Diritti umani e pena di morte

qweedy

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Mi ha colpito la forza e il coraggio della sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, che dal 2009 ha lottato nonostante le minacce e gli insulti per far emergere la verità sulla morte del fratello. Immagino quale strazio sia stato per la famiglia scegliere di consegnare alla stampa le foto del corpo esanime di Stefano, completamente coperto di lividi, affinchè la loro ricerca della verità avesse voce.
 

Shoshin

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Mi ha colpito la forza e il coraggio della sorella di Stefano, Ilaria Cucchi, che dal 2009 ha lottato nonostante le minacce e gli insulti per far emergere la verità sulla morte del fratello. Immagino quale strazio sia stato per la famiglia scegliere di consegnare alla stampa le foto del corpo esanime di Stefano, completamente coperto di lividi, affinchè la loro ricerca della verità avesse voce.

https://youtu.be/O_apWrJhZN4

La battaglia di Ilaria che non è sola..
 

Shoshin

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La ragazza con gli occhi di ghiaccio.

Quando Steve McCurry fotografó Sharbat bambina,non conobbe nulla
di lei,neppure il nome ella gli disse. Fissò l'obiettivo con fierezza e meraviglia
e si offrì allo sguardo del mondo intero.Steve McCurry non sapeva
allora che il suo scatto avrebbe modificato il destino
di quella bambina,nel bene e nel male.
E non immaginava neppure che il loro legame invisibile sarebbe proseguito nel tempo,sino a farli rincontrare ancora una volta.
Gli anni trascorsero con tutto il loro peso
nella vita e nei magnetici occhi di Sharbat,che per oltre trent'anni ebbero
come unico orizzonte quello del campo profughi di Nazir Bagh in Pakistan.
Dovettero segnare davvero tutto il confine tra il nulla ed il ricordo
quegli occhi muti nel cuore di Steve McCurry,che molti anni dopo volle cercare quella bambina per conoscerne il destino.
Il fotografo la ritrovò ,conobbe la sua storia ed il suo nome
Sharbat Bibi Gula,che a pronunciarlo fa pensare ad un eroe valoroso
ed indomito.
Tutto era cambiato in quel volto,nella sua vita...
Sharbat era diventata una donna ,aveva avuto tre figli rimasti subito orfani.
Nel raccontare il tempo della sua vita lo sguardo le si illuminò,
il fotografo la immortalo' ancora in uno scatto che fece di nuovo il giro del mondo,
e mostrò tutto il dolore di una vita senza terra e con poche certezze.
Si salutarono dopo l'incontro, pensando che le loro strade si sarebbero divise per sempre.
Nel 2016 Sharbat Bibi Gula tornò a far parlare di sé. Questa volta i giornali del mondo raccontarono che la ragazza dagli occhi di ghiaccio era stata accusata di possesso di documenti falsi ,con i quali ancora poteva sperare di restare in Pakistan con i suoi tre figli,non avendo nessun altro posto dove poter tornare dopo l'esilio.
L'accusa era molto grave e Sharbat rischiava una lunga pena detentiva in Pakistan.
Fu allora che Steve McCurry decise di schierarsi apertamente a suo favore ,offrendole sostegno legale ed economico ,oltre a fare appello alle Autorità pakistane, affinché fosse lasciata libera di tornare nel suo paese natio,senza dover pagare con la carcerazione, una pena già vissuta in anni di vita profuga.

Del Dicembre del 2017,dopo" solo" 12 giorni di carcere e 42 anni di vita senza radici,Sharbat e i suoi figli Robina,Zahida e Alia Gul
fecero ritorno in Afghanistan, dove vivono tuttora, in una casa assegnata loro dal Governo di Kabul.


