Bulgakov, Michail - Il maestro e Margherita

Grantenca

Well-known member
Certamente un capolavoro, non si discute, anche se la "surrealtà" non è fra i miei temi preferiti. A distanza di qualche anno dalla lettura quello che più mi è rimasto nella memoria sono i capitoli su Pilato, veramente, a mio avviso, mirabili.
 

Guerra

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Contiene riferimenti al libro

L'ho letto incuriosito dall'aura che il libro si porta con sè, spesso citato e spesso nominato. Non amo particolarmente gli scrittori russi, perciò tendo a raffreddare dentro di me tutti quei commenti di chi, amandoli invece, li dipingono come autori superiori. Gusti personali; io esagerando li definisco prolissi. E' solo però la mia modesta opinione.
Non mi ha catturato particolarmente questo libro. Alcune sue parti sono davvero belle; come già detto la caratterizzazione di alcuni personaggi è davvero ben fatta e riuscita. Rimane però la difficoltà nel ricordare nomi che non mi appartengono come occidentale; questo però non può essere "rinfacciato" all'autore.
Non tutti i racconti del libro sono sempre ben legati tra loro; anche se alla fine cerca di riunirli in un finale.
Il racconto di Pilato e Gesù è da apprezzare per la sua personale visione dell'accaduto, anche se personalmente non mi ci ritrovo.
Bene e Male si mescolano forse nel tentativo di descrivere una realtà che non può essere così nettamente divisa, ma che ha in sè necessariamente l'uno e l'altro.
Così Pilato si avvia verso la pace, discutendo per l'eternità con Matteo che lo rassicura.
"non ha meritato la luce, ha meritato la pace"
Già, perchè non entrambe?
 
A

Adelina

Guest
In alcune parti molto bello, in altre ho trovato la lettura un po' pesante. Tutto sommato un bel 4/5.
 

LadyT

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Ragazzi mi prendete per pazza se vi dico che non sono riuscita a leggerlo tutto ? Ben conscia di trovarmi di fronte ad un capolavoro ma mi inquietava a dismisura ! Mi trasmetteva ansia ....
Ho anche trovato difficile e complesso lo stile dello scrittore.....troppo lontano da i miei amatissimi Italiani
Giudizio finale : Non sono stata all'altezza di apprezzarlo
 

Prometheus

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Formativo, emozionante, il genere di libro che chiudo e mi fa fermare a riflettere con un sorrisino da scemo stampato in faccia e la sensazione di esser stato al cospetto di qualcosa di veramente grande. provare per credere
 

Jessamine

Well-known member
D'accordo, forse leggere questo romanzo durante i miei ultimi giorni di vacanza, con la voglia di evadere e senza troppa concentrazione è stato un errore. Perché mi sono ben resa conto di essere davanti a qualche cosa di grandioso, ho intuito l'importanza e l'imponenza di questo romanzo, ma non sono riuscita a coglierla appieno. Forse si è trattato solo di una brutta coincidenza, l'ho letto nel momento sbagliato, con lo stato d'animo meno adatto, l'ho letto senza essere abbastanza preparata su quello che avrei affrontato. E la conseguenza di tutto questo è stata che, una volta terminato questo romanzo, mi sono chiesta quale fosse esattamente lo scopo di Bulgakov, dove precisamente avrebbe voluto portare il lettore. E dove sicuramente avrà portato tantissimi lettori, perché non metto in dubbio che il problema qui sia tutto mio, non certo di una qualche mancanza di capacità da parte dell'autore.
"Il Maestro e Margherita" è un grandissimo mosaico composto da tessere coloratissime, sorprendenti, grandiose, abbaglianti, è un romanzo pieno di colpi di scena, di momenti comici, di trovate forse geniali, sicuramente spiazzanti, e ammetto che, seguendo questo gorgo travolgente, io mi sono completamente smarrita. Ci sono stati momenti che ho riconosciuto come magistrali, capitoli bellissimi (su tutti, quelli riguardanti Pilato, ma non solo: anche il numero di Woland al Teatro del Varietà mi ha totalmente assorbito, così come mi hanno incantata alcuni capitoli sparsi); ma accanto a questi brani, molti altri mi hanno lasciata confusa, annoiata, incapace di seguire e apprezzare la struttura narrativa. Leggendo, mi sono resa conto che gran parte degli elementi goliardici e spiazzanti altro non erano che simboli, metafore, allusioni a qualcosa di più importante, ma (e naturalmente qui si tratta di una mia mancanza) non sono quasi mai riuscita a cogliere questa rete di rimandi. Naturalmente, alcuni elementi sono riuscita a coglierli anche io, come ad esempio la similitudine fra il Maestro e lo stesso Bulgakov, la lotta contro la censura, elementi di satira contro il regime vigente, contro l'estenuante burocrazia, la messa a nudo dei difetti degli uomini pronti ad abboccare ai trucchi di magia particolarmente venali di Woland, la cecità degli uomini che si decidono a credere soltanto a ciò che più potrebbe far loro comodo... ma sono convinta che "Il Maestro e Margherita" sia anche molto altro.
Insomma, si tratta sicuramente di un romanzo che avrei bisogno di rileggere con più calma, prestando maggiore attenzione ai dettagli e riflettendo molto più a lungo fra un capitolo e l'altro.
 

