CXII GdL - Le regole della casa del sidro di John Irving

darida

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Buongiorno, ho iniziato anch'io... Ora devo solo provare a prendervi 😉
Un buon inizio, già mi piace. Apprezzo il linguaggio un po' crudo/sarcastico e in più sono particolarmente sensibile sul tema istituti/adozioni (esperienza diretta) Allo stesso tempo sull'argomento,estremamente delicato, dell'aborto, sono sempre interessata a leggere.
 

estersable88

dreamer member
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Fine capitolo 3

"Se l'orgoglio è peccato pensò il dottor Larch il peccato
più grave è l'orgoglio morale. Lui aveva dormito con la madre
e si era rivestito al lume del sigaro della figlia. Poteva comodamente
astenersi da ogni rapporto carnale per il resto della vita, ma
come poteva condannare un'altra persona solo perché aveva rapporti
carnali?"

Wilbur Larch mi piace sempre di più, non giudica, si pente dei propri errori, ci rimugina, ha un alto senso di responsabilità verso le donne su cui deve intervenire, gli orfani a lui affidati, la struttura che gestisce, il quartiere di Boston in cui ha lavorato. Nessuno è per lui uguale a chi lo ha preceduto e lo seguirà: ciascuno è importante. E poi nutre una responsabilità paterna per questo giovane Homer Wells, fragile in apparenza, ma secondo me più forte, assennato, sensibile e responsabile che mai. Mi dispiace per la ragazza, Melony, anche lei a modo suo soffre atrocemente. Mi hanno colpito molto la scena della villa dei ricchi (quando Larch sdegnato chiama accanto a sé il ragazzo e poi distribuisce i soldi) e la scena in cui Larch, in preda all'etere, dovrebbe rimproverare Homer per la foto e gli atti vandalici, ma non ce la fa a riprendersi... ho provato profonda compassione per un medico così umano.

Una parola sul linguaggio: anch'io ho notato la stranezza, in un'opera dell'85, di un linguaggio così rétro, quasi volutamente antico... tuttavia non mi dispiace affatto che sia così crudo, diretto, ironico quando non sarcastico. Trovo che renda tutto più sincero, realistico, privo di ipocrisia.
 
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MonicaSo

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Fine capitolo 4

Il linguaggio di questo libro mi pare un po' crudo, piuttosto terra-terra, mi ricorda certi autori degli anni Sessanta, ad esempio Bukovski. Eppure la pubblicazione è del 1985 e l'ambientazione è nei primi anni del Novecento. :rolleyes:

Gli argomenti comunque sono davvero ancora attuali, la questione dell'aborto e l'osservare le regole oppure agire secondo coscienza sono questioni tuttora dibattute.

Sì, l'argomento è attualissimo.
Sono rimasta molto colpita dai metodi descritti per procurare l'aborto... povere
donne quanto sono costrette a soffrire...sempre!
 

darida

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Mi sta piacendo molto la descrizione di San Larch, è un personaggio con molte sfaccettature ben piantato al centro della narrazione. Lo stile desueto almeno per la scelta di alcune parole in contrasto con una crudezza... o crudità (?) :mrgreen: comunicativa che di certo ferma il concetto. Ieri sera mal di pancia durante la descrizione delle pratiche abortive... terribile.
 

MonicaSo

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Il terzo capitolo l'ho trovato molto crudo e crudele. Il dottor Larch mi sembra un personaggio con dei tratti da psicopatico... mi ricorda molto il padre dentista di Willie Wonka (la fabbrica del cioccolato).
Per non parlare poi di Melony!
Ho letto a fatica, spero che andando avanti le situazioni migliorino.
 

qweedy

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Fine capitolo 6

Il mio personaggio preferito è Homer, il ragazzo è davvero un puro, un idealista.