Mi piace ricordare Sharbat in questo luogo virtuale dove si vuole ricordare
l'importanza dei Diritti Umani.
Sharbat è un esempio di coraggio e di forza d'animo.
E con il suo viso invecchiato e fiero continua a parlare al mondo intero,
entrando nel cuore della gente.



https://youtu.be/RVYblUxM-Hw


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qweedy

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Grazie Shoshin!
Nasrin Sotoudeh, avvocatessa e attivista iraniana, che nel 2012 ha ricevuto dal Parlamento Europeo il premio Sakharov per la libertà di pensiero, è prigioniera di coscienza, imprigionata esclusivamente per il suo lavoro come difensore dei diritti umani.

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Nella sua incriminazione, le autorità hanno elencato sette capi di accusa contro di lei, quattro dei quali erano basati sulla sua opposizione all’obbligo del velo: “incitamento alla corruzione e alla prostituzione“; “impegnarsi apertamente in atti peccaminosi… apparire in pubblico senza un hijab“; “irrompere l’ordine pubblico“; e “disturbare l’opinione pubblica“.

Le pacifiche attività in favore dei diritti umani di Nasrin Sotoudeh contro l’obbligo di indossare il velo, comprese quelle intraprese nel suo ruolo di avvocato, come l’incontro con i suoi clienti, sono state utilizzate per costruire una causa penale contro di lei.

Le altre tre accuse contro di lei – “la formazione di un gruppo con lo scopo di interrompere la sicurezza nazionale“, “diffusione di propaganda contro il sistema” e “raccolta e collusione per commettere crimini contro la sicurezza nazionale” – si sono basate sulle sue attività pacifiche che le autorità hanno considerato come “criminali”.

Amnesty sta raccogliendo firme per la sua liberazione, qui si può firmare:
https://www.amnesty.it/appelli/liberta-per-nasrin/
 

Shoshin

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Grazie Shoshin!
Nasrin Sotoudeh, avvocatessa e attivista iraniana, che nel 2012 ha ricevuto dal Parlamento Europeo il premio Sakharov per la libertà di pensiero, è prigioniera di coscienza, imprigionata esclusivamente per il suo lavoro come difensore dei diritti umani.

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Nella sua incriminazione, le autorità hanno elencato sette capi di accusa contro di lei, quattro dei quali erano basati sulla sua opposizione all’obbligo del velo: “incitamento alla corruzione e alla prostituzione“; “impegnarsi apertamente in atti peccaminosi… apparire in pubblico senza un hijab“; “irrompere l’ordine pubblico“; e “disturbare l’opinione pubblica“.

Le pacifiche attività in favore dei diritti umani di Nasrin Sotoudeh contro l’obbligo di indossare il velo, comprese quelle intraprese nel suo ruolo di avvocato, come l’incontro con i suoi clienti, sono state utilizzate per costruire una causa penale contro di lei.

Le altre tre accuse contro di lei – “la formazione di un gruppo con lo scopo di interrompere la sicurezza nazionale“, “diffusione di propaganda contro il sistema” e “raccolta e collusione per commettere crimini contro la sicurezza nazionale” – si sono basate sulle sue attività pacifiche che le autorità hanno considerato come “criminali”.

Amnesty sta raccogliendo firme per la sua liberazione, qui si può firmare:
https://www.amnesty.it/appelli/liberta-per-nasrin/

Grazie a te!
Spero che anche per
Nasrin le firme di tutti noi
possano servire davvero a
salvarla da tutto questo male.
 

Shoshin

Well-known member
La luce della verità...

Dal buio delle bugie alla luce
accecante della verità,che trafigge
i cuori di chiunque abbia voluto
bene a Stefano.
Lascio un frammento della deposizione
del Carabiniere Tedesco,
che racconta gli ultimi giorni di questo
giovane sfortunato.
Gli ultimi giorni senza amore e senza luce,
vuoti di parole e di conforto.
Tardivamente è arrivata anche una lunga lettera
alla famiglia Cucchi scritta dal Generale Nistri,Comandante dell'Arma.
La Verità porta con sé molte cose nuove.
Spero che tutto questo restituisca alla Memoria di Stefano rispetto e tenerezza.
Ricordo e. sempre maggior riflessione.

