Céline, Louis-Ferdinand - Viaggio al termine della notte

Masetto

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Un libro molto pessimista, molto arrabbiato, molto urlato e anche molto monotono :) . La parte migliore secondo me è lo “sfogo” finale di Robinson, una lucida ed implacabile analisi dell’egoismo umano.
 

saetia

kollaps!
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penso che la sola biografia di Celine basti a renderlo uno degli spiriti piu' eccentrici ed anti-conformisti del '900 europeo...

era un medico con una straordinaria qualita' narrativa.. già dalla sua tesi di laurea, Il dottor Semmelweis ed Adelphi, si intravede il genio dello scrittore..il suo modo di scrivere contorto.. allucinato.. caratterizzato da quelle frasi interrotte dai puntini di sospensione che diventeranno il marchio di Celine.. la sua scrittura è complessa.. piena di sovrapposizioni temporali tra l'io narrativo, il piano degli eventi e flashback..

Il Viaggio penso sia uno dei libri piu' importanti del '900 europeo.. un viaggio negli abissi della Guerra.. un'avventura che ha marchiato a fuoco il sentire di Celine e che marchera' il resto della sua tormentata vita..

purtoppo su di lui ha sempre pesato la "maledizione" del suo passato.. simpatizzava per il regime collaborazionista di Vichy e non ha mai nascosto il proprio anti-semitismo.. ciò non toglie nulla al suo talento visionario ed allucinato..è bellissima la traduzione di Morte a Credito fatta dal nostro grande poeta Giorgio Caproni...
 

prospero

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cito:

"L’aneddotica vuole che l’editore parigino al quale Destouches-Céline recapitò il voluminoso dattiloscritto di oltre novecento pagine scritte fitte fitte, dovette faticare non poco a risalire all’autore. Destouches se n’era praticamente sbarazzato, in maniera furtiva, proprio come facevano una volta le puerpere disperate che lasciavano il frutto del loro travaglio sulla ruota dell'ospizio (oggi ci sono i cassonetti, la spazzatura è concettualmente diventata una cosa di famiglia, ringraziamo il consumismo). Era la vergogna a spingere queste giovani madri rinnegate, la miseria, o la paura che la famiglia non avrebbe capito. E così fa Céline per tutte queste ragioni e per altre che solo lui conosce. Recapita un involto all’editore di cui dicevamo, è la carta usata dalla sua domestica per avvolgerci le pantofole. Dentro la fatica di cinque anni di scrittura. L’involto è, per così dire, adespota: niente nome del mittente né indirizzo. Però c’era un’etichetta ed è così che sono risaliti all’autore."

se i libri sono uno specchio in cui il lettore si scruta ho paura di ciò che vi ho intravisto. celine è "definitivo" ma maledettamente affascinante
 

asiul

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Un libro molto pessimista, molto arrabbiato, molto urlato e anche molto monotono :) . La parte migliore secondo me è lo “sfogo” finale di Robinson, una lucida ed implacabile analisi dell’egoismo umano.

scherzi?:? Celine non è pessimista, arrabiato, monotono:W (perchè monotono!). E' crudo (sintetizzo molto) come la realtà che descrive.

Io sono acritica, amo alla follia Celine e questo (dopo Morte a credito) è quello che preferisco.Quindi ti prego (fallo per me) la prossima volta potresti scrivere soltanto "non mi piace" :ad:
 

Mizar

Alfaheimr
Anch'io non concordo con Masetto. Quest'opera di Celine non sono è tutt'altro che monotona, ma è altresì un caposaldo della prosa europeo-occidentale.
Ricordo, nel quanto e nel come, laddove si parla di un non ammesso amore per una prostituta; tra le migliori pagine d'amore che abbia mai letto.
Un libro splendido, a mio parere.
 

