Austen, Jane - Mansfield Park

ayla

+Dreamer+ Member
Fanny Price viene accolta e educata in casa di ricchi parenti, la famiglia Bertram. La ragazza cresce nella tenuta di Mansfield Park, trattata con supponenza da tutti, eccetto che dal cugino Edmund, che ne apprezza le doti e la spinge a coltivare la scrittura, la sua grande passione. L'arrivo dei fratelli Crawford, Henry e Mary, due sofisticati londinesi, rompe la monotonia della sonnolenta vita dei Bertram, tanto che in pochi giorni Edmund si innamora della forestiera, mentre il fratello di quest'ultima, dopo aver fatto il don giovanni con le sorelle Bertram, s'infatua di Fanny Price. La ragazza, che nel segreto del suo cuore è, invece, innamorata del cugino Edmund, a cui non può aspirare a causa dei suoi umili natali, rifiuta l'offerta di matrimonio, sicura che l'interesse del giovane non sia sincero e i fatti le daranno ragione.

Anche Fanny è molto diversa da Elizabeth di cui nn ha l'umorismo anzi è il personaggio più passivo dei romanzi della Austen. E' molto timida e riservata però è un'eroina perchè non ha qualità mondane.Mi è piaciuto molto perchè è scorrevole e romantico...infatti Fanny mi ricorda un pò Cenerontola!!
 
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Dorylis

Fantastic Member
Mi stai fregando tutte le recensioni di Jane Austen! Scherzo.. Cmq anche a me Mansfield Park è piaciuto molto perchè dimostra come con l'umiltà e la gentilezza si possa ottenere quello che si vuole.. 9/10 :lol:
 
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Spilla

Active member
Finito di leggere qualche giorno fa, questo libro ha suscitato in me emozioni contraddittorie. Da un lato ho faticato ad apprezzarne la lentezza, la sostanziale immobilità dell'azione che per pagine e pagine non propone nulla di particolarmente nuovo se non il lungo, minuzioso resoconto dei pensieri e dei monologhi dei protagonisti, immersi nella pressoché immutabile atmosfera della tenuta di Mansfield, dominata dall'austera e inflessibile personalità di Sir Thomas. Dall'altro ho goduto di un notevole "effetto immersione" nella mentalità, nei costumi e nella morale (o, per meglio dire, nelle morali - al plurale) dell'epoca. Se mi hanno indispettito la passività e l'eccessiva docilità della protagonista Fanny, non ho potuto non apprezzare le qualità che la rendono un effettivo punto di forza per una famiglia che, alla prova dei fatti, dimostra di possedere minor coerenza e coesione di quanto gli atteggiamenti esteriori facessero presumere.

L'Autrice è megistrale nel delineare caratteri e atteggiamenti, soprattutto nel mostrare gli aspetti psicologici dei personaggi che, con notevole medernità, fluttuano con disinvolura tra essere e apparire,tra scelte di convenienza e coerenza di princìpi.
Risultano però troppo rigide e prive di dubbi le figure di Edmund e Fanny. Mentre Sir Thomas sembra l'unico a trarre veri insegnamenti dallo (sfiorato) sfacelo finale della famiglia.
Troppo veloce e facile il finale, in cui si annuncia il matrimonio di rito tra Fanny e il suo amato senza che di fatto questo evento sia stato minimamente costruito. Insomma, il finale doveva essere questo a tutti i costi, ma la verosimiglianza della narrazione ne perde un po'.

In definitiva, trovo che la Austen qui abbia costruito un'opera riuscita a metà, in cui si avverte più la necessità di avvalorare delle tesi (la dolcezza e la coerenza, il rispetto e la gratitudine finiscono per prevalere sul calcolo, la mondanità, la frivolezza e la mancanza di saldi valori di riferimento) che quella di costruire un solido impianto narrativo.

Sono stata confusa abbastanza :D?