Il dottor Larch mi piace solo perchè ha un immenso affetto paterno per Homer, ma è un uomo con alcune luci e molte ombre.
 

estersable88

dreamer member
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Fine capitolo 5

Proseguo piano piano. Lascio qui alcune considerazioni sparse, alcune anche di natura personale.
Il cambio di scena del capitolo 4, l'ambientazione - per così dire - costiera, mi ha disturbato e rattristato: sebbene il titolo sia "Le regole della casa del sidro", mi ero illusa che l'intera storia si svolgesse nell'orfanotrofio di St' Clouds, così l'introduzione di Wally e Candy con tutta la loro falsa, stucchevole perfezione mi ha scosso più del dovuto. Inoltrenon sono sicura di vedere le ombre sul dottor Larch: non è certamente San Larch come vorrebbero le infermiere, ma non riesco ad individuare in lui nessun comportamento che m'infastidisca, riesco a figurarmi la plausibilità dei suoi ragionamenti, anche dei più discutibili. Comprendo le ragioni sue come quelle di Homer... Melony è, finora, il personaggio che fra tutti mi piace meno, ma oserei dire che Larch è, finora, il mio preferito. Noto, in modo preoccupante, un aumento nel mio livello di cinismo e disillusione... pur provando empatia, tristezza, compassione per abortienti e partorienti, le pratiche descritte - pure terribili - mi hanno sconvolto meno di quanto avrei immaginato. Forse dipende dalle letture precedenti, forse dal fatto che ormai non mi sconvolge quasi più nulla (e non è un vanto), forse è perché so che si tratta di pratiche non più utilizzate nella nostra società e che il racconto risente molto dell'epoca in cui è ambientato.
Mi ha provocato, invece, un accesso di risa la figura, goffa e insignificante, dell'assistente del capostazione nel momento in cui è riuscito a spingere lo sguardo oltre le piccole dita... dev'essergli sembrato il luogo degli orrori. L'ilarità più simile ad isterismo deve avermi aiutata a superare lo strazio del distacco.
 

qweedy

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Fine capitolo 6

Anche a me Melony non piace, è una ragazza davvero sgradevole, piena di rabbia verso il mondo.

Il dottor Larch ha un grande rispetto per tutti, accoglie le partorienti che vogliono abbandonare i propri figli, ed esegue aborti - illegali - per le donne che non vogliono portare avanti la gravidanza. Vorrebbe che Homer prendesse il suo posto, ma rispetta la sua volontà di non voler praticare aborti, senza forzarlo. Il dottor Larch svolge il lavoro di Dio e quello del Diavolo, sebbene per lui derivino entrambi dalla misericordia e dal dovere morale di aiutare gli altri. Ama i bambini che accoglie, e ama Homer come un figlio. E' coraggioso e anche un po' folle, e pone la propria vita al servizio degli altri, anche violando le regole se questo serve a rimettere le cose a posto.
Le "ombre" sono forse il fatto di sentirsi Dio, e anche alcuni tratti di follia, inevitabili.
Credo che l'aborto chirurgico avvenga ancora più o meno come descritto nel libro.

Per Homer, in quanto orfano, è difficile sapere qual è il proprio posto nel mondo. Forse è per questo che, in una serata trascorsa al drive-in a guardare un film di pirati, egli s’identifica col beduino che era apparso solo fugacemente nel film e che poco c’entrava con esso dal momento che si trattava appunto di un film di pirati. Evidentemente anche Homer si sente fuori posto nel mondo. E ogni cosa è nuova per lui, che non ha mai visto il mare, che non sa nuotare nè guidare, che ha conosciuto solo l'orfanatrofio.

Mi ha colpito quando Wally accompagna Candy all'orfanatrofio: lei è molto determinata, mentre a Wally basta sentire un paio di accenni poco simpatici, per uscire velocemente dalla casa.
 

darida

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Buonasera!
Anch'io come estersable88 non ho molto gradito il cambio di ambientazione nel capitolo 4...Io non mi sarei mossa dall'orfanotrofio per me comfort zone di questo romanzo. Il dottor Larch al momento si conferma il personaggio preferito, condivido il suo pragmatismo e francamente non vedo lati oscuri che possano arrecare danno ad altri se non a se stesso... Ho trovato delicato e commovente il momento "padre/figlio" con Homer. Melony è un personaggio, credo, creato per non riscuotere simpatie.
Nel contempo spero che il cambio di registro che avverrà tra poco dia una scossa al personaggio principale, Homer, per certi versi lo trovo tiepido in evoluzione immagino.
Sono certa a questo punto di non aver mai letto il romanzo, al massimo avrò visto una volta di troppo il film 😉
 