Ciao Ste!

https://youtu.be/DN0w3mOVvtY
 

qweedy

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CARO AMICO TI SCRIVO....

Da circa tredici anni scrivo a un condannato a morte in Texas. Posso testimoniare che ciò che ho ricevuto da lui in questi lunghi anni è molto più di ciò che posso avergli dato. La corrispondenza è diventata amicizia, è diventata uno scambio, lui è diventato una persona di famiglia e ora che il suo iter processuale si avvicina alla inevitabile conclusione, penso all’inutilità di una pena che vuole insegnare a non uccidere uccidendo, che nega la possibilità del cambiamento delle persone. Non so come fosse lui prima, ma so per certo che ora potrebbe dare ancora molto agli altri.

Non sta a me giudicare il reato compiuto, per questo ci sono giudici e tribunali, e chi ha sbagliato è giusto che paghi, ma non con la vita.

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Ricevere una lettera è il segno che qualcuno ha a cuore la tua vita, significa che a qualcuno interessi, che qualcuno ti riconosce la dignità di essere umano. È inimmaginabile il valore di una parola per chi vive lontano dal mondo ed è ormai costretto ad essere solo e sempre un numero, senza alcun diritto e basta, perché chi vive nel braccio della morte non ha diritti.

Ricevere una lettera è un legame con il mondo esterno, il legame epistolare dà consolazione e forza. E' la speranza che qualcuno si ricordi di te, che legittimi la tua esistenza come uomo, per dare un senso alla tua vita “a tempo determinato”. Spesso può significare la possibilità di allacciare un'amicizia duratura e sincera, altrimenti impossibile.

La lettera ha un valore enorme sempre, ma per chi sta in carcere in isolamento vuol dire collegarsi con il mondo che sta fuori, significa far entrare un po' di vita nella cella di due metri per tre. Le lettere infatti, sono il solo spazio libero nella vita di uomini e donne nei bracci della morte. Ricevere posta è un po' come allargare le sbarre. Avere qualcuno a cui scrivere scandisce il tempo, che è tutto uguale, apre uno spazio di affetto, aiuta a non perdere la fiducia e a sentirsi ancora riconosciuti come esseri umani.

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Quando ci si sente considerati spazzatura, infatti, si stenta a credere che ci sia veramente qualcuno disposto a fare amicizia:

"La ringrazio enormemente per la sua lettera e per il suo buon cuore. C’è infatti l’abitudine a vederci solo come delinquenti e nessuno sa o vuole gettare uno sguardo anche sulla nostra anima".

“Ho ricevuto un grande pacchetto di lettere, tutte da una classe di studenti sedicenni in una scuola in Irlanda, l’insegnate aveva letto la mia storia su Internet e ha chiesto ai suoi studenti, come progetto di classe, di scrivermi una lettera”.

“Cari amici, avete rotto un isolamento quasi assoluto, mi date la possibilità di collegarmi con il mondo che sta fuori, di allargare le sbarre. Un giorno tornando dal tribunale, ho trovato in cella la vostra lettera e questo mi ha cambiato totalmente la giornata”.

"La strada mi insegnò come vivere. Droga e violenza erano cose normali da conoscere e vedere...ero un prodotto del mio ambiente...ma sono cresciuto. Sono un uomo migliore ora, ma la gente vede in me solo i miei guai e non la mia lotta".

"La sua lettera mi ha colto di sorpresa. Si era rafforzata in me l'opinione che con uno come me nessuno potesse voler corrispondere, per parlare di cose pulite, sincere, amichevoli..."