Gustl

New member
Presenza fissa e stabile nel mio pantheon personale; ottimamente adattato nel omonimo serial TV russo del 2005 con la regia di V.Bortko, disponibile con i sottotitoli in italiano su YouTube.
 

Valuzza Baguette

New member
Mi è piaciuto?direi di si,mi ha stregato e fatta innamorare?non proprio.
Chi mi ha fatto innamorare è stato il gatto :mrgreen: .
Onirico,stravagante,divertente,una bella lettura. (impagabile la battuta su Dostoevskij davanti al ristorante :D ).
Molto belli anche i capitoli su Ponzio Pilato.
 

velmez

Active member
D'accordo, forse leggere questo romanzo durante i miei ultimi giorni di vacanza, con la voglia di evadere e senza troppa concentrazione è stato un errore. Perché mi sono ben resa conto di essere davanti a qualche cosa di grandioso, ho intuito l'importanza e l'imponenza di questo romanzo, ma non sono riuscita a coglierla appieno. Forse si è trattato solo di una brutta coincidenza, l'ho letto nel momento sbagliato, con lo stato d'animo meno adatto, l'ho letto senza essere abbastanza preparata su quello che avrei affrontato. E la conseguenza di tutto questo è stata che, una volta terminato questo romanzo, mi sono chiesta quale fosse esattamente lo scopo di Bulgakov, dove precisamente avrebbe voluto portare il lettore. E dove sicuramente avrà portato tantissimi lettori, perché non metto in dubbio che il problema qui sia tutto mio, non certo di una qualche mancanza di capacità da parte dell'autore.
"Il Maestro e Margherita" è un grandissimo mosaico composto da tessere coloratissime, sorprendenti, grandiose, abbaglianti, è un romanzo pieno di colpi di scena, di momenti comici, di trovate forse geniali, sicuramente spiazzanti, e ammetto che, seguendo questo gorgo travolgente, io mi sono completamente smarrita. Ci sono stati momenti che ho riconosciuto come magistrali, capitoli bellissimi (su tutti, quelli riguardanti Pilato, ma non solo: anche il numero di Woland al Teatro del Varietà mi ha totalmente assorbito, così come mi hanno incantata alcuni capitoli sparsi); ma accanto a questi brani, molti altri mi hanno lasciata confusa, annoiata, incapace di seguire e apprezzare la struttura narrativa. Leggendo, mi sono resa conto che gran parte degli elementi goliardici e spiazzanti altro non erano che simboli, metafore, allusioni a qualcosa di più importante, ma (e naturalmente qui si tratta di una mia mancanza) non sono quasi mai riuscita a cogliere questa rete di rimandi. Naturalmente, alcuni elementi sono riuscita a coglierli anche io, come ad esempio la similitudine fra il Maestro e lo stesso Bulgakov, la lotta contro la censura, elementi di satira contro il regime vigente, contro l'estenuante burocrazia, la messa a nudo dei difetti degli uomini pronti ad abboccare ai trucchi di magia particolarmente venali di Woland, la cecità degli uomini che si decidono a credere soltanto a ciò che più potrebbe far loro comodo... ma sono convinta che "Il Maestro e Margherita" sia anche molto altro.
Insomma, si tratta sicuramente di un romanzo che avrei bisogno di rileggere con più calma, prestando maggiore attenzione ai dettagli e riflettendo molto più a lungo fra un capitolo e l'altro.