darida

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Buonasera! Sto proseguendo forse meno velocemente di quanto vorrei ma avanzo 😉
Devo dire che certe descrizioni anche nella disgrazia sono esilaranti, una bella penna ironica questo autore. A volte gira un po' intorno prima di arrivare al punto ma poi colpisce e affonda. Mi riferisco in particolare alla morte del capostazione e ai messaggeri mocciosi dell'orfanotrofio.
Intanto al St.Cloud's sono arrivati Candy e Wally, c'è aria di cambiamento. Homer ha iniziato ad affrontare con Larch la sua opinione riguardo alla pratica dell'aborto...

'
 
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estersable88

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Fine capitolo 9

Ho letto abbastanza in questi due giorni e devo dire che il romanzo mi ha preso molto, mi sta piacendo e me lo sto gustando. In questi capitoli è successo più o meno di tutto ed altro già si preannuncia! La scena è divisa tra St' Clouds - dove Larch ormai è in preda al delirio, bisogna vedere se senile o d'onnipotenza, tanto che nemmeno le infermiere riescono più a giustificarne gli eccessi - e Ocean View, ambiente che non riesce a conquistarmi, attorno al quale, per tutta la lettura, ho avvertito un senso di tragedia imminente, contrariamente all'orfanotrofio che anche per me, come dice Darida, è la confort zone. Wally e Candy sono i personaggi che comprendo meno, li trovo troppo artefatti, d'una ipocrisia latente che tuttavia traspare a sprazzi con la partenza di Wally.
E poi non dimentichiamoci la mina vagante... Melony!

Mi piace lo stile dell'autore, ironico, a tratti crudo, non le manda a dire.
 

MonicaSo

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Ho letto poco in queste sere, spero di recuperare.
Mi piace che le idee e le convinzioni di Homer lo portino a distaccarsi da Larch... almeno per il momento... non credevo che l'aborto fosse il tema centrale del libro, è molto difficile per me rimanere "neutrale ". Ovviamente qui manca tutto ciò che dovrebbe esserci prima: educazione, consapevolezza, accompagnamento, aiuto... forse manca anche umanità. L'idea che le donne arrivino e se ne vadano da sole mi riempie di tristezza.
 

qweedy

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Fine capitolo 10

Nel proseguire la lettura devo dire che la figura di Homer mi piace un po' meno. E' molto succube della forte personalità di Candy, che viene definita "manipolatrice" da Wally. E in effetti è davvero lei il perno attraverso cui ruotano come satelliti sia Homer sia Wally, entrambi in balia delle sue decisioni, e anche delle sue indecisioni (Aspettiamo, poi si vedrà...).

Continuano le riflessioni sull'aborto, sul pro e sul contro. Irving offre punti di vista diversi riguardo a questo tema, direi che questo non è un romanzo pro-aborto, ma racconta quanto le donne siano prive di scelta se l'aborto è illegale.

"Se l’aborto fosse legale, tu potresti rifiutarti – anzi, date le tue convinzioni, dovresti rifiutare di eseguirli. Ma dal momento che sono contro la legge, come puoi dire di no? Come puoi riservarti il diritto di scelta in materia quando vi sono tante e tante donne che non hanno la libertà di scegliere, esse stesse? Le donne non hanno scelta. So che sai che non è giusto, ma come puoi, tu -proprio tu, fra tutti- come puoi ritenerti libero di scegliere di non aiutare chi non è libero di ottenere altro aiuto? Tu devi aiutarle perché sai come fare. Pensa, chi le aiuterebbe se ti rifiuti tu?"

Continuano le riflessioni sugli orfani, sembra quasi che la condizione di orfano sia una condizione permanente, che condiziona tutta la vita. Chi è orfano si sente perennemente fuori posto, anche da adulto, si sente sempre in debito.

"In realtà, quel tran-tran piaceva a Homer, gli piacevano le scarpinate, la prevedibilità di ogni cosa. Un orfano è, semplicemente, più bambino degli altri bambini per quanto riguarda quell’essenziale apprezzamento delle cose che si ripetono regolarmente ogni giorno. Da tutto ciò che promette di durare, di non cambiare mai, l’orfano è incantato come un allocco."