Voto 3/5
 

~ Briseide

Victorian Lady
Conservavo questo libro da circa due anni, aspettando il momento giusto per gustarlo a pieno, essendo l'ultimo romanzo completo della Austen che mi restava da leggere, convinta che, come al solito, si sarebbe meritato un bel giudizio pieno. Ma pur dovendo riconoscere la cura, il dettaglio e la classe che contraddistinguono lo stile dell'autrice che tanto adoro, bisogna pur denotare una notevole differenza dal punto di vista dei contenuti narrativi del libro.
La protagonista, Fanny Price, è una ragazza remissiva, docile, sottomessa, che più che introversa oserei definire muta: molti dei suoi dialoghi non sono neppure scritti, ma abbozzati da frasi brevi lasciate tra una battuta e l'altra di uno degli altri personaggi. Ma soprattutto, aldilà di questo suo così poco spesso carattere, ella è troppo, troppo buona! Per completare il quadro il protagonista maschile è assolutamente il meno attraente, sotto ogni punto di vista, che la Austen abbia ideato. Pessimo, oggettivamente privo di grande acume, anch'egli portatore di una immane bontà d'animo che, se in Fanny produce il tutto sommato accettabile risultato di renderla noiosa, in Edmund finisce col renderlo odioso, perchè accompagnata da una decisamente meno acuta sensibilità. La bontà dei due viene accentuata ancor di più da un'eccessivo grado di prove di resistenza fisica e mentale cui, soprattutto la protagonista, viene continuamente sottoposta da personaggi grotteschi ed aspri.
Il romanzo più freddo, lucido e realistico della Austen; certamente il meno brioso e brillante.
Mi riesce difficile comunque scendere al di sotto del 4/5, perchè Jane resta per me pur sempre un modello di perfezione narrativa che, pur nella sua non migliore forma, non riesco a non ammirare. :)
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Anche per me questo è stato l'ultimo romanzo che avevo da leggere della Austen.
Non ne sono rimasta delusa,forse perchè ho avuto la possibilità di condividerne la lettura attraverso un minigruppo che ha reso tutto più interessante.
Certo,la protagonista è alquanto passiva,tranne nella parte finale,in cui esprime maggiormente il suo pensiero,ma non per questo non sono riuscita ad amarla lo stesso.
Purtroppo,essendo povera,la sua vita è stata completamente condizionata dall'adozione da parte degli zii ricchi,e di conseguenza anche il suo carattere.

Per sintetizzare il mio commento su Fanny userò le parole di Ornella De Zordo che ha scritto l'introduzione alla mia edizione :
<< Per lei,la protagonista che pure ottiene in fondo quello che aveva desiderato,abbiamo dei dubbi che si possa parlare di felicità,così definitivamente bloccata nella parte che fin da piccola le si era chiesto di recitare nel mondo,e basterebbe un brano come il seguente,esplosivo nella sua apparente innocuità,per rivelare le intenzioni dell'autrice che perfidamente enumera le motivazioni che rendono Fanny degna dell'attenzione di Edmund:
Cosa poteva essere più naturale di un simile cambiamento?Aveva continuato ad amarla,guidarla e proteggerla come aveva sempre fatto da quando lei era una bimba di dieci anni,l'animo di lei si era in gran parte formato grazie alle sue cure,il conforto di lei dipendeva dalla sua bontà;ella era per lui oggetto di un interesse viglile e peculiare,e gli era resa ancora più cara da tutta l'importanza che lui,più di chiunque altro a Manfield,aveva ai suoi occhi...che cosa mancava ormai,se non che lui imparasse a preferire dolci occhi chiari a degli sfavillanti occhi scuri?
Parole che lasciano liberamente trapelare l'amarezza (c'è chi ha parlato di rabbia trattenuta) dell'autrice che in questo romanzo ha rappresentato il ferreo potere delle convenzioni sociali e ha dimostrato come l'unico mezzo per una donna non ricca di ottenere nel mondo affetto,riconoscimento e vantaggi economivi,debba inevitabilmente passare attraverso l'umiltà e la sottomissione >>

Per tutto il resto vi invito a leggere il minigruppo,ma solo dopo aver finito il romanzo,altrimenti potreste scoprire qualcosa in anticipo :wink: :
http://www.forumlibri.com/forum/showthread.php/11378-13°-Minigruppo-Mansfield-Park-di-Jane-Austen
 

DoppiaB

W I LIBRI !
Anche per me è stata una lettura piacevole!
Un altro capolavoro della Austen.
Un po' diverso dagli altri due romanzi che ho letto finora (Orgoglio e Pregiudizio e Persuasione) per quanto riguarda il carattere e l'estrazione sociale della protagonista, ma ugualmente bello.
Ciò che più mi affascina della Austen è il suo modo estremamente moderno di scrivere e descrivere la società.