quoto in pieno: periodo sbagliato! il lavoro mi sta uccidendo! non riesco a concentrarmi per nulla uffi... tornerà nella pila dei libri da leggere, forse è meglio!
 

Strega Bianca

New member
Il libro fantastico!

E uno dei miei libri preferiti. Sono russa e sempre mi chiedo perchè in Italia la gente conosce (e legge probabilmente) I'Idiota o Delitto e Castigo di Dostoevskij che a me personalmente non piacciono per niente, ma passano senza notare il capolavoro di Bulgakov "Maestro e Margherita"!
Leggo questo romanzo ogni due anni e ogni volta scopro per me qualcosa di nuovo, nuovi emozioni. E molto filosofico e profondo.
Consiglio questo libro a tutti quelli che vogliono cominciare la conoscenza della letteratura russa non dal noioso e cupo "Idiota", ma da un romanzo più accattivante e non comune.
 
Il mio romanzo preferito in assoluto

Ciao a tutti!
Per la sfida letteraria in corso, io e Nefertari abbiamo appena iniziato a leggere "Il maestro e Margherita" di Bulgakov. Se qualcuno si vuole unire e leggere e commentare con noi è il benvenuto! :D
Scusate se apro il minigruppo in ritardo, ma (almeno per quanto mi riguarda) non avete niente da temere: sono nella mia fase "lentezza" quindi è come se non avessi ancora iniziato :mrgreen::mrgreen:
HO LETTO QUESTO ROMANZO QUATTRO VOLTE. Sei il libro della Jungla di Kipling, ma allora avevo 10 anni. di Bulgakov, "Romanzo teatrale" "Le uova fatali" e ancora altri. Bella la sua telefonata con Stalin.
Margherita, la donna del Dottor Faust di Goethe, il Maestro che non viene riconosciuto dagli altri scrittori, il Diavolo che arriva a Mosca per vedere se i suoi abitanti sono cambiati e come e quanto sono cambiati. La festa del Diavolo con tutti i suoi invitati, la descrizione di quella festa, scaloni, saloni, personaggi incredibili.
C'è pure una versione della cattura di Gesù e della sua morte, c'è un Ponzio Pilato inedito.
Infine c'è la morte e l'eternità. La trasfigurazione dei personaggi che finita la rappresentazione compaiono per quello che sono davvero.
Il Maestro e Margherita è tutto.
 
Il maestro e Margherita un inno dell'amore femminile.

Margherita fa di tutto pur di rivedere il suo Maestro, diventa una strega, va alla festa del plenilunio invitata dal Diavolo in persona. Margherita è la donna innamorata. Il Maestro è l'uomo disperato perché non ha ricevuto riconoscimento per il suo scritto su Ponzio Pilato. Il Maestro non sa darsi pace, neppure l'amore di Margherita gli basta.
Poi ci sono un sacco di personaggi incredibili, che dire degli aiutanti del Diavolo? Del Maestro di Cappella, di Zazzarello, del Gatto, della Cameriera? Personaggi fantastici scaturiti dalla mente di Bulgakov che descrive gli intellettuali "allineati" della Mosca staliniana. Quelli che hanno le Dacie, che possono andare a mangiare a Gribolev, quelli che scrivono cose rozze, di infimo livello e pure sono di successo. Ci sono i critici di regime. Tutti personaggi che Bulgakov ha sicuramente conosciuti. Ogni personaggio è tratteggiato in modo splendido, ogni capitolo di tiene. Non credo che si possa vedere un film che rappresenti degnamente questo romanzo, dove c'è veramente di tutto, dal sacro al profano, ma anche il profano ha un che di verità sacra. Nessun film può mettere sulla scena tutta l'abbondanza di cose e di fatti, di personaggi, di profumi della notte, di umori, Margherita che cavalca nuda su una scopa per recarsi all'appuntamento con il Diavolo, il fiume, la città. Nessun film. Leggetevi il libro, uno dei più bei romanzi della letteratura cosmopolita.
 