asiul

New member
"le parole" non sono mai monotone

[..]"Non è semplice restare un'ora senza dirsi niente, faccia a faccia, a guardarsi, specialmente quando è scuro e che si è un po' agitati gli uni con gli altri.
Tuttavia, se fossimo restati così,arrabbiati,ma ciascuno per conto suo, niente sarebbe capitato.E' ancor oggi la mia opinione, quando ci ripenso.
Tutto sommato è per colpa mia che ci siamo rimessi a parlare e la discussione allora è ricominciata sùbito e di quelle belle.Con le parole uno non sta mai abbastanza in guardia, hanno un'aria di niente le parole, non un'aria pericolosa di sicuro, piuttosto dei venticelli, piccoli suoni buccali, né caldi né freddi, e facilmente assorbiti quando arrivano attraverso le orecchie all'enorme noia grigio molle del cervello.Uno non fa attenzione a loro, alle parole, e la disgrazia arriva.
Di parole, ce ne sono che si nascondono in mezzo alle altre, come dei sassi. Non si riconoscono a prima vista e poi eccole lì che però ti fanno tremare tutta la vita che hai, tutta intera, e nel suo debole e nel suo forte..Allora è il panico...Una valanga....Resti lì come un impiccato, sopra le emozioni..E' una tempesta che è arrivata, che è passata, troppo forte per te, così violenta che non l'avresti mai creduta possibile solo con dei sentimenti...Dunque, non si diffida mai abbastnza delle parole, è quel che concludo."[...]

Questo è (il "mio") Celine!
 
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Masetto

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Quindi ti prego (fallo per me) la prossima volta potresti scrivere soltanto "non mi piace" :ad:
Se scrivessimo solo “mi piace” o “non mi piace” a cosa servirebbe un sito come questo? :)

Celine non è pessimista, arrabiato
Questo libro è tutto uno sfogo contro la guerra, la stupidità umana, l’egoismo (il monologo finale di Robinson…), l’avarizia, la civiltà contemporanea… non ti sembra che ciò sia abbastanza per definirlo pessimista ed arrabbiato?
O trovi che qui Celine abbia un concetto positivo dell’essere umano, che guardi al suo futuro con speranza, o che ci additi un insieme di valori su cui fondare un’esistenza più felice? Se sì, indicami queste cose, perché allora proprio non ho capito nulla di quest’opera… :|

perchè monotono!
Proprio perché è pressochè sempre così negativo, implacabile e quasi senza respiro nel mostrare i mali del suo (ma anche nostro) tempo.

Ricordo dove si parla di un non ammesso amore per una prostituta; tra le migliori pagine d'amore che abbia mai letto.
Gusti. Io ho letto pagine d’amore che ho trovato enormemente più belle :)

"Non è semplice restare un'ora senza dirsi niente, faccia a faccia, a guardarsi, specialmente quando è scuro e che si è un po' agitati gli uni con gli altri."
Questa è un’osservazione molto giusta.

"Con le parole uno non sta mai abbastanza in guardia, hanno un'aria di niente le parole, non un'aria pericolosa di sicuro, piuttosto dei venticelli, piccoli suoni buccali, né caldi né freddi, e facilmente assorbiti quando arrivano attraverso le orecchie all'enorme noia grigio molle del cervello.Uno non fa attenzione a loro, alle parole, e la disgrazia arriva.
Di parole, ce ne sono che si nascondono in mezzo alle altre, come dei sassi. Non si riconoscono a prima vista e poi eccole lì che però ti fanno tremare tutta la vita che hai, tutta intera, e nel suo debole e nel suo forte..Allora è il panico...Una valanga....Resti lì come un impiccato, sopra le emozioni..E' una tempesta che è arrivata, che è passata, troppo forte per te, così violenta che non l'avresti mai creduta possibile solo con dei sentimenti...Dunque, non si diffida mai abbastnza delle parole, è quel che concludo."
Le parole possono tagliare come spade insomma. Questa invece, sinceramente, non mi pare una grande scoperta. Confesso che lo sapevo già prima di leggere questo libro :)

Ma, come sempre, de gustibus
 
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asiul

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àmor caecus

Se scrivessimo solo “mi piace” o “non mi piace” a cosa servirebbe un sito come questo?

Puoi scrivere quello che vuoi, non sarò io a dirti di non farlo. La mia era soltanto una..oh!beh! perchè spiegare ciò che è palese.
Davvero non hai capito il senso? :?