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La pena di morte non uccide il peggiore dei peggiori, ma il più debole fra i deboli.

ll braccio della morte è quella parte di carcere destinata agli imperdonabili, i detenuti vi restano anche decine di anni in totale isolamento, fino a che non viene annunciata la data della loro morte. Morte profondamente attesa da alcuni, al punto di chiederla. I più disperati, tentano il suicidio. Celle di misura inversamente proporzionale alla colpa da espiare, trattamenti disumani, detenuti in isolamento e senza risorse, che lo Stato non ha l'interesse di rieducare, ma solamente di punire.

Vivere nel braccio della morte vuol dire smettere di essere un uomo e diventare un numero, subire un regolamento il cui obiettivo è umiliare, annientare l’identità di persone che la società non ritiene più degne di vivere; ogni bassezza, ogni crudeltà, ogni punizione nei confronti dei detenuti è dunque consentita. Le guardie spesso negano l'ora d'aria, o la doccia, pur previste dal regolamento, a loro discrezione.

Neri, ispanici, poveri, con alle spalle storie di violenza, di droga e di miseria, svezzati con armi, alcool e degrado nei ghetti che fin dall'infanzia non hanno risparmiato loro nessun orrore della vita: certe persone sembra nascano unicamente per popolare i bracci della morte.

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Sono diverse migliaia i prigionieri condannati a morte che grazie alla Comunità di Sant'Egidio, Comitato Paul Rogeau, Nessuno tocchi Caino, corrispondono con altrettanti amici in tutto il mondo. Si tratta di detenuti che vivono nelle carceri non solo degli USA, ma anche di altri paesi, come Trinidad e Tobago, Camerun, Zambia e altro.

Fernando, prima di morire, ha scritto: “Non smettere mai di sognare… Arrendersi alla disperazione equivale a sdraiarsi e lasciarsi morire. Non importa chi sei o dove sei, troverai sempre qualcuno che ti porgerà una mano o che ti ascolterà con calma. Nella speranza rinascono spirito ed energia.
Se un condannato a morte può sorridere pur guardando la morte, a maggior ragione tutti voi nel mondo libero potete iniziare ogni giorno con un sorriso! Non smettere mai di sognare!”
 

Shoshin

Well-known member
Qualche giorno fa ho letto l'ultimo contributo a questo post.Ti ringrazio per questo spazio e per le cose che hai scritto.
Mi sono commossa.
Ed ho ripensato ad un momento particolare del pontificato di Angelo Roncalli,Papa Giovanni XXIII

Nel 1958 durante le festività natalizie decise di fare visita ai detenuti del carcere romano di Regina Coeli,dove pronunciò quel discorso rimasto nella memoria di molti,attorniato da una folla di detenuti commossi ,che ascoltarono le sue parole raccolti in un silenzio pieno di rispetto...
Prima di lasciare il carcere Papa Giovanni chiese di potersi stringere in un saluto ravvicinato ai detenuti, che applaudivano pieni di affetto e tenerezza nei confronti di un uomo che aveva così tanto desiderato vederli.
Dalla folla festante si staccò un giovane in lacrime,

che guardò il papa con occhi arrossati dal pianto e cadendogli ai piedi gli chiese: “Le parole di speranza e di misericordia che lei ha pronunciato valgono anche per me, che sono un grande peccatore?”. Roncalli non rispose. Si chinò sull’uomo, lo sollevò, lo abbracciò e lo tenne a lungo stretto a sé.

Il Perdono è difficile quanto il superamento del dolore per i mali subiti.
Ma esso produce nell'animo umano un senso di ricongiungimento con il meglio che c'è dentro di noi,che spesso viene spezzato e disperso tra le lacrime e il risentimento,tra l'odio ed il tormento.
E chi viene perdonato...sopravvive e può sentirsi degno di un'altra possibilità.

Grazie ancora qweedy
 

qweedy

Well-known member
Parte oggi al Senato l'iter di approvazione del decreto sicurezza bis, tanto caro a Matteo Salvini.
Già approvato alla Camera con 322 voti favorevoli, 90 contrari e 1 astenuto.