Anch'io, come Minerva6, vi rimando al mini-gruppo se volete saperne di più!:wink:
 

Spilla

Active member
Mi avete fatto venir voglia di leggere anche gli altri romanzi (io ho al mio attivo solo "Orgoglio e pregiudizio"):YY

Bellissime recensioni:D
 

ila78

Well-known member
io lo sto leggendo adesso

Infatti ho evitato di leggere tutta la trama....se no che gusto c'è????? Devo dire che rispetto a "Orgoglio e pregiudizio" o "ragione e sentimento" finora mi ha preso molto di meno, non mi sembra neanche Jane Austen....e Fanny è veramente "molle" ....mah vediamo come procede....magari quando l'ho finito torno a darvi un parere più completo
 

cheope

New member
Bellissimo !!!

é il più bel romanzo, ovviamente dopo "Orgoglio e Pregiudizio" , scritto dalla Austen secondo me. Ho letto tutti i suoi libri e sono dei veri capolavori, tuttavia "Mansfield Park" e "Orgoglio e Pregiudizio" sono quelli a cui mi sono più affezionata :mrgreen:
 

Alixfelix

New member
Dopo aver letto anche Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e Sentimento ho cambiato un pò opinione su questo libro, che, in prima lettura, mi era piaciuto...

La Austen sa "fare di meglio"...non c'è un personaggio veramente memorabile, l'unica è l'odiosa Mrs. Norris, sorta di Donna Prassede in salsa british...anche la pigra Lady Bertram fa sorridere...ma gli altri sembrano un pò clichè...il fratello scapestrato, il fratello buono, le sorelle viziate, l'amica falsa, il seduttore pentito...bò.

Per non parlare della protagonista che è una delle più insopportabili lagne che abbia mai incontrato in letteratura...impossibile affezionarsi a lei!

Che cosa la Austen volesse fare con questo libro non mi è chiaro...quale fosse il suo messaggio...che la bontà viene sempre premiata? Mi riesce difficile immaginare una Austen così pedagogica...alla "Piccole Donne"...

Per me è meno riuscito di altri suoi libri. Ne consiglio tuttavia la lettura: è sempre splendido calarsi in quell'epoca, le parti sul teatro sono interessantissime e così pure le descrizioni della famiglia di Fanny, povera ai limiti del proletario.
 
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SALLY

New member
Finalmente riesco a postare il mio commento a questo romanzo,letto per la S.L :mrgreen:
Avrebbe potuto benissimo titolarsi "Ritratto di famiglia in un interno",i personaggi ci sono tutti...la madre amorfa,il padre autoritario,il bravo figlio e quello vivace,le figlie viziate e la adottiva "nipote" rispettosa e doverosa, la zia inqualificabile e bisbetica e gli amici che vengono dalla città e portano modi di vivere e di pensare diversi.Fanny Price,l'eroina della storia è un personaggio eccessivamente passivo, tutto le succede intorno senza la minima interferenza da parte sua,fa persino rabbia..:mrgreen: è vero che la sua storia d'amore è finita bene ma è stato solo un ripiego da parte del figlio "bravo",succube anche lui, delle leggi dell'aristocrazia di campagna dell'epoca,ben diversa dalla borghesia londinese di cui fanno parte i due fratelli che hanno portato scompiglio nella vita di Mansfield Park.
Allontanati i "peccatori", Mansfield Park ritorna alla staticità che ha sempre avuto,con un piccolo cambiamento,che lascia intravvedere,forse,delle novità future...la piccola sorella di Fanny,che prende il suo posto,ma più sicura e allegra.
Indubbiamente un romanzo "diverso" della Austen,ma si legge bene e la vita dell'epoca,come sempre, è descritta magistralmente.4/5
 

Evy

Member SuperNova
una lettura che mi è risultata lenta.
Alla fine pensavo che Fanny si sposasse con il maggiore dei Bertram, visto che una mia amica mi aveva detto di un finale a sorpresa :?
 

Ithildin

New member
Uno dei miei preferiti, concordo con molti pareri un ritratto ben riuscito da questo punto di vista un vero e proprio capolavoro.
 