Questo libro è tutto uno sfogo contro la guerra, la stupidità umana, l’egoismo (il monologo finale di Robinson…), l’avarizia, la civiltà contemporanea… non ti sembra che ciò sia abbastanza per definirlo pessimista ed arrabbiato?

Semplicemente. No!

O trovi che qui Celine abbia un concetto positivo dell’essere umano, che guardi al suo futuro con speranza, o che ci additi un insieme di valori su cui fondare un’esistenza più felice?

Perchè tu hai un concetto positivo dell'essere umano:?

Se sì, indicami queste cose, perché allora proprio non ho capito nulla di quest’opera… :|

Mi hai proprio tolto le parole di bocca :mrgreen:


Proprio perché è pressochè sempre così negativo, implacabile e quasi senza respiro nel mostrare i mali del suo (ma anche nostro) tempo.

..ma questo non vuol dire essere monotoni :?


Gusti. Io ho letto pagine d’amore che ho trovato enormemente più belle :)

Non so cosa tu abbia letto (non dirmelo,mi fido :mrgreen:), ma io (personcina acritica che ama follemente quel "pazzo" di Celine) la penso come Mizar.

Questa è un’osservazione molto giusta.

Non dirlo a me, non l'ho scritto io. Il genio è Celine :wink:


Le parole possono tagliare come spade insomma. Questa invece, sinceramente, non mi pare una grande scoperta. Confesso che lo sapevo già prima di leggere questo libro :)


Non ne sono sicura :mrgreen:, ma credo che quando l'ha scritto, Celine pensasse più ad un Romanzo che ad un Manuale sul "come viver la vita" :mrgreen:


Ma, come sempre, de gustibus

Non è questione di gusti, ma solo di saper riconoscere un'opera "vera" da una che non lo è.

Questo romanzo è un capolavoro. Può non piacerti e puoi dire certamente (ripeto) che non ti piace.
Ma chi di noi è all'altezza di criticare un genio?

Il "genio" non si discute. Lo si riconosce oppure lo si ignora.

PS psss....Masetto, non è sempre così antipatica :wink:
 
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Masetto

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La mia era soltanto una..oh!beh! perchè spiegare ciò che è palese.
Anche la mia risposta lo era; infatti ho messo la faccina sorridente alla fine :) . Ma ormai troppe volte ho visto, dopo, che non bastava; dovrei metterne di più :mrgreen:

Semplicemente. No!
Va bene, ma dovresti anche spiegare perché no.

Perchè tu hai un concetto positivo dell'essere umano:?
No, non ce l'ho. Anch'io penso, come Celine, che nell'uomo, in generale, c'è più cattiveria che bontà. Non si chiama pessimismo questo?

..ma questo non vuol dire essere monotoni :?
Uno che va avanti 400 pagine a dire peste e corna della gente per me è monotono. Né ho trovato che lo stile cambi molto lungo il libro.

Non ne sono sicura :mrgreen:
Io sì :)

ma credo che quando l'ha scritto, Celine pensasse più ad un Romanzo che ad un Manuale sul "come viver la vita" :mrgreen:
Questo che vuol dire? Se uno, per dire, scrive un romanzo di sole banalità sulla vita, queste non sono più banalità perché si tratta di un romanzo? (Non è il caso di questo libro, eh!)

Non è questione di gusti, ma solo di saper riconoscere un'opera "vera" da una che non lo è.
Questo romanzo è un capolavoro. Può non piacerti e puoi dire certamente (ripeto) che non ti piace.
Ma perché è un capolavoro secondo te?
Ad ogni modo, io non ho detto che il libro non mi sia piaciuto. Per me non è un capolavoro, perché non trovo eccezionali né le idee né lo stile, ma non è brutto.

Ma chi di noi è all'altezza di criticare un genio?
Il "genio" non si discute. Lo si riconosce oppure lo si ignora.
Qui è dove sono meno d'accordo. Il genio è un essere umano suscettibile di critica come tutti gli altri. Poi magari si può sbagliare, si possono prendere granchi colossali, ma è sempre meglio criticare e magari sbagliare piuttosto che dire “è un genio, non si discute”.
Ma se per te Celine è un genio a prescindere, e questo chiude la questione, qualunque cosa altri possano dirne, va bene: non parliamone più, chiudiamo il discorso :)

Masetto, non è sempre così antipatica :wink:
Ma chi? :?
 