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"Il decreto sicurezza-bis è una aberrazione giuridica...
Questo decreto sicurezza non è un segno di governo ma di una gestione cinica del potere, tramite mezzi di cui la storia del Novecento ci ha fatto conoscere gli esiti tragici: la rappresentazione della vittima e del debole come nemico. Per questo oggi noi con forza diciamo: la disumanità non diventi legge". don Luigi Ciotti


“Riteniamo il decreto sicurezza bis un atto criminale, non ho altre parole”. Padre Alex Zanotelli.
“Una norma che dice che è reato salvare vite umane diventerà legge di Stato”, spiega padre Alex Zanotelli. “Questo va contro la civiltà occidentale, va contro tutta la legge del mare, viola i diritti umani fondamentali, è un vulnus terribile“.
Per queste ragioni, padre Alex ha deciso di digiunare per 24 ore insieme ai 20 giovani che partecipano al campo di lavoro e spiritualità a Riace.


Decreto sicurezza bis, l’Onu insiste: «Provvedimento da bloccare, viola i diritti umani»


Emergency: "Siamo preoccupati dalla deriva autoritaria che queste misure rappresentano.
Anche questo decreto conferma la gravissima tendenza che ormai interessa l’Italia e altri Paesi: viene messo sotto attacco chi difende i diritti umani, chi contesta pratiche governative inique e immorali, anche soccorrendo i migranti in mare, colmando una lacuna dello stato e dell’Europa...
Il vero cambiamento è nelle mani di chi, giorno per giorno, difende i diritti umani di tutti, senza distinzioni. Mai sono stati fatti dei passi avanti reali, in una società, violando i diritti fondamentali ed erodendo lo spazio civile, di espressione e anche di legittimo dissenso."
 
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Shoshin

Well-known member
La libertà è possibile nella poesia...

Bisogna sempre dare una possibilità
alle persone.
Ne sono certa.A motivo della mia professione
ho conosciuto la realtà carceraria e la tremenda
spaccatura che crea tra chi si è macchiato
di un delitto e la società che resta fuori.
Quando mi è capitato di leggere questo articolo
e le poesie di 12 detenuti del carcere romano di Rebibbia
ho provato un grande dolore e al tempo riconoscenza per quello che sono riusciti
a donarmi.



https://www.agensir.it/italia/2017/08/07/quando-la-poesia-spezza-le-catene-devis-pace/

Pace

La luce è lontana
il momento buio in me
la oscura
Circondato dal nulla
evito i mostri sanguinari
Non mi fingo buono
immortale
semplicemente continuo i miei passi
lenti
onesti
verso quella luce
chiamata pace

Devis
 

qweedy

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Comunità di Sant'Egidio: Appello urgente per salvare la vita di Billy Crutsinger.
L'esecuzione è prevista per il 4 settembre 2019.


Per chi vuole, basta un click per far partire una mail per chiedere clemenza alle autorità competenti: https://nodeathpenalty.santegidio.o...ZIONE-E--FISSATA-PER-IL-4-SETTEMBRE-2019.html

Billy Jack Crutsinger è stato condannato a morte sedici anni fa per omicidio. Le circostanze del suo arresto non furono a norma di legge, ma Billy rilasciò presto la sua confessione, mostrando una condotta quasi ingenua quando, subito dopo il terribile gesto, rinunciò alla sua difesa.

Dal 2011 Billy corrisponde con Ilaria della Comunità di Sant’Egidio e altri amici. Billy attraverso la corrispondenza ha scoperto di non essere solo. Il suo cuore, indurito da una vita difficile e dai molti lutti, non ha trovato certo sollievo nella solitudine della piccola cella del Polunsky Unit. Eppure le lettere, l'amicizia e quelle parole diverse su di sé provenienti da lontano hanno fatto emergere dei lati del suo animo che lui stesso non conosceva. Billy non ha studiato, ma il suo linguaggio semplice sorprende per la profondità di certi suoi pensieri, per la costanza nel ricordare le difficoltà degli altri, per la ricerca di spiritualità. La forza dell’amicizia è penetrata anche nella sua cella.