Nefertari

Active member
Questo libro mi ha un pò spiazzata all'inizio, sembrava non decollare. Poi però mi ha stregata, non vedevo l'ora di arrivare alla fine per leggere cosa sarebbe accaduta a Fanny. E' il terzo libro di Jane Austen che leggo e la trovo un'autrice grandiosa, adoro le sue descrizioni della quotidianità dell'epoca.
 

estersable88

dreamer member
Quando si apre un romanzo di Jane Austen si sa bene cosa aspettarsi: ci si tuffa nell’ambientazione di campagna e case gentilizie dell’Inghilterra del primo Ottocento, intrisa di moralità, regole di condotta e convenzioni sociali radicatissime. Questo romanzo non fa eccezione e, a parer mio, esprime più di altri la critica di Jane Austen verso i costumi della società del suo tempo, contrapponendo ideali di svagatezza, egoismo e faciloneria a principi morali basati sul rispetto, la lealtà e la bontà d’animo.
Protagonista indiscussa di quest’opera è la giovane Fanny Price: per un atto di gentilezza verso i suola madre della ragazza, ridotta in povertà, le sue sorelle che hanno ottenuto matrimoni migliori, decidono di ospitare presso la casa di Mansfield la piccola Fanny che, all’età di nove anni e mezzo, si ritrova catapultata dalla sua modesta casa ad una nobile dimora di campagna in cui l’eleganza, gli ossequi e le buone maniere la fanno da padrone. Di indole timida, gentile, modesta ed altruista, la ragazza non riuscirà mai a liberarsi dal senso di inferiorità e profonda gratitudine che la lega alla famiglia ospitante. Così, quando riceve un’inaspettata e, per la verità, insperata proposta di matrimonio da parte di un giovane gentiluomo non può fare a meno che rifiutarla, spinta dall’incredulità, dalla vergogna e dal sospetto di essere ingannata, oltre che dai suoi fermissimi principi morali. Questo, però, scatena reazioni contrastanti in famiglia provocando nella ragazza ulteriori turbamenti: non può rivelare la ragione del suo rifiuto perché essa metterebbe in cattiva luce altre persone, ma, motivo ancor più importante, non può ammettere neanche a se stessa che il suo cuore è già impegnato. Ma, come nei migliori romanzi, dopo tante peripezie l’amore vince sempre ed anche per Fanny arriverà la tanto ambita serenità.
Questo libro mi è piaciuto. Confesso che la cosa non è scontata quando si tratta dei romanzi di Jane Austen: non ho amato “Emma”, mentre ho molto apprezzato “persuasione”, quindi nel cominciare questa lettura non sapevo cos’aspettarmi. Tuttavia sono bastate poche pagine per entrare nella vicenda di Fanny, della famiglia Bertram e dei Crawford ed appassionarsi alle vicissitudini di tutti i personaggi.
In modo particolare, poi, non si può non adorare la giovane, dolcissima Fanny! Una ragazza amabile per la quale non si può non parteggiare sin da subito. Le ingiustizie, le umiliazioni, l’abnegazione, le accuse ed i rimproveri ingiustificati la rendono il personaggio più amabile del libro. Una menzione particolare va poi fatta per Edmund, il giovane cugino che diventerà un ecclesiastico, ed a MR Thomas, il gentiluomo capofamiglia che, dopo una vita passata ostentando durezza ed autorità, si accorge di quanti errori ha compiuto nell’educazione delle figlie e di quanto male il suo comportamento repressivo ha provocato loro.
Davvero un bel classico, dunque, la cui trama è appassionante, sebbene lo stile sia spesso prolisso e ridondante, soprattutto per via delle lunghe conversazioni tra i protagonisti, riportate fedelmente, che servono all’autrice proprio ad esprimere adeguatamente quella critica all’educazione, alle convenzioni, alla morale della società inglese cui si accennava.
Ad ogni modo, “Mansfield park” si può considerare una piacevole lettura invernale, utile per rilassarsi e riflettere.
 

velvet

Active member
Ancora un bel romanzo della Austen che ci fa immergere nell'atmosfera della gentil società inglese di campagna. Ho apprezzato molto il tratteggiare stavolta un'intera famiglia con al suo interno tutti i tipi di personaggi che caratterizzavano quella società. Poco apprezzabili invece i due protagonisti troppo buoni ma sempre pronti a porsi su un piano di superiorità rispetto agli altri. E poi il finale non è degno della storia, messo là solo per concludere con il lieto fine, ma poco amalgamato alla storia e per quanto lieto in realtà è piuttosto amaro.
 
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