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asiul

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Anche la mia lo era; infatti ho messo la faccina sorridente alla fine . Ma ormai troppe volte ho poi visto che non bastava; dovrei metterne di più

Ok, pace fatta !:mrgreen:


Va bene, ma dovresti anche spiegare perché no.[...] No, non ce l'ho. Anch'io penso, come Celine, che nell'uomo, in generale, c'è più cattiveria che bontà. Non si chiama pessimismo questo?

..sintetizzando molto, ti dico che descrivere la guerra, scrivere delle stupidità dell'uomo, dell'egoismo e di tutto il resto, non vuol dire (per me) essere pessimisti, ma reali.

Se ti dicessi che l'uomo è un animale crudele, l'unico capace di uccidere un suo simile sarei una pessimista? E' semplicemente così.

Celine, in questo libro, descrive la realtà per quella che è. Non è possibile scrivere di questo senza usare una visione cruda e (se vuoi) crudele. Cosa avrebbe dovuto fare, concludere il suo romanzo con un messaggio di speranza? Oh My God! (questo è per gli amanti degli anglicismi :mrgreen:) Non è possibile!

Uno che va avanti 400 pagine a dire peste e corna della gente per me è monotono. Né ho trovato che lo stile cambi molto lungo il libro.

Come 400? Il mio libro ne ha 480!:?
Sei sicuro di aver letto Celine?:mrgreen:

Eh sì! Abbiamo proprio due opinioni discordanti. :wink:

Questo che vuol dire Se uno, per dire, scrive un romanzo di sole banalità sulla vita, quelle non sono più banalità perché si tratta di un romanzo? (Non è il caso di questo libro, eh!)

Allora perchè mi fai questo esempio se non è il caso di questo libro? :?

Il mio discorso era altro. Quando si legge un capolavoro come questo, lo si legge, punto. Si gode del capolavoro, non lo puoi analizzare in questo modo.La lettura non deve insegnarti nulla. Devi fruire del piacere di una buona lettura quando la incontri. Nella lettura (qui) di un ("vero") romanzo, l'unico approccio possibile è quello del depensamento .

Non io, ma un genio ( e qui Mizar direbbe che sono la solita feticista :mrgreen:) scrisse "La lettura come oblio. La lettura paradossalmente come non ricordo."

Quindi non domandarti se sia pessimista o altro. Lascia spazio al piacere di leggere senza pensare.


Ma perché è un capolavoro secondo te?
Ad ogni modo, io non ho detto che il libro non mi sia piaciuto. Per me non è un capolavoro, perché non trovo eccezionali né le idee né lo stile, ma non è un brutto libro.

Mi son posta la tua stessa domanda, perchè (Masetto) pensi che non sia un capolavoro? Mi hai risposto.:wink:

Per me è proprio quello stile a fare di quest'Opera un capolavoro, ma rilevo che noi due abbiamo una concezione diversa del "capolavoro".



Qui è dove sono meno d'accordo in assoluto. Il genio è un essere umano suscettibile di critica come tutti gli altri. Poi magari si può sbagliare, si possono prendere granchi colossali, ma è sempre meglio criticare e magari sbagliare piuttosto che dire “è un genio, non si discute”.
Ma se per te Celine è un genio a prescindere, e questo chiude la questione, qualunque cosa altri possano dirne, va bene: non parliamone più, chiudiamo il discorso :)

Il genio non è suscettibile di critica! E' proprio questo il problema. La critica dovrebbe limitarsi a riconoscere il genio.