Ecco alcuni stralci dalle sue lettere:
“Sorrido sempre quando leggo le tue lettere: mi rendono felice e pieno di gioia. Ti ho già detto che ti considero come la figlia che ho perso: sei stata l’angelo che Gesù mi ha mandato. Ti voglio bene.”

“Non ho perso la fede, no davvero: tu e i tuoi amici mi aiutate moltissimo a ricordarmi sempre il Suo amore per me.”

“Colpevoli o no, le persone nella vita a volte fanno scelte brutte: sono stato uno di questi e ho fatto una scelta davvero brutta. Ma sono comunque un uomo e un figlio di Cristo, che non mi castiga per sempre per ciò che ho fatto. Dobbiamo amarci e aiutarci, finché il nostro cuore sarà riempito di amore e gioia da Nostro Signore Gesù.”

“Ora ho cambiato il mio cuore in meglio: è la mia unica opportunità per rivedere i miei figli in cielo. Ho chiesto perdono a Gesù e nel mio cuore sento che mi ha ascoltato.” “Gesù mi sta portando in braccio”.

https://www.santegidio.org/pageID/3...sta-per-il-4-settembre-2019-FIRMA-ONLINE.html
 

Shoshin

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Comunità di Sant'Egidio: Appello urgente per salvare la vita di Billy Crutsinger.
L'esecuzione è prevista per il 4 settembre 2019.


Per chi vuole, basta un click per far partire una mail per chiedere clemenza alle autorità competenti: https://nodeathpenalty.santegidio.o...ZIONE-E--FISSATA-PER-IL-4-SETTEMBRE-2019.html

Billy Jack Crutsinger è stato condannato a morte sedici anni fa per omicidio. Le circostanze del suo arresto non furono a norma di legge, ma Billy rilasciò presto la sua confessione, mostrando una condotta quasi ingenua quando, subito dopo il terribile gesto, rinunciò alla sua difesa.

Dal 2011 Billy corrisponde con Ilaria della Comunità di Sant’Egidio e altri amici. Billy attraverso la corrispondenza ha scoperto di non essere solo. Il suo cuore, indurito da una vita difficile e dai molti lutti, non ha trovato certo sollievo nella solitudine della piccola cella del Polunsky Unit. Eppure le lettere, l'amicizia e quelle parole diverse su di sé provenienti da lontano hanno fatto emergere dei lati del suo animo che lui stesso non conosceva. Billy non ha studiato, ma il suo linguaggio semplice sorprende per la profondità di certi suoi pensieri, per la costanza nel ricordare le difficoltà degli altri, per la ricerca di spiritualità. La forza dell’amicizia è penetrata anche nella sua cella.

Ecco alcuni stralci dalle sue lettere:
“Sorrido sempre quando leggo le tue lettere: mi rendono felice e pieno di gioia. Ti ho già detto che ti considero come la figlia che ho perso: sei stata l’angelo che Gesù mi ha mandato. Ti voglio bene.”

“Non ho perso la fede, no davvero: tu e i tuoi amici mi aiutate moltissimo a ricordarmi sempre il Suo amore per me.”

“Colpevoli o no, le persone nella vita a volte fanno scelte brutte: sono stato uno di questi e ho fatto una scelta davvero brutta. Ma sono comunque un uomo e un figlio di Cristo, che non mi castiga per sempre per ciò che ho fatto. Dobbiamo amarci e aiutarci, finché il nostro cuore sarà riempito di amore e gioia da Nostro Signore Gesù.”