Nefertari

Active member
Ho avuto qualche problema all'inizio perchè lo trovavo un pò confusionario ma proseguendo me ne sono innamorata. Ho trovato delle pagine meravigliose e coinvolgenti. E' raro per me trovare un libro che mi faccia provare quello che ho trovato tra queste righe fantastiche. Dovrebbe essere letto da tutti. Per me Bulgakov è una garanzia!!!
 

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Beh, che dire? Un vero e proprio capolavoro della letteratura! Geniale, dissacrante, visionario ed attualissimo. Mi sono innamorata di questo libro!
Il titolo è “il maestro e Margherita”, perciò ci si aspetterebbe che l’opera narrasse solo la storia di questi due personaggi… niente di più sbagliato! Il vero protagonista di questa storia è lui, il Messere, il principe del male, Woland… alias? Satana! Tutto comincia durante il plenilunio di primavera, quando, nel pomeriggio, agli stagni Patriarsie, avviene un incontro alquanto singolare tra il poeta Ivan Besdomni, il direttore dell’associazione letteraria Massolit, Berliotz e uno strano viaggiatore che dice di essere un professore, un consulente di magia nera… Questo incontro attiva una serie di eventi a catena che coinvolgono le più alte personalità del teatro moscovita, ma anche letterati, impiegati e gente comune. Dall’arrivo di questo strano consulente e del suo variopinto seguito, la città di Mosca precipita nella follia e nel delirio. Ben presto il lettore comprenderà che il misterioso straniero altri non è che il diavolo in persona, venuto in città per osservare i comportamenti dei moscoviti che si rivelano estremamente manipolabili, influenzabili e sensibili al denaro, alla corruzione, all’egocentrismo ed all’accidia. Woland ed i suoi (un gatto dalle sembianze molto umane, uno spilungone col vestito a quadretti e dei finti occhiali a molla, un ometto fulvo e dalla voce nasale, una cameriera nuda) troveranno terreno fertile per le loro magagne nella città dove regnano la corruzione e la perdizione. Fra i tanti personaggi colpiti dall’influenza del maligno troviamo poi il maestro (uno scrittore ostracizzato per un romanzo sui fatt Ponzio Pilato e la crocifissione di Jeshua) e la sua bella amante, Margherita… la loro sorte è esemplare per capire lo stato di follia in cui versa la città di Mosca nel periodo stalinista.
La trama principale, con il susseguirsi degli eventi tragicomici causati da Woland e dai suoi, è intervallata da stralci del romanzo del maestro, ambientati a Gerusalemme ai tempi di Pilato e di Jeshua Hanozri, utili a far comprendere quanto poco sia cambiata la natura dell’uomo nonostante siano passati millenni. Ed anche noi, lettori moderni, non fatichiamo a giungere alla stessa considerazione leggendo questo libro così visionario ed attuale: non è difficile, infatti, cogliere le analogie con i comportamenti in uso anche nella quotidianità della nostra società. Lo stile di Bulgakov, poi, è davvero pregevole: non una parola in più, né una in meno; tutto è funzionale alla narrazione puntuale, precisa ed evocativa. Proprio Bulgakov, in un passo di questo libro, si definisce “narratore veridico, ma estraneo”: proprio così, veridico, estraneo, ma molto, molto acuto ed intelligente!
Inutile aggiungere che mi è piaciuto moltissimo e che lo consiglio vivamente a tutti… un’imperdibile fiaba realista che ci fornisce un ritratto impietoso e veritiero della società del primo Novecento, ma anche della nostra!
 