"Per capire un poeta, un artista [...] ci vuole un altro poeta e ci vuole un altro artista [...] La critica vive dalle 22 alle 24, cioè due ore la sera. Non puoi due ore la sera capire quello che invece io continuo a vivere ora per ora [...] "C.B. ( si lo so sono irrecuperabile :mrgreen:)

Hai ragione Masetto, per me Celine è un genio. Lo ammetto quando amo, mi perdo ed è (forse) l'unico momento in cui non riesco ad ascoltare l'opinione altrui. Ma ciò che chiude la questione, è che (Celine/genio) non lo è per te :mrgreen:
 

Dory

Reef Member
Molti anni fa mi è capitato di leggere qualche pagina ma non mi aveva entusiasmato. Poi l'anno scorso ho visto un documentario molto simpatico su un famoso sceneggiatore italiano, Luciano Vincenzoni, che raccontava che ha scoperto la sua passione per la scrittura dopo aver letto questo libro, così mi sono incuriosita e ho pensato di riprovare a leggerlo.
L'unico problema è che lui suggeriva di leggerlo in un avecchissima edizione che non si trova più perché è tradotta in modo più fedele all'originale, la traduzione della versione che si trova attualmente in commercio lui la giudicava terribile, non ricordo le parole precise, quando le ritrovo semmai le riporto.

Ho visto che parlavate di stile: allora se questa traduzione snatura lo stile di Celine, dello stile di chi si sta parlando?
Ad ogni modo non ho idea se Vincenzoni abbia ragione o meno sulla bontà di questa traduzione, bigognerebbe leggere davvero il libro in lingua originale per capirlo.

Magari se un giorno riesco ad imprare il francese lo faccio. :mrgreen:
Questa questione dell'importanza e difficoltà della traduzione mi ha sempre affascinato. Uno dei miei tanti sogni impossibili sarebbe proprio di conoscere tutte le lingue per poter leggere tutti i libri nella versione originale. :W

PS. La traduzione che Vincenzoni giudica ottima è di Gian Dauli e Luigi Alessio (anche noto come Alex Alexis), pare che siano due personaggi molto sui generis.

PPS. Facendo una ricerca in rete mi sono imbattuta in un articolo del 1969 di un certo Michael David– italianista, Emerito dell’Università di Grenoble – che dice che la traduzione di Alexis non era buona... beh, va a capire qual è la verità...:boh:... però a quanto ho capito la traduzione di Celine deve essere davvero molto complicata.
 
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asiul

New member
Molti anni fa mi è capitato di leggere qualche pagina ma non mi aveva entusiasmato. Poi l'anno scorso ho visto un documentario molto simpatico su un famoso sceneggiatore italiano, Luciano Vincenzoni, che raccontava che ha scoperto la sua passione per la scrittura dopo aver letto questo libro, così mi sono incuriosita e ho pensato di riprovare a leggerlo.
L'unico problema è che lui suggeriva di leggerlo in un avecchissima edizione che non si trova più perché è tradotta in modo più fedele all'originale, la traduzione della versione che si trova attualmente in commercio lui la giudicava terribile, non ricordo le parole precise, quando le ritrovo semmai le riporto.

Ho visto che parlavate di stile: allora se questa traduzione snatura lo stile di Celine, dello stile di chi si sta parlando?
Ad ogni modo non ho idea se Vincenzoni abbia ragione o meno sulla bontà di questa traduzione, bigognerebbe leggere davvero il libro in lingua originale per capirlo.

Magari se un giorno riesco ad imprare il francese lo faccio. :mrgreen:
Questa questione dell'importanza e difficoltà della traduzione mi ha sempre affascinato. Uno dei miei tanti sogni impossibili sarebbe proprio di conoscere tutte le lingue per poter leggere tutti i libri nella versione originale. :W

PS. La traduzione che Vincenzoni giudica ottima è di Gian Dauli e Luigi Alessio (anche noto come Alex Alexis), pare che siano due personaggi molto sui generis.

PPS. Facendo una ricerca in rete mi sono imbattuta in un articolo del 1969 di un certo Michael David– italianista, Emerito dell’Università di Grenoble – che dice che la traduzione di Alexis non era buona... beh, va a capire qual è la verità...:boh:... però a quanto ho capito la traduzione di Celine deve essere davvero molto complicata.

Per conoscere lo stile di Celine dovresti effettivamente leggerlo in francese (decisamente superiore). Io ho anche il testo tradotto da Ernesto Ferrero e sebbene abbia fatto un buon lavoro a volte ci sono delle parole nelle quali non riconosco Celine. Nell'insieme è un'ottima traduzione. Si riesce comunque ad apprezzare questo scrittore ed il suo stile.