Continuano anche le riflessioni sulle regole, sull'importanza di rispettarle e sull'infrangerle.

"Homer Wells si convinse che v’erano più o meno tante regole della casa del sidro quante erano le persone che nella casa del sidro avevano alloggiato."

"Non ti ho intrappolato io. Siccome l'aborto è illegale, le donne che ne hanno bisogno e lo vogliono non hanno alcuna scelta, in proposito, e tu - siccome sai eseguirli - non hai alcuna scelta, neanche tu. Ciò che è stato violato, qui, è la tua libertà di scelta, e anche la libertà di scelta di qualsiasi donna. Se l'aborto fosse legale, una donna avrebbe facoltà di scelta - e tu idem. Potresti ritenerti libero di non farlo, perchè altri lo farebbero. Ma, stando le cose come stanno, sei in trappola. Le donne sono in trappola. Le donne sono vittime, e tu pure.
Tu sei stato la mia opera d'arte. Tutto il resto è stato soltanto mestiere."


Nei capitoli precedenti è stata descritta la condizione di vita di chi è colpito da Alzehimer in modo così minuzioso da pensare che l'autore abbia avuto qualcuno vicino alla sua famiglia colpito da questa malattia.
 
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darida

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Buongiorno!
Vorrei sottolineare la lucidità di pensiero di Larch riguardo all'aborto. Lo scambio di opinioni con Homer, riportate da qweedy e che non sto a ripetere 😉non trovate anche voi che sia "inattaccabile"?...
le descrizioni minuziose, l'attenzione al dettaglio, lo scandaglio dell'animo umano al pari della mera carne,sono a mio vedere molto accurate. Rilevo alcune bizzarrie nella traduzione, ma mi adatto. Non è esattamente una lettura scorrevole ma merita la concentrazione richiesta 👍
 
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estersable88

dreamer member
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Ho letto poco in queste sere, spero di recuperare.
Mi piace che le idee e le convinzioni di Homer lo portino a distaccarsi da Larch... almeno per il momento... non credevo che l'aborto fosse il tema centrale del libro, è molto difficile per me rimanere "neutrale ". Ovviamente qui manca tutto ciò che dovrebbe esserci prima: educazione, consapevolezza, accompagnamento, aiuto... forse manca anche umanità. L'idea che le donne arrivino e se ne vadano da sole mi riempie di tristezza.
Neanch'io sapevo che l'aborto fosse il tema centrale del libro, credevo che il tema chiave fossero gli orfani e le adozioni. Hai ragione, forse quel che manca
Buongiorno!
Vorrei sottolineare la lucidità di pensiero di Larch riguardo all'aborto. Lo scambio di opinioni con Homer, riportate da qweedy e che non sto a ripetere 😉non trovate anche voi che sia "inattaccabile"?...
le descrizioni minuziose, l'attenzione al dettaglio, lo scandaglio dell'animo umano al pari della mera carne,sono a mio vedere molto accurate. Rilevo alcune bizzarrie nella traduzione, ma mi adatto. Non è esattamente una lettura scorrevole ma merita la concentrazione richiesta 👍
Sì, è inattaccabile comunque la si pensi. Intendevo proprio questo all'inizio, quando dicevo che non riesco a vedere in lui delle ombre. A parte un delirio di onnipotenza - che probabilmente viene anche dal dover prendere decisioni difficili ogni giorno - che si accentua con l'età, lo trovo umano e, per quanto possibile, lucido e totalmente compreso nel suo lavoro. Più si va avanti più, purtroppo, risultano evidenti i deliri legati anche all'abuso di etere (la faccenda di F. Stone è emblematica), ma Larch resta comunque il mio personaggio preferito, ben più di Homer che si rivela succube, incapace di prendere davvero in mano la propria vita e comunque, se non opportunista, quantomeno dubbio.
 