“Ora ho cambiato il mio cuore in meglio: è la mia unica opportunità per rivedere i miei figli in cielo. Ho chiesto perdono a Gesù e nel mio cuore sento che mi ha ascoltato.” “Gesù mi sta portando in braccio”.

https://www.santegidio.org/pageID/3...sta-per-il-4-settembre-2019-FIRMA-ONLINE.html

Grazie per questa condivisione.
Ho accolto l'invito a firmare .
Spero sempre che si possa davvero incidere
sul destino di questi uomini e donne ,
salvando loro la vita.
Se il cuore di un uomo cambia,dopo
un doloroso e sincero percorso di pentimento ,
bisognerebbe ascoltarlo.
Perché non sia stato vano il cammino.
 

qweedy

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Grazie per questa condivisione.
Ho accolto l'invito a firmare .
Spero sempre che si possa davvero incidere
sul destino di questi uomini e donne ,
salvando loro la vita.
Se il cuore di un uomo cambia,dopo
un doloroso e sincero percorso di pentimento ,
bisognerebbe ascoltarlo.
Perché non sia stato vano il cammino.

Ti ringrazio molto, si spera sempre che possa servire.
La mobilitazione internazionale può - a volte - fare la differenza.
Come è stato per Kenneth Foster, che ha avuto salva la vita tre ore prima dell'esecuzione, il 30 agosto del 2007.
 

qweedy

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"Where I am going everything will be in color.
I am at peace now with and going to be with Jesus and my family".

Lo Stato del Texas ha giustiziato Billy Crutsinger la scorsa notte e ha in programma altre dieci esecuzioni prima della fine dell'anno.

Scheduled Execution
09/04/2019 Crutsinger Billy
09/10/2019 Soliz Mark
09/25/2019 Sparks Robert
10/02/2019 Barbee Stephen
10/10/2019 Halprin Randy
10/16/2019 Mays Randall
10/30/2019 Gutierrez Ruben
11/06/2019 Hall Justen
11/13/2019 Murphy Patrick
11/20/2019 Reed Rodney
12/11/2019 Runnels Travis

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qweedy

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Oggi, 10 ottobre, è la Giornata Mondiale contro la Pena di Morte.
La Giornata arrivata alla sua XVII edizione è stata celebrata la prima volta nel 2003 per iniziativa della Coalizione mondiale contro la pena di morte, che riunisce 159 organizzazioni impegnate per abolirla in tutto il pianeta.

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Nell’odierna Giornata mondiale contro la pena capitale l’attenzione per la prima volta è puntata sui diritti dei bambini figli di genitori nei bracci della morte o già giustiziati. E che portano per tutta la vita il fardello di una privazione o lutto subito per mano dello Stato, che si rivela sovente destabilizzante nel loro vissuto psichico, talvolta anche nell’età adulta.

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Il numero degli Stati che a vario titolo hanno deciso di rinunciarvi, o perché sono abolizionisti oppure perché sono abolizionisti di fatto oppure perché attuano una moratoria delle esecuzioni, sono ormai una schiacciante maggioranza: sono 165 contro ‘solo’ – si fa per dire - 33 Paesi che non solo la mantengono nei loro ordinamenti, ma che anche la praticano. L’anno scorso, il numero delle esecuzioni è stato di almeno 2.758; sono state esecuzioni compiute in 20 Paesi tra i quali primeggia – come sempre – la Cina, poi c’è l’Iran con oltre 300 esecuzioni, e l’Arabia Saudita con almeno 142. Il dato che emerge è che la pena di morte è legata allo stato di diritto, alla democrazia, tant’è che gli Stati che ancora la praticano sono prevalentemente Paesi illiberali o non democratici, oltre a Stati Uniti e Giappone.
 
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qweedy

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Hevrin Khalaf ha perso la vita per
coraggio e dedizione.
Accarezzava il sogno di un mondo
unito e giusto,
senza più differenze e rispettoso
verso le donne ...