Eve

Member
Purtroppo ho letto questo libro in un momento assolutamente poco azzeccato: quando ero a meno di metà libro è nato mio figlio, per cui l'ho interrotto, ripreso, dimenticato, riletto da capo e chi più ne ha più ne metta. Il tutto in periodi di lettura che andavano da un minimo di 30 secondi a un massimo di 3 minuti :mrgreen:, conditi da mancanza di sonno, concentrazione inesistente, momenti di gioia incontrollabile e altri di stress totale.
Non sono riuscita quindi ad apprezzarlo come si merita, e nonostante ciò l'ho trovato geniale, ironico, coinvolgente: un vero capolavoro! Molto belle anche le pagine del romanzo scritto dal Maestro: una descrizione della Passione originale e di un'intensità fuori dal comune.
Lo rileggerò.
 

c0c0timb0

Pensatore silenzioso 😂
Purtroppo ho letto questo libro in un momento assolutamente poco azzeccato: quando ero a meno di metà libro è nato mio figlio, per cui l'ho interrotto, ripreso, dimenticato, riletto da capo e chi più ne ha più ne metta. Il tutto in periodi di lettura che andavano da un minimo di 30 secondi a un massimo di 3 minuti :mrgreen:, conditi da mancanza di sonno, concentrazione inesistente, momenti di gioia incontrollabile e altri di stress totale.
Non sono riuscita quindi ad apprezzarlo come si merita, e nonostante ciò l'ho trovato geniale, ironico, coinvolgente: un vero capolavoro! Molto belle anche le pagine del romanzo scritto dal Maestro: una descrizione della Passione originale e di un'intensità fuori dal comune.
Lo rileggerò.
Pure io l'ho letto deconcentrato. Sarà una rilettura anche per me, appena finirò quelli in programma.
 

Lark

Member
La prima volta che l'ho letto la traduzione era così scadente da farmelo detestare. Mi sono insospettito un'idea così particolare avesse uno stile così povero e contraddittorio - in molti punti proprio contro ogni logica - e cercando tra le traduzioni (anche grazie all'aiuto del forum!) sono finalmente riuscito a leggerne una coerente - alla quarta o quinta edizione consultata -, ed è meraviglioso, uno dei migliori libri abbia mai letto.
Quindi se non vi piace potrebbe essere la traduzione scadente.
 

Fabio

Altro
Membro dello Staff
Sono a circa un quarto di questo libro finora psicadelico. A parte alcuni capitoli in cui mi sono perso tra appartamenti e ristoranti, finora l ho trovato decisamente piacevole perché molto originale.
Favolosa la scena della testa mozzata iniziale 🤣

Presenza fissa e stabile nel mio pantheon personale; ottimamente adattato nel omonimo serial TV russo del 2005 con la regia di V.Bortko, disponibile con i sottotitoli in italiano su YouTube.
Appena finito di leggerlo mi metterò alla ricerca di questi video YouTube. Grazie per la segnalazione.


Ho avuto qualche problema all'inizio perchè lo trovavo un pò confusionario ma proseguendo me ne sono innamorata. Ho trovato delle pagine meravigliose e coinvolgenti. E' raro per me trovare un libro che mi faccia provare quello che ho trovato tra queste righe fantastiche. Dovrebbe essere letto da tutti. Per me Bulgakov è una garanzia!!!
Anche io ho trovato alcune difficoltà, troppi nomi che non riesco a memorizzare (sembrano a noi occidentali delle scritte tipo qwerty ovvero digitazioni a caso sulla tastiera) e troppi avvenimenti apparentemente slegati.
Oppure semplice te lo sto leggendo senza la dovuta concentrazione.

In ogni caso ora già pregusto la parte che ho capito essere la più profonda e bella: ieri sera ho incontrato il Maestro in manicomio mentre va in giro per le stanze grazie alla copia delle chiavi.
 

