CXV GdL - Marie la strabica di Georges Simenon

Ondine

Logopedista nei sogni
Les Caves de Bourgogne

Mi incanta il modo che l'autore ha di descrivere i gesti quotidiani, da quando le persone si alzano al mattino nel condominio a quando camminano per strada attraversando i vari quartieri, passando davanti le vetrine delle botteghe.
Chissà il giovane sulla trentina dell'una e mezza che ruolo avrà nella storia.
Non comprendo la tristezza di Marie quando scopre la relazione di Sylvie con Luze.
 

ayuthaya

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Sto per finire... il fatto di essere l'ultima ma anche lo stile di Simenon mi fa preferire commentare solo a fine lettura. Questo autore ha la straordinaria capacità di sospendere il giudizio del lettore fino all'ultimo, di tenerlo "in sospeso" da tutti i punti di vista. È una cosa che apprezzo moltissimo!
 

estersable88

dreamer member
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Sto per finire... il fatto di essere l'ultima ma anche lo stile di Simenon mi fa preferire commentare solo a fine lettura. Questo autore ha la straordinaria capacità di sospendere il giudizio del lettore fino all'ultimo, di tenerlo "in sospeso" da tutti i punti di vista. È una cosa che apprezzo moltissimo!
Non sei l'ultima. Io sono ancora un po' indietro, domani ho un esame, ma poi recupererò!
 

estersable88

dreamer member
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Fine prima parte

Anch'io ho pensato istintivamente ad un interesse inconsapevole ma istintivo di Marie verso Silvie, e questo, insieme all'inesperienza e al timore di Marie verso l'ambito sessuale, spiegherebbe la sua reazione all'affair tra Silvie e Luze. Mi aspettavo il colpo basso di Silvie... è la classica viziata che deve avere anche quello che non vuole, basta che non ce l'abbiano altre. Marie, invece, sebbene più definita rispetto all'inizio, rimane enigmatica.
 

francesca

Well-known member
Continuando a rimuginare a fine lettura....
Fin dall'inizio sembra che Silvie abbia ben chiaro cosa vuole dalla vita e veda il suo corpo e la sua bellezza come il mezzo per ottenerla.
Tutto procede come ha pianificato fino alla fine: quando racconta a Marie tutti i compromessi, i tradimenti, la degradazione che ha dovuto passare per raggiungere il suo scopo, non mostra un minimo di rimpianto, o rimorso.
Ma poi, quando ci è arrivata, quando finalmente ha raggiunto quello che desiderava, l'agiatezza economica, la rivincita su una classe alto-borghese che l'ha considerata sempre merce d'uso, sembra quasi implodere su stessa, come se comunque il conto le fosse presentato e non ci fossero scorciatoie per nessuno per non pagarlo salato.
Quindi mentre Silvie in qualche modo è un personaggio che evolve, che ha una sua parabola, Maria rimane granitica. Cioè, è vero quello che dice qweedy, alla fine Maria sembra la padrona e Silvia ne è succube, ma l'idea è che Maria ha solo aspettato, che in cuor suo fosse già in questo ruolo, anche incosapevolmente.
Come se Silvia avesse vissuto per entrambe, e fosse adesso l'unica che paga per tutte e due.

Più che penso questa lettura più che mi si aprono diversi e innumerevoli piani di riflessione e interpretazione. Veramente un gran libro!
 

qweedy

Well-known member
Quindi mentre Silvie in qualche modo è un personaggio che evolve, che ha una sua parabola, Maria rimane granitica. Cioè, è vero quello che dice qweedy, alla fine Maria sembra la padrona e Silvia ne è succube, ma l'idea è che Maria ha solo aspettato, che in cuor suo fosse già in questo ruolo, anche inconsapevolmente.
Come se Silvia avesse vissuto per entrambe, e fosse adesso l'unica che paga per tutte e due.
Condivido! Fin dall'inizio Marie, pur sembrando sottomessa a Sylvie, aveva un atteggiamento manipolatorio, era come un ragno in attesa che la mosca giungesse esattamente dove il ragno voleva che arrivasse.
Secondo me c'entra anche un sentimento di invidia. Marie senza la presenza di Sylvie ha vissuto una vita normale, certo non brillante e al centro della scena come la vita di Sylvie.
Secondo me Marie provava invidia, più che attrazione, anche per il corpo di Sylvie. Pur disapprovando gli atteggiamenti disinibiti di Sylvie, secondo me in cuor suo Marie invidiava la bellezza e la spregiudicatezza dell'amica.
 

francesca

Well-known member
Invidia... interessante qweedy.
Soprattutto tenendo conto che alla fine del libro, la vita, lo stesso corpo di Silvie iniziano a disintegrarsi, quasi a putrefarsi e Maria è lì, testimone e custode di questa parabola discendente che non ha più niente di invidiabile.
All'inizio pensavo fosse addirittura basato sul senso di inferiorità che Maria sente nei confronti di Silvie, ma se anche lo è nella prima parte della storia, di sicuro alla fine è evidente che il ruolo dominante è passato a Maria.
Per ora abbiamo detto che il rapporto fra Maria e Silvie è un rapporto:
di odio
di invidia
di attrazione in generale o forse omosessuale...
Incredibile quanta complessità, quante sfaccettature sia riuscito a creare Simenon in questa relazione.
 

francesca

Well-known member
Anche se fuori tempo massimo, ho acquistato questo libro è lo leggerò appena mi verrà consegnato. Ovviamente non siete obbligate a lasciare aperto il 3d... io mi sento comunque virtualmente ‘dei vostri’
Bello Spilla, così anche noi che abbiamo finito continueremo a riflettere su questa lettura che mi sembra ci abbia colpito tutte. Sicuramente ci darai altri spunti!
 

estersable88

dreamer member
Membro dello Staff
Finito ieri sera.

La seconda parte mi è sembrata diversa, molto diversa dalla prima... quasi un altro libro, un'altra lettura, sebbene con le medesime protagoniste. Silvie ha avuto un'evoluzione prevedibile, quasi attesa, mentre Marie è rimasta impenetrabile, forse più di prima. Un libro bello, interessante, anche se probabilmente meno d'impatto rispetto ad altri di Simenon, almeno per me. Marie è una figura che non si dimentica proprio perché dà da pensare, complessa ed inafferrabile com'è.
 
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