una perfetta rappresentazione di questo antico mito.
 

Spilla

Well-known member
Ma il Signore dispose che un grosso pesce inghiottisse Giona; Giona restò nel ventre del pesce tre giorni e tre notti. Dal ventre del pesce Giona pregò il Signore, suo Dio, e disse:
«Nella mia angoscia ho invocato il Signore
ed egli mi ha risposto;
dal profondo degli inferi ho gridato
e tu hai ascoltato la mia voce.


il cuore del povero Pinocchio[p. cominciò a battere più forte! Raddoppiando di forza e di energia si diè a nuotare verso lo scoglio bianco; ed era già a mezza strada, quand’ecco uscir fuori dall’acqua e venirgli incontro un’orribile testa di mostro marino, con la bocca spalancata come una voragine, e tre filari di zanne, che avrebbero fatto paura anche a vederle dipinte.

L'idea che arrivi qualcosa più grande di noi che ci travolge e ci inghiotte, portandoci in abissi profondi è un tema antico.
Forse un materializzarsi di inquietudini che rappresentano la paura dell'isolamento e dello smarrirsi di fronte alle avversità.
L'immagine di questa foto, una figura solitaria, quasi un'ombra cinese sullo sfondo latteo dell'orizzonte, sembra una perfetta rappresentazione di questo antico mito.
Che dire di più?
 
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