CXII GdL - Le regole della casa del sidro di John Irving

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Lunedì 13 settembre partirà il Gdl di Le regole della casa del sidro, romanzo di John Irving. Qui di seguito il risvolto di copertina, da Ibs:

"Il più celebre dei romanzi di Irving narra la storia di Homer Wells, un ragazzo dall'animo ricco di sentimenti e ideali cresciuto nell'orfanotrofio di St. Cloud's nel Maine, e del medico-padre Wilbur Larch, che accoglie nel suo istituto neonati abbandonati e fa abortire povere donne che altrimenti finirebbero nelle mani di macellai. Larch educa il giovane e gli insegna la professione, nella speranza che un giorno prenda il suo posto, ma Homer preferisce seguire la propria via lavorando in una fattoria dove si produce sidro. Si renderà ben presto conto che non conosce nulla del mondo degli adulti, e che dovrà affrontare dolori, asperità e percorrere molta strada per capire le regole della vita".

Per il momento i partecipanti saranno:
Estersable88
Monica So
Roberto89
Qweedy
Spilla
Darida
ma c'è sempre tempo per aggiungersi!
 
Ultima modifica di un moderatore:

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
E allora... il giorno è arrivato! Pronti?

John Irving è nato nel 1942 nel New Hampshire e vive tra il Vermont e Toronto. È salito sul ring da wrestler professionista per vent'anni e poi, fino all'età di 47, è stato allenatore. Ormai un autore classico della letteratura americana, è stato per tre volte finalista del National Book Award, che ha vinto nel 1980 per il suo capolavoro, Il mondo secondo Garp (Bompiani, 1979). Nel 1981 ha ricevuto l'O. Henry Prize per il racconto Interior Space. Tra gli altri romanzi, Le regole della casa del sidro (Bompiani, 1985) per il quale ha vinto l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale; Hotel New Hampshire (Bompiani 1989), Libertà per gli orsi (Rizzoli 1992) e, più di recente, In cerca di te (Rizzoli 2006), Ultima notte a Twisted River (Rizzoli 2010), In una sola persona (Rizzoli 2012, Lambda Literary Award nel 2013), Pane e football. Due nazioni, due passioni (Slow Food 2013), Viale dei misteri (Rizzoli 2018). La sua opera è disponibile in Italia nel catalogo Bur e nei Tascabili Bompiani. (Ibs)

Io comincerò stasera.
 

darida

Well-known member
Buongiorno, la mia copia arriverà mercoledì, il tempo di terminare il Bussi di turno che come al solito mi prende un sacco, e da giovedì al massimo sono dei vostri 😉... Non mettete il turbo, plissss😊
 

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Incipit (Ed. 1990, trad. Paolini):

1. IL RAGAZZO CHE ERA DI CASA AL ST, CLOUD'S.

Nell'ospedale dell'orfanotrofio reparto maschi a St. Cloud's, nel Maine due infermiere erano incaricate di dar un nome ai neonati e controllare che il loro piccolo pene guarisse bene, dopo la circoncisione obbligatoria. A quei tempi (nel 192...) tutti i maschi nati a St, Cloud's venivano circoncisi perché il medico dell'orfanotrofio aveva incontrato difficoltà di vario genere nel curare i soldati incirconcisi durante la Grande Guerra. Questo dottore, che era anche il direttore del reparto maschi, non era una persona religiosa: la circoncisione non era un rito, per lui, bensì un atto strettamente sanitario, da eseguirsi per motivi igienici. Il suo nome era Wilbur Larch e ciò, nonostante il lieve sentore di etere che sempre l'accompagnava, a una delle due infermiere rammentava il legno, duro e duraturo, di quell'albero delle conifere che si chiama, appunto, larice. Odiava però il nome Wilbur, che trovava ridicolo; e l'offendeva come cosa stolta l'abbinamento di una parola come Wilbur con qualcosa di tanto concreto quanto un albero.
 