greenintro

Well-known member
Un capolavoro, una storia meravigliosa che ha toccato in profondità i miei sentimenti e la mia mente. Geniale la trattazione dell'aspetto teologico, la presentazione di un cristianesimo dissonante da quello evangelico in senso canonico, che si sviluppa con tinte idealistiche e romantiche (esplicito il riferimento a Goethe), in cui il rapporto tra Bene e Male, Dio e Diavolo, supera quello di un rigido e semplicistico dualismo contrappositivo, per ammettere che persino la presenza e l'azione del Diavolo, anche se volente il Male, finisce per collaborare al Bene, al piano divino ("cosa potremmo vedere del mondo se non ci fossero le ombre, oltre la luce?", domanda retoricamente Woland a Levi Matteo), e in cui persino Gesù Cristo, smussata la sua aura di Assoluto Onnipotente, sembra aver bisogno di leggere un romanzo scritto da un uomo, per perdonare un torto (il dostoevskijano, la bellezza, cioè in questo caso la letteratura ci salvera, è la vera Salvezza), così che Creatore e creazione, Perfezione e imperfezione, luce e ombra sembrano avvicinarsi e trovare nella dolce serenità della Luna un punto di contatto e mediazione. A malincuore, confesso che non tutto mi ha convinto: ho trovato lacunosa la trattazione psicologica dei personaggi principali, che sembrano presentarsi più come simboli di un grande dramma teologico-metafisico, più che come persone reali nella loro tridimensionalità e complessità interiore. Ognuno di loro sembra tagliato su misura per incarnare simbolicamente un ruolo in un affresco generale, ma a discapito di una loro autentica complessità interiore (limite per esempio non presente affatto invece in Dostoevskij: i Fratelli Karamazov o Delitto e Castigo, sono a tutti gli effetti romanzi filosofici, dall'afflato spirituale e metafisico evidente, ma che si sviluppano intrecciandosi costantemente con una finissima introspezione psicologica), mentre qui si preferisce spesso dilungarsi e disperdersi forse eccessivamente nelle parti con protagonisti personaggi secondari, i vari burocrati della Mosca staliniana, fondalmente delle caricature, (anche se va riconosciuto sono comunque parti fondamentali in funzione della critica sociale) a discapito di un pieno sviluppo delle storie principali, soprattutto la storia d'amore tra il Maestro e Margherita, rendendo a tratti difficile la lettura. Tuttavia, più che un limite in senso stretto, penso si tratti più di una scelta autorale consapevole di Bulgakov, che non dissipa affatto la bellezza della storia d'amore tra il Maestro e Margherita, il dramma interiore di Pilato e il percorso di autocoscienza del poeta mediocre Ivan Bezdominij, che in questo dramma metafisico si incastonano comunque alla perfezione, diventando guide che prendono per mano il lettore e lo elevano verso la riflessione e contemplazione dei grandi problemi eterni e fondamentali di senso dell'esistenza, e lo fanno con dolcezza, senza mai farci perdere il trasporto emotivo per le loro vicende, e nemmeno l'atmosfera di ironia data dalla grottesca irruzione del sovrannaturale nel quotidiano (bellissima la figura del gatto Behemot). Un romanzo di quelli che ti penetra davvero nell'anima riempendola di pensieri e commozione.
 

alevale

Well-known member
Finalmente ho letto questo libro iniziato tantissime volte e sempre abbandonato.
Adoro gli autori russi, non ho difficoltà con i nomi (sono abituata) e i libri surreali e dissacranti sono i miei preferiti.
Non mi capacitavo quindi del perché questo romanzo non mi prendesse neanche un po'.
Invece all'improvviso qualcosa è scattato e per sette giorni non riuscivo a staccarmene.
Ben 9 pagine di commenti, quindi è stato detto tanto sia della trama che delle impressioni che riesce a suscitare.
Tra gli aggettivi il più frequente per descriverlo è stato: geniale.
Sì, sono d'accordo.
Lo è, è geniale e molto altro.
Dissacrante, divertente, poetico, filosofico, profondo, originale.
E fa riflettere, è moderno.
Ora capisco perché viene annoverato tra i classici da leggere almeno una volta nella vita.
Imperdibile, sono davvero felice di aver fatto questa esperienza e di aver anche io volato su Mosca insieme a questi incredibili personaggi.
I miei preferiti? Il gatto, Ponzio Pilato, Woland, il Maestro.
La trovata più geniale? Narrare tre storie così distanti e farle incastrare con una precisione chirurgica, quasi matematica, tanto che alla fine l'impossibile ti sembra quasi reale e coerente.
Chapeau
 
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