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Hevrin Khalaf si batteva per la coesistenza pacifica fra curdi, cristiano-siriaci e arabi ed era apprezzata da tutte le comunità, oltre che attivista per i diritti delle donne.
Leader del popolo curdo, 35 anni, laureata in ingegneria civile, è stata catturata dalle milizie turche vicino Manjib insieme alla sua scorta e uccisa. Era il volto del dialogo tra curdi, arabi e cristiani e dell'emancipazione delle donne.

La Turchia sta cercando di annientare i vertici politici e sociali di un intero popolo.
 

qweedy

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14 Novembre 2019

“Sono libero” Behrouz Boochani ha dovuto aspettare sei anni prima di poter pronunciare queste due semplici parole.
Lo scrittore e giornalista curdo iraniano è atterrato ieri mattina in Nuova Zelanda, invitato da Amnesty International e altre organizzazioni a prendere parte a un festival letterario.

Behrouz Boochani è stato trattenuto per oltre sei anni sull’isola di Manus a causa delle politiche australiane in tema di asilo e immigrazione.

Straordinario esempio di resistenza e resilienza, durante la detenzione in condizioni inumane e degradanti nel centro per richiedenti asilo di Manus (dove si sono registrati oltre 10 suicidi) Boochani è riuscito a trasmettere centinaia di messaggi via Whatsapp che hanno dato vita a un libro di enorme importanza, “Nessun amico se non le montagne” (Add Editore), e a collaborare regolarmente con numerose testate internazionali tra cui The Guardian.

Se oggi il mondo conosce il modo crudele con cui l’Australia tiene alla larga dalle sue frontiere i richiedenti asilo, molto del merito va a Boochani.

(da Amnesty International)

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Behrouz Boochani ((Ilam, 23 luglio 1983) è uno scrittore, giornalista, attivista per i diritti umani curdo con cittadinanza iraniana, perseguitato quale dissidente politico dalla teocrazia sciita dell'Iran. Ha tentato di entrare in Australia per chiedere asilo politico e le autorità australiane, in virtù delle severe norme sull'immigrazione, lo hanno confinato in un campo profughi sull'isola di Manus, in Papua Nuova Guinea, dove è detenuto dal luglio del 2013. Quando la polizia ha chiuso il suo quotidiano nel 2013, lui ha deciso di lasciare l’Iran. Nel viaggio verso l’Australia è stato fermato dalla guardia costiera di Canberra, che lo ha portato nel centro di Manus. Da lì è cominciata la sua nuova missione: raccontare al mondo cosa succede in questi luoghi presi “in affitto” dall’Australia per rinchiuderci i migranti che cercano di raggiungere le sue coste.

“Viviamo in un limbo da più di cinque anni. Questa barbara politica di esilio ha già ucciso dodici persone. È una vergogna per i politici e per i mezzi d’informazione australiani, che ignorano quello che succede qui”.

Nel 2019 ha vinto l'australiano Premio Victorian per il suo romanzo autobiografico dal titolo No Friend But the Mountains: Writing from Manus Prison. Non essendo dotato di computer o carta ove scrivere, ha scritto il romanzo inviando una lunga serie di messaggi Whatsap in lingua farsi a Omid Tofighian, un amico che le ha tradotte in inglese.
In Italia gli è stato conferito da Internazionale il premio Anna Politkovskaja per il giornalismo. Vincitore Asia General Non Fiction Book 2019 e Vincitore National Biography Award 2019.


"Questo Premio prova che le parole ancora hanno il potere di sfidare i sistemi e le organizzazioni disumane, che la letteratura ha il potenziale per provocare cambiamenti e per sfidare le strutture del potere. La letteratura ha il potere di darci la libertà. …
Questo premio è una vittoria non solo per noi (prigionieri), ma per la letteratura e l’arte. Soprattutto è una vittoria per l’umanità, per gli esseri umani, per la dignità umana."
– dal discorso tenuto da Boochani per il Victorian Prize
 
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