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Ieri ho letto un po', ho finito il capitolo 1, ora mi fermo e aspetto di mettermi al vostro passo. Devo dire che, finora, mi sta piacendo. Mi piace Wilbur Larc, un uomo che sa di essere fallibile, ma che fa del suo meglio per le persone che ha in custodia. Come diceva Monica So, c'è da arrabbiarsi per diversi comportamenti riprovevoli... e metodi educativi alquanto discutibili... comunque Omer Wells, da quel poco che vediamo di lui in queste pagine, non sembra affatto uno stupido. Bambino, sì, ma non stupido... e d'altra parte, quando ti ritrovi da solo in certe situazioni devi ingegnarti per sopravvivere e non soccombere.
 

qweedy

Well-known member
Quanto mi è piaciuta la spiegazione e l'elenco dei nomi scelti per gli orfanelli... Acero, Campi, Pietra, Collina, Nodo, Giorno, Acque... e poi Fuzzy Felix, Smoky, Snowy, Carlo...
Bellissimi!
La scelta dei nomi per gli orfanelli è davvero originale, direi anche assurda, con l'infermiera innamorata del dottore che dà il nome e cognome del suo idolo a tutti, e l'altra che dà ai bambini i nomi dei suoi gatti.
Si nota che le infermiere e il dottore sono animati da tanta buona volontà e anche affetto per i bambini, però nello stesso tempo sono esseri umani con le loro debolezze, e incorrono spesso in errori e leggerezze, anche se in buona fede e con l'intento di fare del bene ai bambini.
 
Ultima modifica:

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Scusate se vi chiedo... possiamo commentare man mano che leggiamo o ci diamo degli appuntamenti? Per non correre il rischio di anticipare troppo
Ciao Monica, io direi di commentare man mano, magari indicando all'inizio del post il punto in cui siamo arrivati, in modo che chi è indietro può saltare e tornare in seguito. Ho paura che dandoci delle scadenze finiremmo per forzare i ritmi di ognuno (anche a rilento, s'intende).
 

qweedy

Well-known member

Fine capitolo 3​


Interessante la figura del dottor Larch, grande il suo affetto paterno per Homer e per gli orfani ("Principi del Maine, re della Nuova Inghilterra" è il saluto davvero insolito e affettuoso che rivolge ogni sera ai bambini). Il suo senso di giustizia lo porta a infrangere le regole della sua professione, praticando aborti, e le sue debolezze umane lo portano ad abusare dell'etere.
Assolutamente positiva la figura di Homer, davvero luminosa e saggia. Mi piace molto questo orfano, già adulto a 13 anni, sempre desideroso di rendersi utile ed emulare il suo maestro, il dottor Larch.

Ci sono molti riferimenti a Charles Dickens, che viene più volte citato anche tramite la lettura di brani da "David Copperfield" e "Grandi speranze", inoltre Irving affronta le stesse tematiche di Dickens, ovvero la vita di bambini orfani e il riscatto dal passato.


…il lavoro del Signore e il lavoro del Diavolo, lo chiamavano, tanto per metter in chiaro, fra loro, quale operazione venisse eseguita di volta in volta. Wilbur Larch accettò quel linguaggio – era utile infatti – ma entrambe le infermiere erano d’accordo con Larch: era tutto lavoro del Signore, quello ch’essi eseguivano.

 

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Non ho letto "Grandi speranze", ovviamente lo metto in lista....

Domandina: come lo pronunciate Larch?
La H finale mi fa propendere per la C di larice, lercio, marcio o per restare all'inglese Match (non so come si definisca in fonetica/fonologia).
Neanch'io ho mai letto Grandi speranze e neppure David Copperfield... prima o poi dovrò recuperare!
 

Minerva6

Monkey *MOD*
Membro dello Staff
Non ho letto "Grandi speranze", ovviamente lo metto in lista....

Neanch'io ho mai letto Grandi speranze... prima o poi dovrò recuperare!
Io l'ho letto quest'anno e mi è piaciuto molto, come del resto Tempi difficili (sono gli unici 2 letti finora). Di Dickens avevo un certo timore e l'ho sempre considerato non adatto a me, invece è stata una piacevole rivelazione. Ve li consiglio entrambi.
 

qweedy

Well-known member
Fine capitolo 4

Il linguaggio di questo libro mi pare un po' crudo, piuttosto terra-terra, mi ricorda certi autori degli anni Sessanta, ad esempio Bukovski. Eppure la pubblicazione è del 1985 e l'ambientazione è nei primi anni del Novecento. :rolleyes:

Gli argomenti comunque sono davvero ancora attuali, la questione dell'aborto e l'osservare le regole oppure agire secondo coscienza sono questioni tuttora dibattute.
 
Alto