Semmai tu decidessi di leggere altro di Celine ti consiglio di acquistare Morte a credito, ma cerca la versione tradotta da Giorgio Caproni (non farti ingannare dal cognome :mrgreen:) .
 

sergio Rufo

New member
Uno dei piu' grandi libri del 900, Viaggio al termine della notte.
Mi sembra strano definirlo monotono: mi sembra vero il contrario.
E' un capolavoro.
Leggere Celine aveva senso cinquanta anni fa, e avra' senso farlo tra cinquanta: gli uomini sono quello che sono e tali rimarranno.
 

wiktor

New member
certo un libro o un autore puo piacere o no,ma dire monotono di celine è veramente dura :).per carita non è che si pesano ltutte la parole quando ci si parla in via familiare,come tra di noi,e quindi vabbe:)
pero proprio un commento negativo ha sollevato di qualche decibel la nosta civilissima conversazione e quindi ben venga.
io i libri di celine li ho letti quasi tutti,alcuni ,soprattutto quelli brevi,li ho appresi poco ma altri mi hanno lasciato un marchio.vorrei rileggerli presto
 

Mizar

Alfaheimr
certo un libro o un autore puo piacere o no,ma dire monotono di celine è veramente dura :).per carita non è che si pesano ltutte la parole quando ci si parla in via familiare,come tra di noi,e quindi vabbe:)
E non solo dura...:mrgreen:
Diciamo anche che su questa linea, su questo modo argomentativo, potremmo piamente e pianamente dedurre una placida monotonia di autori quali Kafka, James, Quevedo... Magari potremmo dedurre anche la circostanza che non abbiano mai scritto caplavori...

Voglio solo ricordare che Celine è considerato, anche dalla più avversa critica, uno dei maggiori innovatori della prosa novecentesca; tra i più grandi narratori di storie della modernità.

Che poi egli non incontri i nostri gusti in termini di, dirò così, preferenze timbriche, è altro*.











*Bhé, c'è da dire che io stesso non sono uno strenuo sostenitore del timbro Celiniano; né lo nascondo. Nulla tuttavia mi distoglierebbe dal riconoscere la sua grandezza stilistica
.
 
Pe-sa-nte. :W :W :W
Credo che ha callato troppo la mano....
Non sono riuscita a finirlo... e quanto a parola capolavoro, credo che sia un po' esagerata, malgrado la firma la 'più avversa critica'....:wink:
 

lillo

Remember
Celine un medico scrittore

Tra i migliori libri di narrativa (se non il migliore) letto negli ultimi 30 anni. Celine, anche nella sua scrittura, mostra la sua professione. Infatti, secondo me, come un chirurgo, entra direttamente, non nel corpo, ma nell'animo dell'uomo, evitando gli aspetti esteriori e fuorvianti, ma tagliando profondamente per arrivare là dove c'è il male da scoprire e da estirpare. Come un anatomo patologo viviseziona i sentimenti, la paure e le emozioni dell'animo umano per mostrare la vera natura di questi. Insomma gran bel libro, anche per il suo uso che fa del linguaggio comune.
 

sergio Rufo

New member
Il viaggio al termine della notte e' il viaggio nell'universo uomo, al suo termine.
Solo un Celine con il suo spirito onesto poteva scrivere una cosa cosi'.
Non per orecchie delicate, pero'.
Ma cosa c'e' di delicato nell'uomo? Dove c'e' troppa delicatezza, la' si nasconde una storpiatura sovrasensibile.
Forse una malattia?:?
 

asiul

New member
Il viaggio al termine della notte e' il viaggio nell'universo uomo, al suo termine.
Solo un Celine con il suo spirito onesto poteva scrivere una cosa cosi'.
Non per orecchie delicate, pero'.
Ma cosa c'e' di delicato nell'uomo? Dove c'e' troppa delicatezza, la' si nasconde una storpiatura sovrasensibile.
Forse una malattia?:?

..e perchè mai?! Al contrario, lo suggerirei proprio a quelle orecchie così delicate.
Almeno quando avanzeranno una critica al "suo" genio, sapranno di cosa parlano...spero :??
 
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