qweedy

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Buongiorno!
Vorrei sottolineare la lucidità di pensiero di Larch riguardo all'aborto. Lo scambio di opinioni con Homer, riportate da qweedy e che non sto a ripetere 😉non trovate anche voi che sia "inattaccabile"?...
le descrizioni minuziose, l'attenzione al dettaglio, lo scandaglio dell'animo umano al pari della mera carne,sono a mio vedere molto accurate. Rilevo alcune bizzarrie nella traduzione, ma mi adatto. Non è esattamente una lettura scorrevole ma merita la concentrazione richiesta 👍
Le riflessioni sulla mancanza di una legge sull'aborto sono davvero molto ma molto lucide. Io sono contraria all'aborto, penso che il feto sia vita in quanto possibilità di vita, e credo che se la donna venisse supportata e aiutata a risolvere i problemi che la inducono all'aborto, ben poche abortirebbero.
Però una legge che tuteli i casi estremi, in effetti, ci potrebbe stare.
Il problema è che nella realtà, ora come allora, la donna in difficoltà di aiuto non ne riceve per nulla, e quindi l'aborto può sembrare l'unica soluzione. Una società civile dovrebbe farsi carico del problema quando il singolo da solo non ce la fa, ma così non è.

Nella traduzione anch'io ho trovato molte parole insolite, forse desuete, o forse inventate.

Mi ritrovo nelle parole di Melony per quanto riguarda Homer, che all'inizio era il mio personaggio preferito, ma si è rivelato, anche per me come per Melony, una delusione. Come se dovesse pagare per sempre il suo essere orfano, e quindi ovunque fuori posto, tranne che a St.Cloud's .
 

estersable88

dreamer member
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Fine, lettura terminata.

Commenti telegrafici random... L'incontro tra Melony e Homer è un passaggio campale, soprattutto lo è la sintesi che, una volta a casa, Melony ne fa a Lorna: evidenzia tutti i dubbi e le contraddizioni del comportamento di Homer.
Anche il biglietto di Larch a Homer, l'ultimo, ha in sé qualcosa di definitivo, ineluttabile e sacrosanto: cito a memoria, "Ti lamenti che io giochi a fare Dio, ma poi ti fai interprete/credi di sapere quel che Dio vuole?"... come si fa a dargli torto? E' questo il grande pregio di Larch: ha una logica inattaccabile.
 

darida

Well-known member
Buen dia!
Brava estersable! Io sono arrivata a malapena a metà libro... Ce lo sapevo che mettevate il turbo :mrgreen:
Stavo pensando al film tratto dal romanzo, e mi sbilancio a dire ancor prima di aver terminato la lettura che come sempre o spesso accade, il romanzo è un'altra roba 👍
Però condivido la scelta degli attori: il grande 😎e la faccina da merluzzo 😱
A voi trovare la giusta corrispondenza 😁
 
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qweedy

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"Non vi sono scuse per la crudeltà, ma - in un orfanotrofio - forse si è obbligati a negare amore; se non riesci a negare amore, a trattenerti dall'amare, creerai un orfanotrofio che nessun orfano lascerà volentieri. Creerai un Homer Wells: cioè un vero orfano, dato che la sua casa sarà sempre a St. Clouds."

Finito anch'io. Homer mi ha deluso, mi sono molto ritrovata nelle parole di Melony.

Forse il libro è più "pesante" rispetto al film. Credo comunque che la relazione paterna tra Larch e Homer sia il perno del libro, dall'inizio alla fine.

Una curiosità che non ho capito: nel mio ebook l'anno non veniva indicato per intero, ma solo con le prime cifre, ad esempio 193... Chissà perché.
 

darida

Well-known member
"Non vi sono scuse per la crudeltà, ma - in un orfanotrofio - forse si è obbligati a negare amore; se non riesci a negare amore, a trattenerti dall'amare, creerai un orfanotrofio che nessun orfano lascerà volentieri. Creerai un Homer Wells: cioè un vero orfano, dato che la sua casa sarà sempre a St. Clouds."

Finito anch'io. Homer mi ha deluso, mi sono molto ritrovata nelle parole di Melony.

Forse il libro è più "pesante" rispetto al film. Credo comunque che la relazione paterna tra Larch e Homer sia il perno del libro, dall'inizio alla fine.

Una curiosità che non ho capito: nel mio ebook l'anno non veniva indicato per intero, ma solo con le prime cifre, ad esempio 193... Chissà perché.
Anche nella mia copia cartacea l'anno viene indicato allo stesso modo... Già, chissà per quale ragione 🤔
 
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